Gli effetti positivi del perdono

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QUANTO PERDONI?

«Perdonare non è dimenticare, ma, al contrario, liberare il passato per essere pienamente coscienti del presente»: il focus del perdono è il presente anziché sul passato, come spesso si è portati a pensare. Daniel Lumera, presidente della International School of Forgiveness e autore del libro La cura del perdono (Mondadori) spiega: «Quante persone sono disposte a lasciare andar via dolore, disperazione, frustrazione e rabbia? Molti rimangono aggrappati invece a questi sentimenti negativi in maniera ossessiva. Si nutrono per anni del proprio dolore perché intimamente credono che, abbandonandolo, potranno perdere per sempre ciò a cui quel dolore è legato». Le attuali ricerche sul cervello evidenziano che quando è in corso questo processo si attiva una complessa rete di risposte nelle aree celebrali coinvolte. Il perdono costituirebbe una sorta di training neuronale: stimolando la capacità empatica diventiamo più consapevoli del dolore altrui. Perché perdonare è avere il coraggio di cambiare prospettiva.

Perdonare educa il cervello alla felicità

 

La capacità di perdonare introduce la possibilità di un cambiamento a livello esistenziale. Metterci nei panni degli altri ci rende più forti, perché è allenarsi a trovare nuove risposte, accettare la diversità, aprirsi al futuro. Un viaggio in noi stessi.

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