Ci fa cantare, ci regala spensieratezza e allegria: il musical è tutto questo e molto altro. Un concentrato di note, scenografie spettacolari e storie che lasciano il segno. Dagli anni Cinquanta in poi sono tante le pellicole di questo tipo che hanno conquistato il pubblico, mescolando sapientemente musica e recitazione. Da Grease a Moulin Rouge sino a La La Land, un viaggio attraverso i musical che hanno fatto storia: da rivedere subito!

Moulin Rouge

La storia di un amore impossibile, scenografie grandiose e musiche meravigliose, ma soprattutto una strepitosa Nicole Kidman all’apice della sua carriera. Moulin Rouge porta in scena una trasposizione de La Traviata di Verdi. L’ambientazione è la Parigi di fine Ottocento e l’amore è quello contrastato e romantico fra Satine, prima stella del celebre locale parigino, e Christian, aspirante scrittore alla ricerca del suo posto nel mondo. Il musical ha regalato un enorme successo non solo alla Kidman, ma anche a McGregor, grazie alla scelta di rivisitare alcuni brani cult della musica pop, da Like a Virgin di Madonna al tango Roxane.

Mary Poppins

Chi non conosce Mary Poppins? La bambinaia più amata al mondo è la protagonista di un musical firmato Disney con la regia di Robert Stevenson. Julie Andrews è la tata, dolce e imprevedibile, che tutti avremmo voluto avere da bambini. Tutto in questa opera è magico e indimenticabile, dal balletto con Bert, lo spazzacamini, sui tetti di Londra, alle canzoni che hanno segnato un’epoca e conquistato generazioni.

Grease

Era il 1978 e il mondo del cinema stava per cambiare grazie a Grease. Un musical fresco, divertente e unico che ha segnato un’epoca e che, ancora oggi, continua stregare il pubblico. All’epoca John Travolta era già famosissimo grazie al successo de La febbre del sabato sera e il ruolo di Danny Zuko, ragazzo ribelle che si innamora della timida Sandy (Olivia Newton-John), era perfetto per lui. Nel musical c’è tutto: capolavori come Summer Nights, i mitici drive, le gare di macchine fra le bande dei ragazzi e l’atmosfera magica degli anni Cinquanta. Finito al centro di accuse di sessismo a causa del cambio look di Sandy nel finale, il musical è stato difeso da Olivia Newton –John, legata al suo personaggio da un affetto profondo. “Tutti dimenticano che alla fine pure Danny ha un ripensamento; cambia, si allena, smette di fumare per Sandy – ha dichiarato -. E comunque è solo una ragazza innamorata di un ragazzo, che pensa che se farà questo cambio d’immagine lui si innamorerà di lei, e lui lo stesso. È tutto abbastanza nella norma. Le persone fanno questo per piacere agli altri. Specie in un film d’amore”.

Cantando sotto la pioggia

Fra i classici del musical c’è senza dubbio Cantando sotto la pioggia del regista Stanly Donen. Vale la pena vederlo solo per godersi la bellezza di Gene Kelly che, fra pozzanghere e pioggia, canta Singing in the rain. Tante le curiosità sul film che ha segnato un’epoca. Pochi sanno, ad esempio, che nella scena mito in cui l’attore cammina sotto la pioggia dopo aver regalato il suo ombrello ai passanti, Gene aveva 39 di febbre. Le riprese inoltre furono realizzate di giorno e per fingere che fosse notte sullo sfondo venne installato un telo nero. Infine, poiché all’epoca non c’erano particolari effetti speciali, per rendere i colori migliori venne aggiunto del latte all’acqua.

La La Land

Scritto e diretto da Damien Chazelle, questo musical del 2016 ha regalato un successo planetario a Emma Stone e Ryan Gosling. La storia è quella dell’amore fra un’aspirante attrice e un musicista jazz in un film costruito come un musical contemporaneo che omaggia i classici degli anni Cinquanta e Sessanta. Il titolo fa riferimento non solo alla città di Los Angeles, ma anche a chi vive nel mondo dei sogni e fuori dalla realtà. Lodato dalla critica e apprezzato dal pubblico, La La Land strega con la colonna sonora, con le scene iconiche, come quella della panchina, e con il talento della Stone e di Gosling. Perché vederlo? Perché come spiega Ryan Gosling “parla di sentimenti, della fatica di farli vibrare, di come a volte la vita li trasforma. Non è solo un film a passo di danza, ha note di pessimismo, di profonda malinconia e non voglio spiegarne il perché per non anticipare il finale. Piace perché è un film vero e a tutti ricorda gli slanci e le attese di un amore e la tristezza dei giorni, delle circostanze che a poco a poco lo consumano”.