Dove vai se l'apparecchio non ce l'hai? 

Tra i bambini è quasi una moda. E le mamme tirano un sospiro di sollievo, perché, prima o poi, quasi tutti lo devono portare. Un solo fastidio: lo strumento per denti perfetti vuole un’igiene impeccabile. Con un po’ di pazienza e con i nostri consigli sarà facile

di Laura D'Orsi

Sorrisi da coniglietti, denti accavallati, incisivi distanziati non sono più un problema. Anche perché gli apparecchi ortodontici da oggetti brutti ma indispensabili per risolvere difetti sono diventati persino cool: ce ne sono di bellissimi, colorati, luccicanti... Che continuano, però, a richiedere attenzione in fatto di igiene. Ai bambini bisogna insegnare come pulire bene non solo i denti, ma anche fili e attacchi. «Gli apparecchi possono infiammare le gengive» spiega Antonella Silvestri, igienista dentale. «Non solo: la placca che si deposita intorno agli attacchi può rovinare lo smalto e il rischio è che, a fine trattamento, compaiano sui denti   macchie bianche, segno che lo smalto ha iniziato a soffrire. Peggio ancora se le chiazze sono scure: allora è carie vera e propria».

Uno spazzolino non basta Con l’apparecchio fisso, la prima regola da insegnare al bambino è che i denti vanno puliti accuratamente non solo dopo ogni  pasto, ma anche dopo gli spuntini. Bisogna usare due tipi di spazzolino: uno normale, con le setole non troppo dure, per pulire le superfici esterne, cioè quelle verso le guance e il palato, e quelle superiori, a contatto tra le due arcate. E uno specifico, chiamato ortodontico, con le setole più corte nella parte centrale che permettono di spazzolare meglio i denti su cui sono applicati gli attacchi» spiega l’esperta. Nei punti in cui è fissato l’apparecchio, lo spazzolino va usato con movimenti circolari (10 “giri” per ogni dente). Per pulire bene tutti gli spazi, le setole dello spazzolino vanno infilate sotto il filo dell’apparecchio sia da sopra sia da sotto. È  importante poi spazzolare anche il bordo gengivale, con movimenti delicati dall’alto verso il basso, in modo da non irritare i tessuti. Infine, la bocca va sciacquata  bene. Dopo la pulizia, che dovrebbe durare non meno di tre minuti, meglio controllare denti, gengive e attacchi con uno specchio ben illuminato: gli attacchi devono essere lucidi. Una volta al giorno va usato il filo interdentale per pulire gli spazi tra i denti e le fessure tra l’apparecchio e lo smalto. «Meglio usare il tipo cerato, che non si sfilaccia. L’operazione è più semplice se si sceglie un filo che abbia una parte rigida, come il superfloss, per riuscire a infilarlo sotto il filo  metallico dell’apparecchio ortodontico. In alternativa si può ricorrere a un ago passafilo» dice l’esperta.

Quando serve lo scovolino Se i denti sono piuttosto distanziati fra loro, al posto dello spazzolino normale è importante usare scovolino e dentifricio. La  dimensione e la forma vanno scelte in base agli interstizi, più o meno larghi. «Una volta alla settimana, è utile usare una compressa rivelatrice di placca. Sciogliendola in bocca, colora in maniera evidente i punti in cui si è accumulata la placca: così sarà più facile capire dove occorre insistere particolarmente con la pulizia» spiega l’igienista dentale. Su suggerimento del dentista, può essere utile anche un collutorio al fluoro che rinforzi lo smalto e protegga i denti dal rischio di carie. Se l’apparecchio dà fastidio o punge la parte interna delle labbra, il rimedio c’è: è una cera apposita da scaldare tra le dita e applicare sull’attacco in modo da coprirlo.

Se è sufficiente l’acqua fredda Anche l’apparecchio mobile va pulito con cura. Dopo averlo utilizzato, bisogna usare spazzolino e dentifricio, da passare sia sulla  parte di resina sia su quella metallica. È consigliato sciacquarlo solo con acqua fredda per evitare che le parti rigide si deformino. Per assicurare un’igiene  impeccabile, a giorni alterni si può immergere l’apparecchio in un bicchiere d’acqua in cui è stata sciolta una compressa effervescente specifica.

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