Altro che Ryan Gosling o Lady Gaga… La più attesa alla 75esima Mostra del cinema di Venezia è una serie tv. Ovvero L’amica geniale, tratta dalla quadrilogia Elena Ferrante e in onda su Rai1 in autunno. Dopo aver contagiato le librerie di tutto il mondo, dal 29 agosto la “febbre” sbarca al Lido.

La storia de “L’amica geniale” è potente

Febbre è la parola giusta quando si parla dei libri della misteriosa scrittrice napoletana: negli Stati Uniti è stata coniata l’espressione “Ferrante fever” per descrivere il suo successo. «Elena Ferrante è tra i più grandi romanzieri del nostro tempo. I suoi libri sono magnifici, coraggiosi, implacabili» ha scritto il New York Times Book Review.

I 4 volumi che compongono la storia di Lila e Lenù, le amiche cresciute nello stesso rione di Napoli ma destinate a prendere strade diverse, hanno venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo. E nessuno ancora sa chi si nasconda dietro lo pseudonimo dell’autrice. La principale “indiziata” è Anita Raja, traduttrice e moglie dello scrittore Domenico Starnone. Il fatto che non abbia mai smentito le voci è, secondo i lettori, una prova schiacciante.

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Guarda la gallery con le prime foto della serie tv “L’amica geniale”

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– Atmosfere anni ’50 sul set della serie televisiva “L’Amica geniale”

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“L’amica geniale” (e/o) di Elena Ferrante

La produzione è kolossal

Questa non è solo una fiction: è un evento mediatico globale. Per la prima volta l’americana Hbo (quella di Il trono di spade, per capirci) fa squadra con la Rai per un progetto kolossal: 150 attori per i ruoli principali, 5.000 comparse e più di 100 giorni di cantiere per costruire un set da 20.000 metri quadri (14 palazzine, 5 interni di appartamenti, una chiesa).

Alla regia c’è Saverio Costanzo, habitué di Venezia (l’ultima volta ci è stato nel 2014 con Hungry hearts), mentre il cast è di volti nuovi: Lila e Lenù bambine sono Ludovica Nasti ed Elisa Del Genio, da adolescenti hanno il volto di Gaia Girace e Margherita Mazzucco. L’unica famosa è Alba Rohrwacher, alias Lenù da adulta.

Il regista è una garanzia

«Per diventare cult, la serie deve creare un immaginario nuovo a partire dal materiale originale, seguendo l’esempio di Romanzo criminale e Gomorra» dice Mariarosa Mancuso, critico cinematografico di Il Foglio. «Costanzo ha già sperimentato il serial con In treatment: è la persona giusta per una sfida così ambiziosa. Scrittrice permettendo: Ferrante è tra gli sceneggiatori, si sa che gli scrittori sono gelosi del loro lavoro».

E i fan? «Diranno, come sempre, che erano meglio i libri. Ma chi non conosce i romanzi nei dettagli applaudirà. E il culto non potrà che aumentare».

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