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È rischioso postare le foto dei figli su Facebook?

di Antonio Castaldo
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Da quando è diventato papà, Mark Zuckerberg, il fondatore del celebre social network, pubblica in continuazione le immagini della sua bambina. E allo stesso modo si comportano 8 genitori su 10. Servono, però, alcune regole

Da quando è diventato papà, Mark Zuckerberg, il fondatore del celebre social network, pubblica in continuazione le immagini della sua bambina. E allo stesso modo si comportano 8 genitori su 10. Servono, però, alcune regole

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Mark Zuckerberg sta punteggiando di post i primi mesi di vita della figlia Max. Il primo abbraccio, il primo pannolino, il primo sorriso. Max vestita da Star Wars, Max col cane, Max a Capodanno. La foto del primo bagno ha totalizzato 3 milioni di like e 27.000 condivisioni. Nessun genitore può vantare simili performance. Ma nessun papà è paragonabile al papà di Facebook. Resta la domanda: è giusto postare le immagini dei figli sui social?

L’83% delle mamme lo fa prima del compimento del secondo anno di età e il 23% ancora prima della nascita, condividendo le ecografie. Quali sono i rischi? Come spiega il Garante della privacy sul proprio sito Internet, «non esiste più una separazione tra la vita “on-line” e quella “off-line”. Quello che pubblichi sui social network ha quasi sempre un riflesso diretto sulla vita di tutti i giorni». Rinunciare a condividere i momenti di gioia è impossibile. Bisogna farlo, però, con un minimo di cautela. Abbiamo chiesto a 2 esperti di sciogliere i dubbi su cui i genitori si interrogano.

A QUALI PERICOLI ESPONIAMO I BAMBINI PUBBLICANDO LE LORO FOTO SUI SOCIAL NETWORK? «Spesso gli adulti non si rendono conto che tutto ciò che postiamo rimane sul web» risponde la psicologa Laura Turuani, autrice del saggio Mamma Avatar (Bur). «I profili social ricostruiscono il passato. Sono il nostro vero curriculum, come sanno bene i responsabili delle risorse umane delle aziende. Può essere utile far conoscere risultati scolastici lusinghieri, ma non vale la pena diffondere (almeno non a tutti!) cose di cui ci si potrebbe vergognare in futuro». Per l’avvocato Graziano Garrisi, specializzato in Diritto delle nuove tecnologie, prima di condividere un post bisognerebbe tener presente che «molte foto presenti su siti pedopornografici sono state rubate da profili social e blog di famiglia. Poi ci sono le truffe, i furti di identità, la violazione della privacy. Il pericolo principale è che qualcuno faccia un uso sbagliato o criminale delle informazioni in Rete».

I GENITORI POSSONO CONDIVIDERE TUTTE LE IMMAGINI DEI FIGLI? «Dal punto di vista legale, sì» dice l’avvocato Graziano Garrisi. «Ma occorrerebbe chiedersi: sto violando la sua privacy o rovinando la sua immagine? Sarebbe bene domandare ai ragazzi se li infastidisce ritrovarsi sul profilo Facebook dei genitori. Questa attenzione preventiva serve per evitare liti in famiglia e anche guai più seri: se danneggiati in qualche modo, i figli potrebbero rivalersi sui padri per quanto pubblicato quando erano minorenni. Negli Stati Uniti è già successo».

QUALI NORME DI SICUREZZA VANNO SEGUITE? «I contenuti postati possono essere scaricati e riutilizzati da chiunque» ricorda Garrisi. «Conviene usare gli strumenti di protezione della privacy che i social offrono: circoscrivendo a una cerchia limitata di amici la visione di foto o dati sensibili, si riducono molto i rischi».

SE ALTRI POSTANO LE FOTO DEI NOSTRI BAMBINI, IN CHE MODO DOBBIAMO REGOLARCI? «Un papà o una mamma che pubblica lo scatto di un gruppo di bimbi a una festa o a un saggio deve farlo con buon senso e domandare prima agli altri genitori se hanno nulla in contrario» spiega l’avvocato Garrisi. «Per tutelarsi ci sono comunque strumenti legali. Il Codice della privacy garantisce il diritto all’oblio: è permesso chiedere la rimozione o la rettifica di qualsiasi contenuto presente in Rete. Nei casi più gravi, è possibile ricorrere al Garante della privacy o all’autorità giudiziaria».

COME VANNO EDUCATI I RAGAZZI ALL’USO DEI SOCIAL NETWORK? «Il comportamento digitale dei genitori ha dei riflessi sull’uso che i figli faranno della tecnologia » dice la psicologa Laura Turuani. «Se inondiamo le nostre pagine digitali di foto dei bambini, loro vorranno emularci il prima possibile. Al contrario, i figli vanno accompagnati nei primi contatti con la Rete. La cosa migliore è aprire insieme il loro l’account, spiegando quali rischi corrono e quali strumenti hanno per proteggere la propria intimità. La vita digitale andrebbe poi vissuta in famiglia come un normale argomento di discussione, non come un segreto. Ogni giorno, magari a cena, andrebbe chiesto: come è andata oggi su Facebook, che si dice nella chat di WhatsApp?».

QUALI CONSIGLI POSSONO DARE I GENITORI AI FIGLI SULLA PUBLICAZIONE DELLE FOTO? «I preadolescenti debuttano sui social network con i selfie: per loro la foto profilo è uno specchio per conoscersi e per presentarsi al mondo» spiega Laura Turuani. «Poi è la volta del corpo: le ragazze si ritraggono con i vestiti più carini che hanno, i ragazzi mettono in mostra i muscoli. Quindi tocca agli scatti di gruppo: la squadra di calcio, il corpo di ballo, le amiche del cuore. Infine arriva l’amore, con le foto in coppia. Ai ragazzi va spiegato che ogni immagine pubblicata potrebbe essere vista da chiunque, che resterà per anni in Rete, che un giorno potrebbe non piacere più. Ma allora sarà troppo tardi o del tutto inutile rimuoverla. Perciò, per non doversi pentire in futuro, non conviene postare le proprie foto con superficialità».

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