A che cosa serve l’oroscopo, secondo l’astrologa Chani Nicholas

Credits: Luke Fontana
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di

Cristina Sarto

Studia stelle e mappe astrali. Ma nel suo oroscopo settimanale, uno dei più seguiti degli Usa, non c’è traccia di consigli d’amore. «I segni zodiacali e i pianeti servono a capire e migliorare il mondo, non ad alimentare ossessioni»

«Fino al 27 agosto, Marte è protagonista di un moto retrogrado che si ripete ogni 2 anni o poco più: si muove cioè all’indietro e nella sua traiettoria raggiunge il punto più vicino alla Terra». Inizia così uno degli ultimi oroscopi di Chani Nicholas, 42 anni e oltre 1 milione di lettori che ogni settimana aspettano di sapere da lei come costruire un mondo migliore. Niente consigli d’amore, i pianeti hanno di meglio da fare. «Capisco il bisogno di leggerezza, ma a me quelle frivolezze non interessano» dice l’astrologa in una pausa del suo viaggio a New York, dove ha festeggiato il Gay Pride. «Sono nata militante e per me l’astrologia è uno strumento di giustizia sociale: leggere le stelle aiuta a descrivere il contesto politico e le sue contraddizioni».

Che ne sa il cielo di quel che accade quaggiù?

Ci sono sempre corrispondenze tra la posizione degli astri e il sentimento che pervade l’umanità. Basta vedere quel che è successo nella primavera- estate 2016, l’ultima volta in cui abbiamo avuto Marte retrogrado: Trump scatenava una campagna elettorale basata su messaggi sessisti e xenofobi, e gli inglesi sceglievano la Brexit.

Hanno votato gli elettori, non i corpi celesti.

Ma gli astri hanno contribuito a creare il clima in cui gli avvenimenti sono maturati. Marte è il pianeta dell’azione e del conflitto. Quando si avvicina, tira fuori le nostre emozioni più crude, soprattutto la rabbia. Ma il suo intento è anche di farci riflettere: qual è il prezzo da pagare se non impariamo a gestire i nostri stati d’animo?

Ha la risposta?

Troppo spesso ci lasciamo sedurre dal mito della divisione. Sentiamo il bisogno di confini che ci dividano dal dolore, ma così dimentichiamo che il nostro destino s’intreccia in modo inesorabile a quello degli altri. Se facciamo del male a un uomo, alzando un muro o discriminandolo, feriamo l’umanità intera.

Per ritrovare la solidarietà, non è meglio aspettare una congiuntura astrale più favorevole?

Assolutamente no. I pianeti non esercitano mai un potere assoluto su di noi. Abbiamo la forza di volontà, che è molto più forte, e anche in un momento negativo come questo possiamo scegliere se sposare l’intolleranza o combatterla. Nella storia sono sempre le decisioni dei singoli che muovono l’ago della bilancia verso un mondo più equo: naturalmente, poi, c’è chi è più o meno predisposto a farlo.

Dicono che Ariete e Bilancia siano i segni più attenti alla giustizia.

Non è vero: in ognuno di noi c’è del buono. Da un punto di vista astrologico, poi, siamo molto di più di un segno zodiacale: rappresentiamo un’intera fase temporale. Ciò che più influisce sul nostro modo di essere è la carta astrale, cioè la posizione dei pianeti nell’istante in cui siamo venuti al mondo.

Quindi l’oroscopo non aiuta a trovare l’anima gemella?

No, è una perdita di tempo. L’amore è il processo più mistico dell’esistenza umana: come si può pensare che esista una sola risposta per 7 miliardi di cuori? Quando ho incontrato la donna che oggi è mia moglie, io stessa ho aspettato diversi mesi prima di leggere la sua carta astrale. Volevo conoscerla senza preconcetti.

Come mai anche gli scettici di nascosto leggono l’oroscopo?

Perché muoiono dalla voglia di vedere la loro immagine riflessa: è un modo per apprezzarsi e liberarsi del dolore interiore.

L’astrologia ci può guarire?

Di sicuro è uno strumento per migliorarci. Tutto dipende dalle intenzioni con cui la avviciniamo. Se una persona vuole diventare più consapevole di se stessa, trovare la sua saggezza interiore, le stelle possono aiutarla. Se invece è un narcisista senza voglia di cambiare, l’oroscopo rafforzerà la sua ossessione.

Come capiamo se un oroscopo fa al caso nostro?

Il mio consiglio è di fare tesoro di ciò che risuona dentro. Se ciò che si legge sembra lontano, non funziona, meglio lasciar perdere. Io stessa non pretendo certo di piacere a tutti.

Lei quando ha iniziato?

A 12 anni, quando la mamma della mia matrigna ha regalato una sessione di astrologia a tutta la famiglia. Per me è stato come ascoltare una lingua familiare, anche se la sentivo per la prima volta. Da quell’istante la vita mi ha fatto meno paura, perché avevo una compagna di viaggio. Ma c’è voluto un po’ prima che decidessi di farne una professione.

Come è successo?

Ho iniziato a scrivere oroscopi e a mandarli agli amici. Piacevano così tanto che mi sono buttata. Ma non è il successo che mi spinge a leggere il cielo: lo farei anche gratis.

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