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Melania Trump, vizi e virtù di una First Lady

di Nadia Santese

Ne abbiamo osservato gesti, seguito movenze, misurato altezze di tacchi e lunghezze di orli e, alla fine, ci siamo quasi abituati a Melania Trump

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Ne abbiamo osservato gesti, seguito movenze, misurato altezze di tacchi e lunghezze di orli e, alla fine, ci siamo quasi abituati a Melania Trump

Durante il recente viaggio in Italia l’abbiamo guardata, squadrata, analizzata. Ne abbiamo osservato gesti, seguito movenze, misurato altezze di tacchi e lunghezze di orli e, alla fine, ci siamo accorte che Melania Trump, nonostante il suo passato da modella e la conoscenza di svariate lingue, ha debolezze e pregi che spesso ci inducono al sorriso. Quel sentimento iniziale di antipatia/indifferenza provato alla vittoria del marito Donald Trump alle presidenziali americane – chi è questa sventola bionda in abito bianco? – si è progressivamente tramutato in solidarietà e poi benevolenza. Perché Melania, anche se non lo avremmo mai pensato, è (come) una di noi. Beh, più o meno…

La Barbie americana "rivisitata"

Ha le fattezze della famosa bambola della Mattel – giusto il punto vita e il lato b leggermente più ampi, variazioni rispetto all’originale che la rendono umana e la avvicinano a noi comuni mortali – con accanto un Ken un po’ avanti negli anni e nei chili, solo il ciuffo biondo a ricordare i bei tempi andati. A conferma che – come ci diceva nostra madre di fronte all’impossibilità di veder esauditi tutti i desideri – non si può avere tutto dalla vita. D’altra parte, no ciuffo, no party.

Una famiglia alla Beautiful

Pur essendo la First Lady, si trova a fare i conti con una First Daughter pronta a toglierle la scena e a fare sfoggio non solo di una linea personale di moda e accessori, ma anche di precise idee politiche e imprenditoriali. E, come in ogni Dynasty o Dallas che si rispetti, c’è sempre una sottile e neanche tanta velata competizione tra le due a ricordarci che le nostre banali incomprensioni o scaramucce in famiglia sono ben poca cosa di fronte a rivendicazioni e interessi nello studio ovale. Non resta che fare buon viso a cattivo gioco, della serie: “Il triangolo, no! Non lo avevo considerato… D’accordo, ci proverò…”.

Quello che le donne non dicono

Ci piacerebbe sottoporla alla macchina della verità per capirne umori e carpirne pensieri. Perché Melania Trump è la montagna russa delle emozioni: un momento è felice e sorridente, un attimo dopo è triste e imbronciata come una bambina messa in castigo. In una situazione abbraccia e bacia il marito, in un’altra allontana le sue mani come ad evitare il contagio di qualche rara malattia. Come spesso capita anche a noi, la Prima Donna degli USA rivela un animo in contraddizione, pieno di luci e ombre entro cui si diverte a giocare a nascondino, quasi che aspettasse qualcuno – come genialmente l’ha interpretata Virginia Raffaele – a salvarla, a tirarla fuori dalla situazione in cui è finita. Sempre citando Zero, verrebbe da suggerirle: “Mollalo!”.


Uno sguardo da settimana enigmistica

Ci sorprende quel suo perdersi verso l’infinito, come a mettere a fuoco un oggetto lontano o un’improvvisa rivelazione, a metà strada tra «ma quanti sono gli Stati Uniti d’America?» e «avrò opzionato l’ultimo modello di Dolce&Gabbana?», simile all’espressione-dilemma che coglie anche noi in occasioni tipo «avrò chiuso il gas?» e «ma si scrive ciliege o ciliegie?», a conforto del fatto che il dubbio e i punti interrogativi albergano in ciascuno di noi. O forse, basterebbe solo la visita da un bravo oculista…

Le parole sono importanti

Saremmo disposte a cedere il quinto del nostro stipendio (o quasi) pur di sapere quale frase di Ken-ciuffo-biondo è stata in grado di modificare lo stato d’animo della First Lady durante la cerimonia d’inaugurazione del neo-presidente. Azzardando qualche ipotesi, potrebbe trattarsi di un’osservazione di carattere estetico («ti si vede la ricrescita» oppure «basta patatine perché stai mettendo su chili»), una rivendicazione personale («guarda che gli anni passano anche per te») o lo sfogo di un bambino dispettoso («ho finito io tutta la cioccolata!»). Quale sia la causa del turbamento, siamo solidali con lei, perché sappiamo bene come a volte la parola sbagliata o di troppo di un uomo possa farci andare di traverso la giornata!

Perché leggere questo articolo

A differenza dell’irraggiungibile Amal Alamuddin, avvocato esemplare, moglie innamorata dell’uomo dei nostri sogni, ora anche mamma di due splendidi pargoletti, Melania Trump presenta molti atteggiamenti e aspetti in cui ci riconosciamo facilmente, oltre ai vestiti che vorremmo avere nel nostro guardaroba!

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