Fulminacci, cantautore romano dalla penna preziosa arriva all’Ariston, a 23 anni, ansioso e raggiante. All’anagrafe è Filippo Uttinacci e il suo nome sembra l’esclamazione di un fumetto. A Sanremo canta Santa Marinella, un brano che riporta la canzone d’autore nei tempi attuali, lanciando un grido d’aiuto, senza per la prima volta parlare di sé. Il brano sarà contenuto in Tante care cose, il suo secondo album, in uscita il 12 marzo. Nella serata delle cover canterà Penso Positivo di Jovanotti, con Valerio Lundini e Roy Paci. La consapevolezza: la musica vincerà.

Ci parli della tua canzone?

La mia canzone non parla di me ma di un mio amico che mi ha raccontato una storia d’amore. L’ho scritta facendo finta di essere lui, è la prima volta che mi capita una cosa del genere. Nonostante questo cantarla mi emoziona come se si trattasse di fatti miei.

Ci hai abituato a testi anche ricchissimi di parole, qui l’omaggio è a un cantautoriato più classico, come mai hai deciso di presentarti così al grande pubblico?

Ho deciso di presentarmi con questo brano perché l’ho ritenuto adatto al contesto, mi andava di raggiungere un palco storico con il mio lato più tradizionale.

Sanremo la prima volta che effetto fa?

Fa un effetto incredibile, sono ansioso e raggiante allo stesso tempo, ho paura ma ho voglia di divertirmi. Il fatto che sia blindato si sposa molto con la mia personalità, tanto alle feste ci sarei andato solo per educazione.

Temi qualcosa?
Ho molta paura di sbagliare, di cadere dalle scale o di essere stonato ma penso che queste siano le paure di tutti, speriamo che non succeda!

Amante delle colazioni lente, a Sanremo i ritmi sono molto veloci. Ce la farai?
Vorrà dire che mi sveglierò un’ora prima.

Colazione preferita?
Cereali alla frutta, yogurt bianco con miele e English Breakfast Tea.

Un libro che porti con te in valigia?
Il romanzo della canzone italiana di Gino Castaldo, per essere ruffiano.

Amadeus ha definito questo festival il Festival della consapevolezza. Di cosa ti senti consapevole, dopo un anno come questo?
Mi sento consapevole del fatto che la musica, come i virus, continuerà a cercare rifugio in noi fregandosene di tutto, e poi per la musica non c’è neanche il vaccino. Quindi ha vinto la musica.

Per la serata di giovedì hai scelto Penso Positivo. Come mai?
Volevo fare qualcosa di opposto rispetto al mio brano in gara, colgo l’occasione di Sanremo per divertirmi facendo tutto ciò che mi piace.

Hai qualche hobby?
Mi piace molto cucinare.

Da 1 a 10 quanto sei felice?
Undici.

Se potessi partire oggi, dove andresti?
Forse approfitterei per restare a casa a riposarmi.

Una verità su di te.
Non amo i palloncini.