Mal di testa: e se fosse una questione psicosomatica?

Credits: Corbis
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Nella cefalea viene colpita la "sede del pensiero" lasciando intuire un conflitto tra istinto e ragione: si può trattare di una repressione del mondo istintuale in generale e delle sue spinte aggressive in particolare. Oppure di una sopravvalutazione della funzione pensante che viene, come dire, "contestata". Perciò l'attacco di cefalea può indicare un blocco del pensiero di fronte a situazioni nuove, pericolose, inopportune.

La crisi rappresenterebbe una "difesa" che, obbligandoci a staccare la spina, ci permette di superare l'impasse. "Ho un mal di testa che non mi fa ragionare, non riesco a pensare...": sembra quasi che il dolore soddisfi il desiderio di allontanare idee e ragionamenti che potrebbero diventare intollerabili, "pensieri che fanno male".

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Al di là dei motivi fisici, scopri i significati simbolici che si celano dietro un attacco di cefalea

Dal punto di vista psicosomatico, il mal di testa è solo il sintomo tangibile di qualcosa di più profondo. Cosa accade "lì dentro" quando avvertiamo il dolore? Spesso assistiamo al tentativo di bloccare una testa che pensa e programma troppo.

A volte la causa del dolore sono i pensieri negativi o il mondo emotivo che da dentro preme per emergere e ci fa paura: se trattenute, aggressività e sessualità, sono gli istinti che creano più problemi. Non di rado invece il disagio nasce dalle eccessive responsabilità di cui ci siamo fatti carico.

In pratica, quando ci arrivano dei pensieri che ci disturbano, con il dolore tentiamo di bloccarli.

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