Quel giugno del 1981 tutta l’Italia era pronta ad assistere a un fatto di vita. Vita vera. Invece, quello a cui tutto il Paese ha assistito, è stato un fatto di morte. E un pezzo di cronaca nera incredibilmente pesante che si è concluso con una sconfitta. Quella di Vermicino e di Alfredino è una vera tragedia. E chi c’era ed era abbastanza grande per ricordarselo, se lo rammenta come il primo evento di “real television” della Tv italiana.

La storia di Alfredino

La storia è (purtroppo) semplice: la sera del 10 giugno un (allora) sconosciuto bambino di 6 anni, Alfredino Rampi, cadde in un pozzo artesiano nella campagna di Vermicino, una piccola frazione alle porte della Capitale. Da quel momento, grazie ai telegiornali e alle trasmissioni (la Rai fece 24 ore di diretta) oltre 32 milioni di italiani seguirono per tre giorni interi le operazioni di salvataggio. O almeno quello che inizialmente si pensava potesse essere un salvataggio e che invece si è rivelato come un “recupero”. «Persino se fosse scoppiata una guerra», commentò anni dopo Emilio Fede, direttore del Tg1 di allora ricordando la lunghissima maratona televisiva «chiunque avrebbe preferito sapere come andava a finire la storia di Alfredino».

Un fatto difficile da dimenticare. Come quegli scatti che ritraggono il fallimento di Angelo Licheri, che in quel buco nero era voluto entrarci nella speranza di tirarne fuori il bimbo che lì era caduto e che lì dentro, qualche ora dopo invece morì. Da allora Angelo diventò per tutti quello che cercò di salvare Alfredino. E che non riuscì nell’intento.
Oggi, chi non ricorda quella triste storia può però farsi un’idea di ciò che provò l’Italia intera in quelle ore grazie alla miniserie “Alfredino – Una storia italiana” che verrà trasmessa il 21 e il 28 giugno su Sky Cinema (e in streaming su NOW).

Il cast

La storia di Alfredino è un evento doloroso da cui, però, è scaturito qualcosa di prezioso: la costituzione della Protezione Civile come la conosciamo oggi e, proprio grazie alla determinazione di Franca Rampi, la mamma di Alfredino, interpretata nella miniserie da Anna Foglietta, la realizzazione del Centro Alfredo Rampi, che ha l’obiettivo di evitare che altri possano soffrire così.

Con la madrina dell’ultima Mostra del cinema di Venezia troviamo Francesco Acquaroli, il comandante dei Vigili del fuoco Elveno Pastorelli; Vinicio Marchioni che interpreta Nando Broglio, il pompiere che provò a tenere compagnia ad Alfredino durante le ultime terribili ore; Luca Angeletti è il padre di Alfredo, Ferdinando Rampi; Beniamino Marcone è Marco Faggioli, uno dei pompieri accorsi sul luogo della tragedia; Giacomo Ferrara è Maurizio Monteleone, il secondo degli speleologi che provarono a recuperare il piccolo; Valentina Romani è la geologa Laura Bortolani; Daniele La Leggia è Tullio Bernabei, caposquadra del gruppo di speleologi e primo a calarsi nel pozzo; e infine Riccardo De Filippis nei panni di Angelo Licheri, “l’Angelo di Vermicino”, ultimo a calarsi nel pozzo e a provare a salvare Alfredo; infine Massimo Dapporto è il Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

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I film tratti da storie vere da vedere

I film, italiani e non, basati su fatti realmente accaduti sono davvero moltissimi: i protagonisti sono imprenditori, scienziati, icone dello sport così come socialite, giornalisti ma anche semplici persone comuni che si sono ritrovate, loro malgrado, a diventare gli interpreti principali di storie di cronaca (purtroppo) nera. Il cinema così come la televisione, soprattutto attraverso lo streaming, raccontano fedelmente le vite straordinarie di coloro che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra memoria storica.

Il successo di fiction e pellicole che ripercorrono vicende accadute nella vita reale (il più delle volte si tratta di adattamente di autobiografie omonime) rappresentano quindi una fetta molto importante della storia cinematografica moderna. Come dimenticare The Wolf of Wall Street, il vorticoso e inaspettato viaggio nel mondo della finanza; Rush, la storia della rivalità tra i piloti di Formula 1 James Hunt e Niki Lauda; The walk, la storia vera dell’impresa compiuta dal giovane francese Philippe Petit che nel 1974 camminò senza protezioni su un filo teso tra le Torri Gemelle; The founder, il racconto di Ray Kroc, l’imprenditore che inventò McDonald’s, o gli innumerevoli film diretti da Clint Eastwood, tutti ispirati a storie vere come Sully, American sniper, Attacco al treno, J.Edgar o Invictus.

Ma non è solo Hollywood ad occuparsi di storie vere. In Italia è diventato famoso il film Diaz che narra fatti accaduti durante la sera del 21 luglio del 2001, mentre era in corso il G8 di Genova: la scuola Diaz divenne teatro di un’inconcepibile violenza perpetrata dalle Forze dell’Ordine ai danni di decine di manifestanti accampati lì per la notte.
La pellicola Sulla mia pelle invece ricostruisce la morte di Stefano Cucchi avvenuta in carcere nel 2009 e causata (non siamo noi a dirlo ma è emerso dal processo) dai maltrattamenti subiti dalle Forze dell’Ordine.
Ma non c’è solo la cronaca nera ad ispirare sceneggiatori e registi. L’incredibile storia dell’Isola delle Rose narra come, nei primi Anni ’60, un giovane ingegnere costruì una propria isola al largo di Rimini che alla fine si trasformò in un microstato con tanto di battaglia legale-politica e affondamento finale.