Lucca vista dalla Torre delle Ore
Lucca vista dalla Torre delle Ore.

A spasso per Lucca e le sue meraviglie

La città toscana è uno scrigno di bellezza. Da scoprire a piedi o in bici, prima lungo le mura per ammirarla dall’alto, e poi nel centro storico. E per gli amanti della musica, tanti appuntamenti con Puccini, lucchese doc celebrato da sempre

A Lucca non ci tornavo da tantissimi anni e mi chiedevo: sarà ancora bellissima? Vi dico subito di sì e per due motivi che saltano all’occhio: le chiese e le torri sono monumentali, vi fanno alzare gli occhi al cielo e siete rapiti dallo stupore. La seconda è che sentirsi a casa qui è un attimo, fra botteghe che hanno mantenuto le vecchie insegne tirate a lucido e lungo via Fillungo, la “vasca” che attraversa tutto il centro storico.

Venire in Toscana, poi, è sempre un tuffo nella storia e non solo per i monumenti. Se a Firenze in alcuni alberghi trovate un libretto dedicato ai Medici, qui invece vi sentirete più volte ripetere che Lucca i Medici non l’hanno mai conquistata. La città si è sempre ben difesa e lo si vede dalle mura, che offrono un punto di vista imperdibile: da un lato le case e i campanili, in lontananza la campagna toscana. La cerchia muraria, che risale al XVI-XVII° secolo ed è lunga 4 km, è il ritrovo di chi corre, passeggia e si dà appuntamento. In pratica, è un parco pubblico con prati e viali alberati che abbraccia tutto il centro storico e che si può percorrere anche in bici, lungo i bastioni rinascimentali per poi puntare verso il centro e vedere ciò che resta delle mura medievali.

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1 di 8 - Il Duomo di San Martino a Lucca.
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2 di 8 - La caratteristica Torre Guinigi: ci si può salire percorrendo i 230 scalini e in cima ci sono dei lecci secolari.
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3 di 8 - L’interno di San Frediano, una delle chiese più amate della città: in stile romanico, si distingue per il mosaico della facciata.
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4 di 8 - Chiesa di San Frediano: il mosaico della facciata.
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5 di 8 - La cinta muraria di Lucca.
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6 di 8 - Piazza dell'Anfiteatro a Lucca.
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7 di 8 - Restaurato di recente, il Teatro del Giglio, , nella piazza omonima, ha sempre in cartellone opere di Puccini.

UNA SERA A TEATRO
Il Teatro del Giglio dà appuntamento nelle serate del 28 e 30 gennaio 2022 con Manon Lescaut (teatrodelgiglio.it).
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8 di 8 - Il monumento funebre a Ilaria del Carretto, realizzato da Jacopo della Quercia. Nel Duomo di San Martino.

Una notte a palazzo

Poco prima di Porta Santa Maria (una delle sei che interrompono le mura) si intravede dall’alto un bellissimo giardino. Si tratta di uno dei più antichi di Lucca, attribuito a Filippo Juvarra che lo progettò all’inizio del Settecento all’interno di Palazzo Pfanner, di proprietà privata ma con alcune sale aperte al pubblico. «Il giardino è all’italiana, con 19 statue in marmo di Carrara, una quinta teatrale che vuole stupire il visitatore. Al centro c’è una vasca ottogonale, mentre la limonaia ora ospita il ristorante L’Imbuto di Cristiano Tomei» spiega Dario Pfanner, discendente di Felix Pfanner, l’avo austriaco che lasciò un segno nella città.

Il palazzo, di epoca barocca, è appartenuto a due famiglie patrizie che commerciavano la seta, una delle attività per cui Lucca era famosa e che la metteva in contatto con il centro e il nord Europa. A metà dell’Ottocento, a causa di difficoltà economiche, cominciò a essere affittato e nel giardino e nelle cantine Felix Pfanner aprì il suo birrificio. La birra allora qui non la conosceva nessuno e Felix cominciò a produrla con due amici creando un biergarten di successo che funzionerà fino al 1929. L’atrio e il monumentale scalone che conducono al primo piano, dove ci sono le sale aperte al pubblico, vi sembreranno più famigliari appena vi diranno che qui è stato girato il film Il marchese del Grillo con Alberto Sordi. E su questo piano si affacciano anche le finestre della suite Principe Federico, uno dei tre appartamenti che i turisti possono affittare. Per loro, il giardino sarà visibile anche nei mesi in cui è chiuso al pubblico (aperto da aprile a novembre, palazzopfanner.it).

