Sindrome delle gambe senza riposo: la parola allo specialista

La sindrome delle gambe senza riposo colpisce una popolazione che varia dal 5% al 10%, con una netta prevalenza femminile, disturbandone il sonno. Per conoscerla meglio abbiamo intervistato un esperto

La sensazione di non riuscire a tenere le gambe ferme una volta sedute sulla poltrona o coricate nel letto, interessa dal 5 al 10% della popolazione: ma quali sono cause, sintomi e rimedi di questo disturbo, comunemente conosciuto come sindrome delle gambe senza riposo?

Risponde il Professore Fabio Cirignotta, Direttore U.O. del Policlinico S.Orsola-Malpighi, Università di Bologna.

Professore Cirignotta, che cos’è la sindrome delle gambe senza riposo?Recentemente rinominata "Si

Professore Cirignotta, che cos’è la sindrome delle gambe senza riposo?

Recentemente rinominata "Sindrome di Willis-Ekbom", dai nomi del medico inglese che la descrisse per primo nel 1665 e del neurologo svedese che la studiò in tempi moderni, la sindrome delle gambe senza riposo è caratterizzata da una smania e un urgente bisogno di muovere le gambe. A questa necessità impellente si associano sensazioni di fastidio e dolenzia localizzate dal ginocchio in giù.

Quando compare il disturbo delle gambe senza riposo?Di sera e di notte, quando il paziente che ne è

Quando compare il disturbo delle gambe senza riposo?

Di sera e di notte, quando il paziente che ne è affetto siede in poltrona o è coricato a letto. Scompare  solo se il paziente si alza e cammina, ma può ricomparire quando torna a sedersi o a ricoricarsi.

Gambe che non riescono a stare ferme: che cosa significa?

Il disturbo provoca una difficoltà all’addormentamento e quindi insonnia; quando poi il paziente riesce ad addormentarsi, durante il sonno compaiono scatti delle gambe, ripetuti ogni 20-40 secondi circa, che si susseguono per periodi anche protratti; questi scatti, pur non risvegliando completamente il paziente, ne disturbano ulteriormente il sonno.

Disturba il sonno

A parte disturbare il sonno, può avere ulteriori conseguenze?

La sindrome delle gambe senza riposo può provocare depressione, peggiora la qualità della vita e secondo alcuni recenti studi, impedendo il normale “rilassamento” vegetativo durante il sonno, può essere all’origine di una ipertensione.

La gravità del disturbo può variare: c’è chi ne soffre occasionalmente o per brevi periodi, e in questi casi le conseguenze sono modeste e non è necessario un trattamento specifico, e chi ne soffre tutte le notti o quasi, e per questi è necessaria una terapia farmacologica.

Individuare la diagnosi e le cause

Come si fa a capire che si soffre di sindrome di gambe senza riposo?

La diagnosi è basata sulla valutazione clinica del paziente, e spesso si avvale di indagini strumentali (come la polisonnografia). Come spesso accade, può essere guidata dai sintomi specifici del paziente o essere riscontrata durante indagini per altra causa.

Quali sono le cause?

Nella maggioranza dei casi è “idiopatica”, cioè non riconducibile ad una causa effettiva.

Sembra che la causa della malattia sia da ricercare nell’alterazione del metabolismo di un neurotrasmettitore, la dopamina, dovuta a una mancanza di ferro.

A volte la sindrome invece è secondaria a determinate condizioni o patologie, quali la gravidanza, l’insufficienza renale, il diabete, l’artrite reumatoide o la Malattia di Parkinson. In alcuni casi è presente una familiarità.

Come si cura la sindrome delle gambe senza riposo?Attraverso una terapia farmacologica prescritta da

Come si cura la sindrome delle gambe senza riposo?

Attraverso una terapia farmacologica prescritta dal medico specialista in neurologia. La prima scelta è rappresentata da farmaci “dopaminergici” come il pramipexolo, il ropirinolo o la rotigotina, che vanno somministrati a bassi dosaggi e sotto stretto controllo medico (hanno la funzione di regolare il metabolismo alterato del neurotrasmettitore coinvolto, la dopamina).

Alternative terapeutiche sono il clonazepam, una benzodiazepina, o il gabapentin. Anche per questi farmaci è assolutamente necessario il controllo medico e la durata della cura va limitata nel tempo.

Nelle forme secondarie andranno trattate le malattie che ne sono alla base; è consigliabile inoltre la riduzione del consumo di caffè, del fumo e dell’alcool, oltre alla pratica regolare di un'attività fisica.

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