L’aperitivo è squisito, lei è bellissima, ma la situazione incute un certo timore. Sono seduto con Ambra Angiolini al tavolo di un pub, sovrastato da un poster di Francesco Renga, il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo. Nonché compagno della presentatrice e padre di Jolanda, la loro bambina di 16 mesi. Mi sento osservato. E a un certo punto il cantante entra nel locale, il Crackpot di Brescia, bacia la sua donna, assaggia una birra e se ne va. Come a dire, uomo avvisato… Ma Ambra mi fa superare l’imbarazzo.

Vitale e magnetica, alta come una modella e magrissima, indossa una canotta sexy e jeans attillati. Niente a che vedere con il look da lolita di Non è la Rai. A 28 anni, la conduttrice è una donna che sprizza voglia di rimettersi in gioco dopo una lunga assenza (e lo ha già fatto: il 29 maggio a Milano al Cornetto Freemusic Festival, una kermesse musicale in onda su Mtv una settimana dopo). Il merito della ritrovata vitalità? Una serata speciale finita in lacrime.

Lacrime di gioia, spero.  

«Sì. Dopo la finale del Festival di Sanremo, io e Francesco abbiamo pianto insieme nei camerini dell’Ariston. Perché la sua è stata una vittoria pulita. Quante volte succede, in Italia? Quella serata ha dato a entrambi un’incredibile iniezione di energia. Dopo tante delusioni, sento di avere ritrovato la fiducia nel mondo dello spettacolo».

Eppure al Festival, dove partecipavi come ospite, apparivi molto seria.

(fa una smorfia) «Per forza! Quello era il palcoscenico di Francesco e non volevo fargli ombra. Anzi: io a Sanremo non avevo intenzione di andarci. È stato Paolo Bonolis a insistere: “Ma che, sei matta? Vieni anche tu”».

È cambiata molto la vostra vita in questi ultimi mesi?

«Molto. Per la prima volta mi sento “la donna di”. Qui a Brescia, la città di Francesco dove abitiamo, la gente mi ferma per mandare i saluti a Renga».

Non ti secca un po’?

(sorride divertita) «Ma no: fino a poco tempo fa ero io quella che si trascinava dietro gli uomini. E che li manteneva pure!».

Sicura? Niente rivalità in famiglia?

«Guarda che è bello potersi adagiare per un po’. Francesco è un uomo solare, divertente, protettivo. Più maturo e più adulto di me. Per lui potrei fare la casalinga a vita».

Incredibile: Ambra casalinga.

(si fa seria) «In effetti, è presto per ritirarsi. Sento di avere ancora un bel po’ da dare in televisione. Vedi, sono sempre stata abituata a lavorare tanto, a macinare idee, a inventare. Non sarei felice se restassi a casa. Con la vittoria di Francesco ho ritrovato un coraggio che avevo accantonato da tempo».

Per fare la mamma di Jolanda. Ma non solo: a un certo punto della tua carriera, sei scomparsa.

(Ambra si anima improvvisamente) «Guarda, non mi vergogno a dirlo: a un certo punto nessuno mi apriva più la porta. I potenti della tv facevano finta di non riconoscermi. E pensare che fino al giorno prima ero la star».

Cos’è successo?

«So che dietro le quinte mi davano della rompiscatole. Facevo troppe domande. Volevo sapere perché nelle mie trasmissioni dovevo ospitare certi personaggi. O trattare certi temi».

Non è che facevi la diva?

«Qualcuno diceva che ero altezzosa. Ma la verità è che io mi sentivo spaventata a morte!».

Di cosa avevi paura?

«Ti ricordi quando conducevo Non è la Rai?».

Eccome.

«Bene. In quel periodo Gianni Boncompagni mi proteggeva dalle brutte cose del mondo. Ma quando ho iniziato a camminare sulle mie gambe ho scoperto la verità».

Quale?

«Le critiche dei giornalisti. Le invidie della gente. I giochi di potere».

Però, scusa, Ambra: in tv dicevi che potevi fare i miracoli. Come Gesù!

(si spazientisce un po’) «Insomma, ma come potevano prendermi sul serio. Quelli erano i discorsi di una ragazzina di 16 anni cresciuta in un quartiere popolare di Roma».

Ti è mancata la celebrità?

«Figurati: ho firmato migliaia di autografi ma posso vivere senza, te l’assicuro. Certo, ho sofferto perché non avevo più un lavoro. Ma la nascita di mia figlia ha curato molte ferite».

Ti sei liberata del fantasma di Ambra?

«Guarda che Ambra esiste ancora. È quella ragazza a cui Gianni Boncompagni diceva cose bellissime: “Tu sei intelligente, sei una in gamba, una persona che ha una testa pronta e tanta voglia di imparare”. Quella donna non morirà mai».

Almeno hai cambiato look. Una volta ti vestivi sempre di nero.

«Mi vestivo di nero per nascondere il mio corpo. Perché ero ingrassata. In televisione se porti la taglia 44 sei un problema: le sarte della Rai non trovavano i vestiti per me».

Ora hai il fisico da modella. (approfitto dell’assenza di Renga e le lancio un’occhiata “scrupolosa”)

«Sì, ho perso 17 chili. Sette durante la gravidanza e altri dieci con l’allattamento al seno. Oggi porto la 38. Le sarte possono stare tranquille».

Dopo il Cornetto Freemusic Festival, ti vedremo ancora in tv, magari in un reality show?

«Meglio di no! Visti da fuori La Fattoria e Music Farm sembrano un gioco, ma sono ambienti stressanti. Con il mio carattere, litigherei con tutti».

Meglio condurne uno?

«Mi vedrei bene a L’Isola dei famosi. Anch’io ogni tanto vado a guadare i fiumi. Caschetto in testa e via, sotto le cascate dell’Umbria».

Altri programmi “giusti” per l’Ambra di oggi?

«Un sogno? Le Iene. Ma per ora c’è Cominciamo bene estate, un programma di intrattenimento che condurrò nei prossimi mesi con Michele Mirabella su RaiTre».

Sei carica, brillante. Anche felice?

(si illumina) «Sì. Grazie alla mia famiglia. Spero che diventi numerosa».

Un altro figlio e poi le nozze?

«Fosse per me, mi sposerei subito. È Francesco l’osso duro».

Ambra Angiolini nasce a Roma

il 22 aprile 1977. Papà Alfredo è titolare di un’azienda di ingrosso alimentare, mamma Doriana si occupa di contabilità. A 15 anni, spinta dalla maestra di danza, Ambra esordisce come ballerina nel programma Bulli e Pupe.

Nel 1993 viene scelta tra 15 mila ragazze per partecipare a Non è

la Rai, la trasmissione di Gianni Boncompagni che crea il mito di Ambra in tv. La sua storia d’amore più importante è quella con

il cantante Francesco Renga, 36 anni, conosciuto nel 2000:

fidanzati dal 2002, hanno una figlia, Jolanda, di 16 mesi.

I suoi successi

È l’11 gennaio 1993 quando

il regista Gianni Boncompagni strappa all’anonimato Ambra Angiolini e le regala uno spazio all’interno di Non è la Rai. Nel giro di poche settimane nasce un personaggio che fa discutere sociologi e critici tv. Ambra vince un Telegatto nel 1994 ed è circondata da grandi aspettative. Nel 1995 conduce Generazione X, nel 1996 affianca Pippo Baudo

al Dopofestival, nel 1999 recita nel film tv Maria Maddalena.

Il 29 maggio Ambra presenta a Milano, con Elio di Elio e le storie tese, il Cornetto Freemusic Festival (a Roma il 19 giugno, a Napoli il 17 luglio).