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Convivenza: in arrivo gli alimenti per il partner se ci si lascia

di Fabio Brinchi Giusti
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La legge Cirinnà di cui si parla tanto in questi giorni, vuole introdurre nuove norme anche per le coppie che convivono. Si discute soprattutto su un punto: l'obbligo di pagare gli alimenti al compagno o alla compagna, proprio come avviene alle coppie sposate quando si separano

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La legge Cirinnà di cui si parla tanto in questi giorni, vuole introdurre nuove norme anche per le coppie che convivono. Si discute soprattutto su un punto: l'obbligo di pagare gli alimenti al compagno o alla compagna, proprio come avviene alle coppie sposate quando si separano

I diritti dei conviventi
È bene ricordare che la legge Cirinnà si compone di due capitoli. Il primo, sulle unioni civili, è interamente dedicato alle coppie dello stesso sesso quando formalizzeranno il loro amore con una cerimonia in Comune. Il secondo, invece, riguarda le coppie che convivono, non importa se etero o gay.

Attualmente i conviventi sono invisibili per lo Stato, con tutte le conseguenze del caso. Con la legge vedranno riconosciuti una serie di diritti e tutele: potranno assistere e vedere il partner in carcere o in ospedale, potranno prendere decisioni sulla salute dell'altro e non potranno più essere cacciati di casa dopo la morte del compagno/a. Se quest'ultimo muore in circostanze tragiche (come ad esempio un incidente stradale causato da un'altra persona) il partner superstite potrà chiedere il risarcimento dei danni. I conviventi, però, non avranno diritto all'eredità e alla pensione di reversibilità.

Come si calcola l'assegno di mantenimento
Molto più controversa è invece l'introduzione dell'assegno di mantenimento. In parole semplici, quando i conviventi si separeranno, la parte più povera della coppia avrà diritto a ricevere gli alimenti. Saranno alimenti temporanei, il cui calcolo sarà deciso dal giudice in base alla durata del rapporto. Se la convivenza dura due anni, gli alimenti saranno versati per due anni; se dura cinque anni, per cinque anni e così via. Fra gli esperti si discute se sia giusto oppure no.

Dove finisce la libertà della convivenza?
Per alcuni potrebbe avere effetti devastanti: spesso le convivenze sono solo periodi di prova prima del matrimonio, quindi sarebbe ingiusto se dal fallimento di questa prova derivasse l'obbligo di dover poi pagare delle cifre. Altri fanno notare che le convivenze nascono spesso proprio per evitare le complicazioni del divorzio: una coppia che convive vuole essere anche più libera quando decide di lasciarsi senza dover passare attraverso giudici e avvocati. Chi non vorrà impegnarsi, è questo il ragionamento, non avrà più vie di scampo.

Gli esempi all'estero
In realtà, nel resto d'Europa sono sempre di più gli Stati che hanno esteso gli alimenti anche alle coppie conviventi. Si cerca di evitare il rischio che qualcuno possa lasciare l'altro senza assumersi nessuna responsabilità. Il fatto è che ormai, come ha fatto notare il giurista Carlo Rimini, le convivenze si avviano a superare i matrimoni soprattutto fra i giovani. Anche nelle convivenze c'è chi magari rinuncia al lavoro o fa sacrifici per il bene della coppia e dei bambini. In questo senso gli alimenti possono essere visti come un modo per ricompensare il partner per i sacrifici fatti. Il dibattito resta aperto: cambia il modo di essere famiglia e trovare la legge giusta per questi nuovi modi di stare insieme non è certo semplice.

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