Cristian Totti ha lasciato il calcio a 20 anni, quando aveva ancora tutta una carriera davanti.

A spiegare il motivo dell’addio è stato il padre Francesco Totti, che ha raccontato di un problema di salute individuato durante un esame effettuato per un problema al naso. La condizione riguarda l’acquedotto di Silvio, una struttura del cervello coinvolta nella circolazione del liquido cerebrospinale.

La vita e la carriera di Cristian Totti

Cristian Totti è il primogenito di Francesco Totti e Ilary Blasi, nato il 6 novembre 2005. Ha due sorelle: Chanel, nata nel 2007 e che ha partecipato all’ultima edizione di Pechino Express, e Isabel nata nel 2016. Dal 2022 è fidanzato con Melissa Monti, attrice e modella, anche se i due preferiscono vivere la loro relazione lontano dai riflettori.

Cristian ha seguito le orme del padre, scegliendo la carriera di calciatore. Ha iniziato nelle giovanili della Roma, seguendo un percorso inevitabilmente finito sotto i riflettori anche alla luce del cognome che porta.

Una strada ovviamente difficile perché il paragone con il padre era sempre in agguato, ma lui ha sfoggiato il cognome con orgoglio sulla maglia, a differenza dei nepo baby che lo cambiano per evitare il peso dell’eredità che portano.

Con il ruolo di trequartista ha militato nelle formazioni Under 17 e Under 18 del club giallorosso, prima di trasferirsi nel 2023 al Frosinone, dove ha giocato nella formazione Primavera. La sua esperienza è proseguita poi in Spagna con il Rayo Vallecano.

Nell’estate del 2024 è arrivato all’Olbia, in Serie D, allenata da Marco Amelia, ex portiere della Nazionale italiana e compagno di Francesco Totti nella squadra che ha vinto il Mondiale nel 2006. Con il club sardo Cristian Totti ha raccolto sei presenze tra campionato e coppa, prima di concludere la sua esperienza nel calcio.

Il problema di salute di Cristian Totti

A raccontare i motivi che hanno spinto Cristian Totti a lasciare il calcio è stato Francesco Totti, intervistato dal Corriere dello Sport. L’ex capitano della Roma ha spiegato che il figlio aveva scoperto di avere un problema di salute emerso durante una TAC eseguita in seguito a un accertamento legato a un problema al naso.

Cristian Totti con un giubbotto di pelle allo stadio

“Hanno trovato un’occlusione nell’acquedotto di Silvio. Mo, non è che faccio il medico, te lo dico così come me l’hanno spiegato: non passava tutto il liquido al cervello”, ha raccontato l’ex capitano giallorosso.

Cos’è l’acquedotto di Silvio

La spiegazione data da Francesco Totti è molto sintetica ma descrive la realtà. Più nello specifico, l’acquedotto di Silvio, chiamato anche acquedotto cerebrale, è un piccolo canale situato all’interno del cervello.

La sua funzione è mettere in comunicazione il terzo e il quarto ventricolo e consentire il passaggio del liquido cerebrospinale, conosciuto anche come liquor.

Il liquido cerebrospinale circola all’interno e intorno al sistema nervoso centrale e svolge diverse funzioni, tra cui quella di proteggere il cervello e il midollo spinale. Per questo il suo normale movimento attraverso i ventricoli è importante.

Quando l’acquedotto di Silvio è ristretto o ostruito, il liquor può avere difficoltà a raggiungere il quarto ventricolo e può accumularsi nelle cavità cerebrali.

Una delle possibili conseguenze è l’idrocefalo ostruttivo, una condizione nella quale l’accumulo di liquido può determinare un aumento della pressione all’interno del cranio. Le conseguenze possono variare a seconda della situazione e possono comprendere mal di testa, nausea, vomito, disturbi della vista, problemi di equilibrio, sonnolenza e alterazioni delle funzioni cognitive.

Come si tratta l’ostruzione dell’acquedotto cerebrale

Il trattamento di un’ostruzione dell’acquedotto cerebrale dipende dalle caratteristiche del singolo caso e dalla presenza o meno di un idrocefalo che richieda un intervento. Tra le procedure utilizzate in queste situazioni ci sono lo shunt e la ventricolostomia endoscopica del terzo ventricolo.

Lo shunt consente di creare un percorso alternativo per il liquor, deviandolo dai ventricoli verso un’altra parte del corpo dove possa essere riassorbito. La ventricolostomia endoscopica del terzo ventricolo permette invece di creare una nuova via di passaggio per il liquido cerebrospinale, consentendogli di aggirare l’ostruzione.

Nel caso di Cristian Totti, le informazioni rese pubbliche da Francesco Totti non permettono di ricostruire nel dettaglio la condizione clinica del figlio, né di sapere quale eventuale trattamento sia stato effettuato.