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Quando lo stress scatena il mal di testa 

Per chi soffre di cefalea o emicrania "stress" è una parola che ha diversi significati: è tutto ciò che richiede "cambiamento" da parte dell'organismo per adattarsi a situazioni nuove, anche minime o positive. Come ci spiega l'esperta

di Alessandra Montelli

Tre le forme principali di mal di testa primario, cioè non dovuto ad una causa secondario.

1) Cefalea tensiva (la visione moderna specialistica ha eliminato il vecchio termine "muscolo"), caratterizzata da un dolore relativamente sopportabile su tutta la testa, che passa con un semplice farmaco analgesico, la tachipirina oppure un miorilassante. Nausea, vomito e fastidio a luce e rumori sono del tutto assenti. È un mal di testa che non impedisce di svolgere le attività quotidiane.

2) Emicrania: forma di mal di testa più severo che può colpire tutta la regione della testa o una parte di essa, caratterizzata da un dolore pulsante che rende faticoso per il soggetto lo svolgimento delle attività quotidiane. Le crisi di dolore possono essere così forti da obbligare al riposo, possibilmente al buio e in silenzio. L'emicrania è infatti accompagnata da fastidi alla luce a ai rumori, e si manifesta con nausea e in alcuni casi vomito. Passa con farmaci analgesici con principi attivi di maggiore concentrazione e in alcuni casi con i triptani.

3) Cefalea a grappolo: è la forma più dolorosa di mal di testa, causata dall'eccessiva dilatazione dei vasi cranici che generano pressione sulle terminazioni sensitive del nervo trigemino.

Si definisce cronico, il mal di testa di qualsiasi forma che si presenta per almeno 15 giorni al mese per un periodo di minimo 3 mesi. In questi casi, oltre alla terapia sintomatologica è vivamente consigliata la prevenzione attraverso i farmaci adatti, di solito i triptani.

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