L’influenza, le mamme e la sindrome da caposala

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di

Geppi Cucciari

L'abbraccio di Geppi va a tutte le donne che, in periodo di influenza, si ammalano contestualmente alla famiglia

Un'opinione di:
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Quasi un milione di italiani è rimasto a letto bloccato dall’insidiosa influenza di quest’inverno. Febbre alta, mal di gola, dolori articolari, raffreddore, e per chi ha deciso di optare per il pacchetto completo anche disagi digestivi di sorta. Roba da visita a domicilio o esorcista qualificato.

E allora il mio abbraccio va in questi giorni a tutte le donne che si sono ammalate contestualmente alla famiglia. Esiste solo una cosa peggiore dell’influenza: l’influenza collettiva. Se di solito la matriarca non si sottrae al suo destino da caposala, dispensando antipiretici all’ora giusta, spremendo agrumi a ogni piè sospinto e cambiando le lenzuola ogni giorno in caso di sfebbrata notturna, con il virus familiare tutto si complica.

Esentati i minorenni (con età a una cifra), prevedo orde di figli maggiorenni e mariti debolucci vagare per casa con un termometro in bocca e il ghiaccio in testa, già alla primissima linea di febbre.

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