Quando accumulare diventa una compulsione
03/09/2011
Arriva dall'America e fa parte delle dipendenze senza droghe. Si tratta della compulsione ad accumulare tante cose fino a rendere invivibile la propria casa. Fortunatamente in Italia si osservano pochi casi. Scopriamo cos'è.
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Photoshot
Accumulare oggetti, gadget e mobili fino a non potersi muovere in casa. Persino cibi che poi vanno a male. Non stiamo parlando del normale collezionismo, ma di una dipendenza, che ha un carattere patologico, e che incide pesantemente sulla qualità della vita.
Ne parliamo con il prof. Roberto Pani, dell'Università di Bologna, uno dei primi studiosi in Italia della dipendenza da accumulo, che in psicologia è nota come sindrome di hoarding.
Di cosa si trattta?
E' una tendenza ad accumulare in modo compulsivo tutto ciò che si possiede e che si acquista, senza buttare mai nulla. E' molto diffusa nell'America del Nord e in Europa. Un po' meno in Italia. Con il tempo la tendenza ad accumlare e il bisogno di accaparrare si fa sempre più urgente, sino a connotarsi come compulsivo.Qual è lo scopo?
Quello di mantenerne il possesso a dismisura su una quantità di oggetti e gadgets, quali: gingilli, soprammobili, vecchi giornali, scatolette di cibo e farmaci scaduti, giocattoli di quando erano bambini, vecchissimi vestiti e libri sporchi e tanto altro. A mano a mano che trascorrono gli anni, i cibi non consumati del tutto, e abbandonati in casa, finiscono per avariarsi o seccarsi, producendo cattivi odori.
Che cosa c'è alla base di un comportamento cosi strano, oltre che patologico?
Spesso una banale causa, che riconduca al bisogno di non sentirsi depauperati, induce alla necessità di trattenere accumulare. Occhio a non confondere con il collezionista, che, malgrado in alcuni casi possa mostrare una certa ossessività di controllo, rimane tuttavia molto attivo, selettivo e consapevole nel cercare gli oggetti da collezione. La persona affetta da dipendenza da accumulo, invece, conserva gli oggetti feticci perchè spinto da un bisogno compulisvo impellente. La differenza consiste nel fatto che il collezionista vero e proprio esprime delle preferenze; l'hoarder (colui che accumula patologicamente) si lascia sopraffare passivamente dall'accumulo di ciò che chiunque avrebbe considerato rifiuti orripilanti e male odoranti. Ad un'osservazione clinica, questi soggetti si riconoscono in questi oggi degenerati.
Alcune aree della loro personalità sembrano fondersi con oggetti accumulati e lasciati marcire, come se questi offrissero sicurezza.
Quindi, accumulare non è così fine a se stesso, e non va scambiato per collezionare?
Certo che no, perchè stiamo parlando di una patologia che si inscrive in una precisa storia clinica psicologica ben precisa, e che ha delle connessioni specifiche con questo sintomo compulsivo.
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