Passeggiando per New York: cose alternative da fare nella Grande Mela

La Grande Mela val bene una visita. Anzi due, tre, quattro! 

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Non si può dire di conoscere davvero New York se non la si visita almeno due o anche tre volte. 

Quindi, se in cima all'Empire State Building e al Rockefeller Center siete stati, una passeggiata a Central Park l'avete fatta e il Moma per voi non ha più segreti, ecco le 10 cose da fare per confondersi tra i veri abitanti della Grande Mela.

Aperitivo sul tetto
Manhattan vista dall'alto è indimenticabile. Non a caso da aprile fino a ottobre, all'ora dell'aperitivo, il Roof garden café del Metropolitan Museum of Art si affolla di un mix eterogeneo di visitatori, dallo studente universitario al businessman. Tutti uniti dalla voglia di rilassarsi ammirando l'installazione di turno: ora c'è Big Bambù, un labirinto di canne di bambù firmato dai gemelli Mike e Doug Starn.
A cena, invece, si va al 230 Fifth aperto 365 giorni all'anno. Eletto il miglior rooftop bar del 2009, è stato il set di tanti film, a cominciare da Il diavolo veste Prada.

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Acrobazie a ritmo di musica.
Non stupitevi se al vostro fianco avrete Demi Moore, Ashton Kutcher e Beyoncé. Ci sono anche loro tra i fan di Fuerza Bruta, lo show in scena al Deryl Roth Theatre: un'esperienza incredibile, da guardare a testa in su, tra evoluzioni acrobatiche, salti nel vuoto e musiche trascinanti. Il pubblico viene coinvolto nello spettacolo e si sposta in base ai movimenti dei ballerini (molti vengono dal Cirque du Soleil).

4.L'indirizzo giusto per la spesa.
Volete tornare a casa con i prodotti più gourmand di New York? Fate la spesa a Cobble Hill, a Brooklyn, lungo Court Street.
Qui niente grandi catene, ma solo negozietti accomunati dalla voglia di dare luce a questa zona un po' defilata di Manhattan. A cominciare dalla pluripremiata torta di mele di Melissa Murphy fino alle delizie di Stinky Bklyn, una formaggeria che organizza degustazioni con di fronte l'enoteca Smith & Vine.

All'ora del tè
Non ci sarà Johnny Depp, ma una tazza di tè con il Cappellaio Matto da Alice's Tea Cup è un'istituzione.
Le proprietarie sono due giovani newyorchesi che, dopo aver girato il mondo, hanno deciso di fermarsi per aprire quella che è diventata la prima delle loro tre "tea room" dove propongono una lista sconfinata di infusi di ogni genere.

Non ti scordar di me
Cercate un souvenir originale della Grande Mela? Potete realizzarlo voi con i party-ricordo di Makemeaning.
Si sceglie una tazza o un piatto, lo si dipinge e lo si cuoce per fermare i colori. Senza limiti di tempo e per 9 euro. Succede da Fao Schwarz, il megastore di giocattoli.
Tre gli indirizzi utili: 767 Fifth Avenue, 1566 Second Avenue e 506 Amsterdam Avenue.

E adesso si balla
Swing, rock & roll e spettacoli burlesque in una vera sala da ballo americana. Per chi vuole scatenarsi in pista, il sabato sera la High Line Ballroom  propone il Rewind Show con musica dal vivo anni Ottanta. E la domenica ci si trova qui per il brunch.



Un giro a Farmer's Market
Alex vende i pomodori, Beth i cetriolini fatti in casa, Flora i fiori del suo giardino, Gill il miele. Tutto l'anno, dal lunedì al mercoledì e il venerdì e sabato, i contadini dei dintorni di New York si incontrano all'alba a Union Square per esporre i loro prodotti: rigorosamente biologici, freschi e di stagione.
Ci sono vari Farmer's Market a Manhattan, ma questo è il più centrale.Oh happy days!


La domenica non può mancare una visita ad Harlem. Prima la messa gospel alla Canaan Baptist Church (132 West 116th Street) e poi di corsa ad accaparrarsi un tavolo da Amy Ruth (113 West 116th Street), specializzato in "soul food", la cucina del Sud degli Stati Uniti.
Qui non è festa senza le sue ali di pollo fritte e una fetta di torta al cioccolato doppio strato (la "Red velvet cake").

Sulla ferrovia crescono i fiori
Parte da Gansevoort Street, nel Meatpacking District e arriva alla 34esima. La High Line era la vecchia ferrovia sopraelevata costruita nel 1930, oggi è un parco pubblico dove i newyorchesi amano passeggiare. Magari accompagnati dagli architetti che hanno realizzato il progetto.  

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