Da una piazza a una chiesa (e viceversa)

Ogni città italiana conta chiese su chiese, ma Lucca le supera tutte. Poco distante da Palazzo Pfanner c’è San Frediano, famosa per il mosaico sulla facciata; cinque minuti a piedi ed ecco la chiesa di San Michele con la statua dell’arcangelo; altri cinque minuti e si arriva al Duomo di San Martino che custodisce il Volto Santo, un crocefisso ligneo molto venerato, e il monumento funebre a Ilaria del Carretto, realizzato da Jacopo della Quercia, mentre all’esterno si vede il bassorilievo del Labirinto, un simbolo del pellegrinaggio che compare anche in altre chiese della Francigena. In centro è tutto a portata di mano, basta seguire le indicazioni che portano alla Torre delle Ore e a quella di Palazzo Guinigi, inconfondibile perché in cima ci sono dei lecci.

Cosa manca ancora per finire il giro? Una piazza unica nel suo genere, quella dell’Anfiteatro: i dehor l’hanno un po’ invasa ma colpisce sempre per la sua forma ellittica e tutt’intorno i palazzi color ocra con le persiane verdi.

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Le donne di Puccini

Dici Lucca e dici Giacomo Puccini (1858-1924). Il musicista, a cui è stata dedicata una statua in piazza Cittadella e un museo (puccinimuseum.org), è una presenza vivissima in città. «È stato un grandissimo musicista dal temperamento irrequieto. La sua è una musica molto popolare, tipica dell’Italia di fine Ottocento: ha la mutevolezza dell’acqua, mentre Verdi ha la solidità della terra» racconta Isabella Brega, autrice del libro La verità di Elvira (Albeggi Edizioni). «Elvira era la moglie di Puccini che, figlio di musicisti, cresce circondato da donne: aveva 7 sorelle! Giacomo era il sospirato figlio maschio ed era anche un uomo di grandi passioni: “Ho bisogno di essere innamorato, sempre”, affermava. Nonostante i tradimenti, la sua storia con Elvira Bonturi durerà nel tempo».

Ed è una storia incredibile. Elvira, moglie di un amico e con due figli piccoli, era una sua allieva. Si innamorano, lei rimane incinta e abbandona la famiglia per vivere con lui, che non è ancora famoso. Immaginatevi i commenti in città e anche i rischi: per una scelta del genere si poteva finire in prigione. Per 20 anni Elvira rimarrà nell’ombra e sposerà Puccini alla morte del marito: “Andiamo a fare questa cosa da vecchi” dirà il compositore, che aveva solo 44 anni, ma che temeva il passare degli anni. «Elvira non era brutta o bisbetica come veniva dipinta» continua Isabella Brega «e il suo merito è stato quello di avergli dato stabilità. Puccini non avrebbe prodotto tutto quello che ha fatto senza lei accanto».

Manon Lescaut, La bohème, Tosca, Madama Butterfly: al Teatro del Giglio (teatrodelgiglio.it), da poco restaurato, ci sono sempre in cartellone opere di Puccini. Che ai librettisti diceva: “Datemi delle donne vere, che a disperarle ci penso io”. In amore lui l’aveva sicuramente fatto!

UNA COLAZIONE ALLA TOSCANA

Il buccellato è il dolce tipico di Lucca, arricchito con uva passa e semi di anice. Ma ci sono anche la torta coi becchi, alle verdure, e i necci con farina di castagne e ricotta. A questo proposito bisogna sapere che in Toscana il risveglio sarà da leccarsi i baffi.

Grazie a un accordo tra Toscana Promozione Turistica e Federalberghi Toscana è stata lanciata l’iniziativa Vetrina Toscana Breakfast che farà scoprire al turista le specialità del territorio. Alberghi e b&b che aderiscono si impegnano a proporre almeno un prodotto dolce e uno salato del territorio.

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