Per ogni cosa c’è un’età giusta: cosa rivela la scienza sul “momento perfetto”

Per ogni cosa c’è il suo tempo, diceva la nonna. E non aveva tutti i torti perché lo conferma anche la scienza. C’è un’età e, addirittura, un orario della giornata per ogni azione

Il tempismo è fondamentale nella vita ma, secondo la ricerca, sembra che sia solo questione di azzeccare la fase più appropriata. Per gli esperti, nell’arco della giornata ci sono cose che si possono fare e altre no.

L'ora giusta per...

Che ci crediate o meno, è stato stabilito che le 4.36 è l’ora più azzeccata per nascere poiché il cervello e i muscoli, in quel preciso istante, sono più rilassati e producono maggiori livelli di melatonina.

Un altro esempio? Segnate: le 5.48 sono l’ideale per fare sesso poiché in quel preciso momento avviene una sincronizzazione biologica fra l’uomo che raggiunge i massimi livelli di testosterone e la donna che risveglia i suoi sensi con il fare del giorno.

Per Cornell University nello Stato di New York, le 8:00 è invece l'orario della felicità più estrema. Fate però attenzione a non fissare colloqui di lavoro tra le 16 e le 18. Le possibilità di successo in quel frangente sono nettamente inferiori rispetto a un incontro affrontato in mattinata.

L'età giusta secondo la scienza

Qui di seguito, dunque, riportiamo alcuni studi interessanti che, in modo altrettanto preciso, stabiliscono anche l’età più appropriata per affrontare le diverse fasi della vita. Che vi sentiate di diventare una campionessa di scacchi o un premio Nobel. Oppure che vogliate sapere quando è più indicato sposarsi affinché il matrimonio non naufraghi.

Per chi vuole approfondire il tema si consiglia di leggere “WHEN. I segreti della scienza per scegliere il momento giusto” di Daniel H. Pink, considerato uno dei pensatori più influenti al mondo da Thinkers50 che ha scelto il suo libro come lettura vero e proprio “when-to book”, per spiegare come e quanto il “quando” influisce sui risultati delle nostre attività.

Per imparare una seconda lingua

Secondo linguisti e psicologi imparare una seconda lingua è più facile per la maggior parte delle persone se fatto generalmente prima della pubertà, ovvero intorno ai 7 anni. In totale controtendenza, una recente ricerca del MIT e dell'Università di Harvard, e pubblicata su “Cognition”, sostiene comunque che anche a 18 anni non è detta l’ultima parola in fatto di apprendimento.

Dai risultati è emerso che la capacità di imparare una lingua straniera con facilità è infatti fino ai 17-18 anni ma se si inizia a studiare in adolescenza o, addirittura, dopo la maggiore età non si raggiunge la fluidità di un madrelingua.

Per elaborare nuove informazioni

Invece per uno studio del 2015 condotto su oltre 48mila persone e pubblicato sulla rivista statunitense Psychological Science, la potenza del cervello di un 18enne (calcolata attraverso quello che è chiamato il test di codifica di un simbolo/cifra) è in grado di elaborare un maggior numero informazioni convertendole simboli molto più efficacemente degli individui più giovani o più anziani. In media i 18enni sono i migliori a farlo, anche secondo uno studio pubblicato nel 2016 su Psychological Science.

Per ricordare nomi e numeri

Scordate i nomi? Dimenticate le parole? Qualcuno la chiama disnomia, il disturbo della memoria che consiste nella difficoltà nel ricordare o apprendere informazioni, compresi i nomi delle persone. Ma in generale, rivela la scienza, capita un po’ a tutti a partire 22 anni o giù di lì, età in cui è più facile tenere associare il volto al nome e tenerlo a mente.

Altra cosa sono i numeri su cui il dibattito è acceso e ancora in corso. In una società in cui la cell phone addiction è considerata una malattia reale è facile pensare che l’allenamento a ricordare i numeri è diventato sempre più difficile a qualsiasi età proprio perché è sempre a disposizione rubrica e calcolatrice.

Per pensare in modo creativo

Altra cosa invece è il picco della creatività che si ha intorno ai 25 anni, mentre la piena forma mentale si può ottenere anche a 60 anni, ma solo se in presenza di un buon allenamento fisico costante. Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Neurology afferma che, chi è in ottima forma fisica a 20 anni, avrà capacità mentali e mnemoniche superiori alla media intorno ai 60.

Per trovare un partner per sposarsi

Se c’è un’età per tutto e, a quanto dice la scienza, c’è anche il momento giusto per sposarsi e vivere insieme felici.

In controtendenza rispetto a quanto dice l’Istat, che rivela che i divorzi in Italia sono in aumento proprio tra i 25 e i 34 anni, secondo il sociologo Nicholas H. Wolfinger della University of Utah che ha eseguito una ricerca sui matrimoni, le unioni che hanno successo sembrano confermare che il tempo ideale per sposarsi ed evitare il divorzio è tra i 28 e i 32 anni.

Per risolvere problemi

Realizzato dall’Università del Minnesota, lo studio ha preso in esame 5.000 persone tra i 20 ed i 30 anni e poi le stesse 10, 20 e 25 anni dopo. Per i ricercatori, coloro che avevano corso sul tapis roulant per più tempo al primo test sono risultati super performanti negli anni anche riguardo alle proprie abilità cognitive dimostrando maggiori attenzione e memoria.

Per cambiare

Gli appassionati di numerologia troveranno di che divertirsi con la ricerca di Adam Alter e Hal Hershfield, due studiosi americani di marketing, secondo cui ci sarebbe un’età precisa in cui avvengono i cambiamenti più radicali nella vita di una persona. Tutto è da ricollegarsi al numero 9.

Segnate in agenda dunque, o ripercorrete a memoria le varie fasi della vostra esistenza. Per gli esperti, il big change si ha a 29, 39, 49 e 59 anni, ovvero alla fine di ogni decade. Il perché sembra banale ma non lo è, dicono gli studiosi statunitensi. Le statistiche parlano chiaro: prima che finiscano i dieci anni ognuno di noi cerca di dare un senso alla propria vita sentendo il peso della “svolta” e, facendo quindi bilanci, prende delle decisioni radicali, soprattutto su ciò che non funziona. Questo accadrebbe ogni 9 anni, appunto.

Per fare una scoperta da premio Nobel

Se vi sentite dei geni dovete sapere che per il National Bureau of Economic Research, l’età media che hanno coloro che si aggiudicano il premio Nobel è di 40 anni.

Per i millennials che ritengono di essere destinati a realizzare grandiose conquiste, niente paura. Il vincitore più giovane in campo scientifico del Nobel è stato l'australiano Lawrence Bragg che ricevette l’ambito premio per la fisica nel 1915, a 25 anni.

Per diventare una campionessa di scacchi

Tre anni di più del mitico Kasparov che iniziò a vincere le sue prime memorabili partite di scacchi a 22. Per diventare un campione, si legge sul Journal of Age, gli studiosi hanno confrontato le statistiche di 96 campioni di scacchi, scoprendo che l’età media delle vittorie per i giocatori professionisti si aggira intorno ai 31 anni.

Sperare e crederci, invece, non ha età.

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