Occhio di pernice: cosa lo provoca e come si cura 

Particolare forma di callo che colpisce i piedi, l'occhio di pernice si presenta come un ispessimento della pelle doloroso e fastidioso. Scopri qui come riconoscerlo e curarlo

di Lidia Pregnolato
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Olycom

 

La salute dei nostri piedi viene spesso trascurata fino a quando sorge un problema. Sarebbe invece molto importante controllare regolarmente le nostre estremità e indagare nel caso si noti qualcosa di diverso dal solito.

Tra i problemi che possono colpire i piedi vi è anche l’occhio di pernice, un eccesso di pelle che, in maniera molto simile ai calli, si accumula tra le dita.

Sai perché si chiama così? Se ti è capitato di vedere una pernice avrai notato che il suo occhio è tondo, con una pupilla piccola. La callosità che ha lo stesso nome ricorda nella forma e nella tipologia - punto scuro con intorno arrossamento o area gialla circolare - proprio l’occhio di questo volatile, ecco il perché di questo curioso nome.

Cos’è l’occhio di pernice

L’occhio di pernice è un tipo di tiloma che si sviluppa sulle o tra le dita del piede a causa di una forte pressione, solitamente dopo aver indossato scarpe nuove, strette o inadeguate.

Tale ispessimento risulta essere doloroso e fastidioso perché la parte più profonda dell’occhio di pernice (fittone corneo) va a toccare le fibre nervose che sono sensibili al dolore.

I soggetti più a rischio sono coloro che hanno meno tessuto tra le ossa e la pelle del piede, chi lavora per molte ore in piedi, chi cambia spesso scarpe e chi pratica sport.

I sintomi più ricorrenti

Chi soffre di occhio di pernice, oltre a notare un evidente ispessimento della pelle, prova una sensazione di dolore al piede, che si avverte maggiormente nel caso in cui la formazione sia presente fra il quarto e il quinto dito.

Si avverte di solito anche un senso di fastidio e a volte non si riescono ad indossare le scarpe che hanno provocato la patologia. In generale si ha un aumento della sensibilità ai piedi e si può provare difficoltà a camminare o a rimanere in piedi per diverse ore.

Come si cura

Prima di ricorrere all’asportazione chirurgica dell’occhio di pernice si può provare con rimedi naturali e comportamenti quali evitare di indossare le scarpe che hanno procurato il disturbo o comunque calzature strette, l’uso di creme specifiche e l’inserimento dei dischi di gomma separadita intorno alle dita ammalate in modo da evitare ulteriori compressioni.

Tra i rimedi naturali, invece, puoi provare a effettuare pediluvi con acqua calda e bicarbonato o sale integrale, a tagliare una fetta di limone – potente antibatterico - e passarla, o tenerla a mo’ di impacco, tra le dita colpite dall’occhio di pernice, a fare impacchi con unguenti a base di aloe vera e, nel caso l’occhio di pernice risulti particolarmente doloroso, a ricorrere alla calendula: con questa pianta e con la tintura madre che la include come ingrediente principale è possibile ottenere dei benefici rilevanti.

In generale risulta comunque importante curare quotidianamente l’igiene dei piedi con un detergente antibatterico e cospargere quotidianamente la zona interessata dall’occhio di pernice con dell’amido di mais, che ne ottimizza l’azione.

Se dopo un paio di settimane non si avvisano miglioramenti, probabilmente sarà necessario rimuovere l’occhio di pernice chirurgicamente. Dopo l’asportazione sappi che la patologia tende a non si ripresentarsi.

Occhio di pernice o verruca?

A volte distinguere un occhio di pernice da una verruca può essere difficoltoso e rendere necessaria una visita dermatologica approfondita anche perché in base all’esito si procede con cure diverse.

La verruca plantare si tratta con la crioterapia o con il laser; l’occhio di pernice può essere curato prima con un callifugo o con rimedi naturali, ma se il problema non dovesse risolversi è necessario ricorrere alla rimozione chirurgica.

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