Asia Argento non parteciperà come giudice alla edizione 2018 di X Factor. Ora è ufficiale. Lo ha confermato con una nota Sky Italia. “Di comune accordo con Asia Argento, Sky Italia e FremantleMedia Italia hanno deciso di interrompere la collaborazione con l’artista per tutelare i concorrenti rispetto a una vicenda che è estranea a loro e al programma e che distoglierebbe l’attenzione dal vero fulcro di X Factor, la musica e il talento“, si legge nella nota di Sky.

Sarà Lodo Guenzi, 32 anni, frontman dello Stato Sociale, il nuovo giudice al tavolo del talent dal 25 ottobre, quando inizieranno i live accanto a Mara Maionchi, Manuel Agnelli e Fedez.

La notizia dell’estromissione di Asia Argento, travolta dallo scandalo Bennett, ormai è “vecchia” ma da oltre un mese le voci sul sostituto si erano rincorse giorno dopo giorno: pochi giorni fa, intervistata da Massimo Giletti, l’attrice, che nelle prime puntate del programma, registrate, era sembrata particolarmente a suo agio nel ruolo, aveva chiesto di essere riconfermata tra i giudici. Toccherà invece a Guenzi, arrivato secondo all’ultimo Festival di Sanremo con la sua band, a prendere il suo posto.

Insomma, chiuse le audizioni, si va ai bootcamp. Ma senza (a quanto pare) Asia Argento. Così, mentre lei su Twitter cinguettava qualcosa in merito a un sogno premonitore che sembrava raccontare un possibile ritorno su Sky: “Che strano, ho fatto anche io lo stesso sogno. I sogni son desideri”; e Fedez, suo collega nella trasmissione, faceva sapere dai microfoni di Rtl 102.5 perché sarebbe dovuta rientrare: “Io la terrei a X Factor, tutti parlano della sua competenza come giudice“, è arrivata la notizia dell’esclusione definitiva.  

A difenderla erano intervenuti anche Mara Maionchi e Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, che aveva fatto sapere: “Sono addolorato perché sono amico di Asia e sono convinto che sia una persona facilmente attaccabile, molto fragile con un sacco di scheletri nell’armadio, come li ho anche io. Ma questa vicenda ha raggiunto vertici di distorsione pericolosi, perché il New York Times non può essere un tribunale: se non ci sono giudici e tribunali non ci può essere una condanna così mostruosa. È stato uno schifo a livello di comunicazione”.

Insomma, colleghi e fan, ora che il caso sembra sgonfiarsi e qualche spiraglio sembra aprirsi mentre le settimane passano, elogiano il contributo dato dall’attrice e regista, auspicandone una conferma come quarto giudice. Saranno accontentati?  


Asia Argento è stata tra le prime donne nel mondo del cinema a denunciare le molestie subite dal produttore Harvey Weinstein. Per questo, lo scandalo svelato dal New York Times che ha travolto l’attrice italiana ha suscitato così tante critiche e reazioni inaspettate anche da donne come Rose McGowan, che in passato l’hanno affiancata nelle sue denunce attraverso il movimento Me Too.

Ma facciamo un passo indietro: secondo il New York Times, Asia Argento avrebbe versato dei soldi a Jimmy Bennett, il giovane attore che l’ha accusata di violenza sessuale (i fatti risalgono al 2013 quando lui aveva 17 anni) per coprire qualsiasi traccia. Bennet, ospite a Non è l’Arena su La 7, domenica 23 settembre ha infatti rivelato: “Sì Asia Argento mi ha violentato, è stato un rapporto completo”. Il giovane, oggi 22enne, sostiene di aver avuto dopo quella presunta violenza un crollo emotivo talmente forte da aver condizionato la sua carriera.

Versione che non concorda naturalmente con quella di Asia che dice: “Quello che mi ha legata e Bennett per alcuni anni è stato solo un sentimento di amicizia terminata quando, dopo la mia esposizione nella nota vicenda Winstein, Bennett (che versava in gravi difficoltà economiche e che aveva precedentemente assunto iniziative giudiziarie anche nei confronti dei suoi stessi genitori rivolgendo loro richieste milionarie) inopinatamente mi rivolse una esorbitante richiesta economica”.

Bennett sapeva che il mio compagno, Anthony Bourdain, era percepito quale uomo di grande ricchezza e che aveva la propria reputazione da proteggere in quanto personaggio molto amato dal pubblico”.

Anthony insistette che la questione venisse gestita privatamente e ciò corrispondeva anche la desiderio di Bennett. Anthony temeva la possibile pubblicità negativa che tale persona, che considerava pericolosa, potesse portarci. Decidemmo di gestire la richiesta di aiuto di Bennett in maniera compassionevole e venirgli incontro. Anthony si impegnò personalmente ad aiutare Bennett economicamente. A condizione di non subire più intrusioni nella nostra vita”.

Anthony Bourdain, cuoco e gastronomo statunitense non è più con noi per raccontare la sua verità: si è tolto la vita lo scorso 8 giugno in un hotel francese, ma sono in molti a chiedersi, soprattutto via social, perché, se Asia era innocente, abbia invece accettato di pagare Bennett.

Molte donne e uomini coraggiosi hanno parlato delle loro esperienze e ho provato stima per il coraggio che hanno avuto nel rivelare cose di quel tipo”, sottolinea il giovane attore, riferendosi al movimento Me Too.

All’inizio non avevo mai rivelato la mia storia perché avevo deciso di gestirla in modo privato con la persona che mi aveva ferito. Il trauma si è risvegliato in me quando quella persona si è dichiarata essa stessa vittima. Temevo che in quanto maschio le mie parole sarebbero state stigmatizzate. Non pensavo che qualcuno avrebbe compreso che cosa significa vivere quel tipo di esperienza da teenager”, continua l’attore e musicista.

Jimmy Bennett in una foto risalente al 2013, anno in cui avvennero i fatti. 

Jimmy Bennett in una foto risalente al 2013, anno in cui avvennero i fatti. 

Naturalmente, sono molte le personalità pubbliche che si sono espresse sul caso. Il primo è stato proprio Harvey Weinstein  – il produttore si è dichiarato non colpevole di stupro e molestie – che, tramite il suo avvocato Benjamin Brafman, ha rilasciato una dichiarazione a Fox News, accusando Asia Argento di “un incredibile livello di ipocrisia” e ha aggiunto che il caso “dovrebbe dimostrare a tutti quanto malamente le accuse contro Weinstein siano state effettivamente controllate“.

Anche l’attrice statunitense Rose McGowan ha scritto un tweet in cui dice di avere “il cuore spezzato” per lo scandalo che ha coinvolto Asia Argento, con la quale ha condiviso le denunce di molestie nei confronti di Weinstein, contribuendo alla crescita del movimento: la Argento e la McGowan erano scese insieme in piazza a Roma, al corteo contro le violenze dell’8 marzo scorso ma oggi sembra prendere le distanze dalla compagna di lotte.

In difesa di Asia è intervenuto il padre, il noto regista Dario che ha detto: “Io credo si siano inventati tutto. Potrebbe essere un complotto. Mia figlia avrà sempre il mio appoggio, comunque vadano le cose e qualunque sia la realtà. Sono convinto che sia tutta una montatura, tutto un imbroglio“, anche se non si capisce come mai qualcuno avrebbe dovuto complottare contro Asia Argento.