Non sarebbe una favola se la vittoria decisiva non fosse arrivata con un canestro allo scadere. Che ha portato l’Italia del basket femminile ai Giochi dopo un tempo infinito: l’ultima Olimpiade era stata nel 1996 ad Atlanta.

A Tokyo ci andiamo grazie a una ragazza nata proprio negli Usa, vicino a Milwaukee. Si chiama Rae Lin D’Alie, ma solo perché l’impiegato dell’anagrafe sbagliò. «Il nome vero era D’Elia, i nonni venivano dalla provincia di Salerno».

Rae Lin D’Alie basket Italia
Rae Lin D’Alie (a sinistra)

È di Rae Lin D’Alie, approdata al basket dopo aver provato con il baseball e il football, il tiro che porta ai Giochi la Nazionale 3×3. La pallacanestro tutta velocità, fantasia e tiri dalla lunga distanza si è trasformata nella sua seconda vita: nel momento in cui per lei si chiudevano le porte del basket “tradizionale”, ecco che si aprivano quelle del 3×3.

Rae Lin D’Alie basket Italia
Ancora Rae Lin D’Alie in azione

È stata lei a trascinare l’Italia al successo mondiale, 3 anni fa. Quel progetto è diventato un sogno, che Rae Lin condivide con le compagne Chiara Consolini, Giulia Rulli, Sara Madera, Giulia Ciavarella e Marcella Filippi. «È la prova che nella vita bisogna credere nei propri sogni, non importa quanto siano grandi».


Non sarebbe una favola se la vittoria che ha portato le Azzurre del basket ai Giochi, 25 anni dopo, non fosse arrivata con un canestro allo scadere.