Acufene: cause e rimedi

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    In medicina si utilizza il termine acufene, chiamato anche tinnitus (dal latino), per indicare la situazione in cui viene percepito un rumore – può trattarsi di un fischio, un ronzio, un tintinnio o un fruscio - in una o in entrambe le orecchie, oppure nella testa, anche se dall’esterno non proviene alcun suono.

    Tale disturbo non fa distinzioni: può colpire a qualsiasi età e, secondo uno studio piuttosto recente pubblicato sulla rivista scientifica Occupational and Environmental Medicine, si ipotizza un collegamento fra l’uso del cellulare e un’aumentata probabilità di sviluppare acufene. In particolare i ricercatori sono giunti alla conclusione che le persone che hanno utilizzato il cellulare per una media di dieci minuti al giorno hanno il 70 per cento di probabilità in più di sviluppare il disturbo.

    Ma quali sono le altre cause che possono provocare questa fastidiosa patologia? E come si cura? Scoprilo nelle prossime pagine.

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    Le cause

    La causa fisiologica dell’acufene è tuttora sconosciuta: forse non si tratta di una causa unica, ma di una combinazione di diversi fattori. È possibile però stabilire con sicurezza che l’acufene deriva da un malfunzionamento dell’apparato uditivo: a causa di problemi (traumi, lesioni) del nervo acustico o della chiocciola (che trasforma gli impulsi sonori in impulsi nervosi), il suono arriva in modo errato al cervello, che elabora i segnali in modo sbagliato causando, talvolta, disturbi quali l’acufene.

    Tra le cause che con più probabilità possono scatenare o peggiorare l’acufene vi sono:

    Esposizione a rumori molto forti che possono danneggiare e persino distruggere le cellule dotate di filamenti (le cellule ciliate) che si trovano nell’orecchio interno. Una volta danneggiate esse non possono essere ricostruite o sostituite.

    Accumulo di cerume nel condotto uditivo. A volte si produce una quantità di cerume tale da compromettere l’udito o da far sembrare più forte l’acufene; se ti accorgi di un eccesso di cerume chiedi al tuo medico di famiglia di rimuovertelo: quest’operazione non può essere effettuata con un semplice cotton fioc, ma deve essere eseguita da uno specialista.

    Alcuni farmaci sono ototossici, cioè tossici per l’orecchio. Altri farmaci, invece, provocano l’acufene come effetto collaterale, senza danneggiare l’orecchio interno. Prima di assumere un qualsiasi farmaco, assicurati che il medico che te lo prescrive sappia se soffri di acufene e informati circa le terapie alternative che potrebbero essere adatte nel tuo caso.

    Infezioni dell’orecchio o sinusite. Molte persone possono soffrire di acufene durante un’infezione dell’orecchio o una sinusite. Una volta curata l’infezione, solitamente l’acufene diminuisce fino a scomparire del tutto.

    Disordini temporo-mandibolari. Alcuni hanno i muscoli o le articolazioni della mascella non correttamente allineate: questo non provoca soltanto l’acufene, ma può anche influire negativamente sui muscoli e sui nervi cranici e sulle strutture incaricate di ammortizzare i colpi, che si trovano all’interno dell’articolazione della mascella.

    Malattie cardiovascolari. Circa il 3% delle persone affette da acufene soffre di acufene pulsante, una variante che fa avvertire una pulsazione ritmica, che spesso va a tempo con il battito cardiaco. L’acufene pulsante può indicare la presenza di una malattia cardiovascolare, come ad esempio il soffio al cuore..

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    L'ereditarietà

    Sembra che ci sia una predisposizione ereditaria per alcune persone, ma non si sa con certezza se l’acufene sia già scritto nei nostri geni.

    Gli scienziati che lavorano alla mappatura del genoma umano, ad esempio, non hanno ancora scoperto nessun gene dell’acufene, ma hanno identificato i geni responsabili di alcuni problemi d’udito molto rari, della disfunzione temporo-mandibolare, della sindrome di Ménière e del neurinoma acustico.

    Queste patologie spesso comprendono l’acufene come effetto collaterale e questo indica che ci potrebbe essere un qualche collegamento.

