Così la pillola è sicura 

Secondo un nuovo studio i chili di troppo riescono a ridurre l’efficacia del contraccettivo. E  alcuni farmaci, che non vanno d’accordo con gli ormoni, a volte creano problemi. Ecco le mosse per non correre inutili rischi

di Laura D'Orsi  - 06 Settembre 2010
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La pillola è il metodo anticoncezionale più sicuro.
Eppure, in alcune situazioni, può rivelarsi inefficace. Secondo uno studio pubblicato sull’autorevole rivista Cochrane Library, quando si hanno molti chili in più, si rischia la gravidanza nonostante il contraccettivo.
 
Questo però non è l’unico caso.
Alcuni farmaci, per esempio, non vanno d’accordo con gli ormoni, altri invece non ne permettono l’assorbimento. E persino l’assunzione di certi integratori può giocare brutti scherzi.
 
Vediamo, caso per caso, quali precauzioni adottare per continuare a usarla senza problemi.
 
Aumentare il dosaggio

Se siete un po’ cicciottelle non preoccupatevi:  non sono i quattro o cinque chili di troppo a farvi rischiare una gravidanza anche se prendete la pillola, ma un indice di massa corporea superiore a 25.
«Succede perché gli ormoni contenuti nel contraccettivo tendono, per ragioni chimiche, a immagazzinarsi nel grasso e, se il peso è eccessivo, possono rimanere “intrappolati” nei cuscinetti» spiega Gian Benedetto Melis, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica dell’Università di Cagliari e vicepresidente della Società italiana di contraccezione. «Così, la quantità di principio attivo che resta in circolo nel sangue può non essere sufficiente a bloccare l’ovulazione».
La soluzione però c’è: basta evitare le pillole con dosaggi ormonali bassi e passare a  quelle con una quantità di estrogeni pari almeno a 30 microgrammi.
 
Abbinare altri metodi

La maggior parte degli antibiotici può sabotare la copertura anticoncezionale perché ostacola l’assorbimento intestinale degli ormoni.
Se si deve seguire una terapia di qualche giorno, quindi, è meglio utilizzare anche altri metodi contraccettivi.
Lo stesso problema si può presentare con gli antinfiammatori, come quelli a base di nimesulide o ibuprofene. «Certamente non bisogna preoccuparsi se si prende solo una pastiglia  per il mal di testa» precisa l’esperto. «Bisogna stare attenti quando si seguono terapie prolungate e si hanno effetti collaterali come gastrite e colite che impediscono di assorbire la quantità di ormoni necessaria per la copertura contraccettiva».
 
Distanziare gli orari

Fate attenzione se siete in cura con gli antidepressivi che agiscono sulla serotonina (SSRI): possono creare problemi perché potenziano l’azione della pillola.
«Qui il rischio non è tanto una défaillance dell’anticoncezionale, bensì un aumento dei suoi effetti collaterali, come gonfiore, tensione al seno, mal di testa» spiega il professor Melis.
Il rimedio è semplice, basta prendere i due farmaci a distanza di 12 ore: la pillola la sera e l’antidepressivo al mattino.
Occhio anche ad alcuni integratori, come quelli con chitosano e altre fibre vegetali: formano nello stomaco una gelatina che rende meno efficace la pillola.
Per essere sicure, allora, è meglio assumere l’anticoncezionale almeno tre ore prima dell’integratore.

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