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    Cure e terapie

    Prima di indicare le varie tipologie di cura dell’acufene è necessario ricordare l’importanza di una corretta diagnosi di questa patologia; solitamente l’acufene è causato da una molteplicità di fattori che possono interagire contemporaneamente nella formazione di questo disturbo.

    Una volta accertata la causa (o l’insieme di cause), è allora possibile passare all’insieme di terapie più adeguate, specifiche e personalizzate.

    In generale, comunque, i tipi di cure si dividono in:

    Terapia del suono TRT (Tinnitus Retraining Therapy). Si tratta di una terapia che si basa sull’allenamento dell’apparato uditivo e del cervello, con lo scopo di “abituarli” a sentire i rumori prodotti dalla patologia. Quando l’abitudine a sentire questi suoni subentra alla novità, questi suoni non saranno più percepiti. Per indurre questa “abitudine” si usa spesso la tecnica dell’arricchimento sonoro: il paziente deve cioè indossare giorno e notte dei generatori sonori che, in sottofondo, producono suoni che si mischiano all’acufene; si tratta di suoni piuttosto gradevoli (ad esempio il fruscio degli alberi o lo scorrere dell’acqua) che permettono una facile e breve abitudine.

    Tecniche di mascheramento sonoro: tecniche simili al TRT che consistono nell’utilizzo di piccole protesi endoauricolari che producono suoni che coprono (mascherano) l’acufene.

    Biofeedback: insieme di tecniche che hanno la finalità di “insegnare” al paziente a selezionare le informazioni sonore importanti, modificando il livello di priorità di importanza dell’acufene che, con questo metodo, tende progressivamente a scomparire.

    Cure farmacologiche: alcuni farmaci aspecifici sono utilizzati per la cura dell’acufene; si tratta per la maggior parte di antistaminici, vasodilatatori, sedativi, corticostiroidei. Data la loro genericità, però, raramente danno effetti benefici duraturi nel tempo. Più indicata sembra essere la lidocaina, somministrata per via endovenosa, anche se la sua efficacia è solo temporanea.

    Soft laser e stimolazione elettrica sottocutanea (TENS).

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    La prevenzione

    Per prevenire gli acufeni la prima avvertenza è proteggere il proprio udito.

    Sul luogo di lavoro assicurati che siano rispettate tutte le normative di sicurezza: in Italia la protezione acustica è obbligatoria per legge nei luoghi di lavoro in cui il rumore sia superiore agli 87 decibel.

    Anche il rumore durante il tempo libero può avere ripercussioni sul tuo udito. Evita le situazioni in cui il rumore è davvero eccessivo, e fai attenzione anche alle altre attività che provocano rumori forti, come asciugarti i capelli o usare il tosaerba.

    Infine, quando ascolti la musica con l’MP3, non esagerare con il volume: anche se si tratta della tua canzone preferita, cerca di mantenere una soglia moderata.

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L'acufene spesso viene definito come "ronzio nelle orecchie", ma si tratta di un vero e proprio disturbo che si può curare e prevenire. Scopri qui di cosa si tratta e come intervenire in caso tu ne soffra

L'acufene può essere definito come un rumore inesistente, che viene percepito solamente dalla persona che ne è affetta sotto forma di ronzio, fruscio, tintinnio o fischio.

Si tratta in pratica di rumori fantasma che non esistono, ma che torturano chi ne soffre e lo spingono a provare qualsiasi cosa, dalla musica in cuffia a forti dosi di ansiolitici. Non è affatto un disturbo da prendere alla leggera in quanto può danneggiare significativamente la qualità della vita (portando a volte anche alla depressione), soprattutto se non è causato da patologie, come l'otite o la sinusite, che una volta guarite, fanno cessare anche i rumori percepiti.

Se quindi avverti rumori strani, che solo tu percepisci, il primo passo è farsi vedere da uno specialista che individuerà le possibili cause, tra le quali vi sono l'esposizione a rumori molto forti, l'accumulo di cerume, infezioni interne, e le relative cure consigliate, che vanno dalla somministrazione di farmaci alle cosiddette terapie del suono (TRT).

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