L’abito? Molto meglio vintage

Credits: Corbis
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Bisogno di risparmiare o semplice vezzo? Dietro la crescita del mercato degli indumenti usati c’è un effettivo amore per il pianeta o è solo perché fa figo dire “indosso un capo vintage”? I numeri parlano chiaro: da una recente analisi è emerso che sono 9,5 milioni gli oggetti venduti in un anno che vengono poi riciclati e ben 22 mila le tonnellate di anidride carbonica consumate consentendo un risparmio di 1,4 miliardi di risorse energetiche rinnovabili.

 

E se l’impatto ambientale che ha una T-shirt bianca sul Pianeta non vi interessa – per la cronaca è giusto che sappiate che vede lo spreco di 3 mila litri di acqua per l’irrigazione dei campi e la produzione di 2,7 chili di anidride carbonica – allora pensate semplicemente a tutti i modi per poter riutilizzare questa semplice maglietta. Perché  i capi in buone condizioni sono riproposti come abiti di seconda mano. O, nel caso si tratti di abiti sdruciti vengono convertiti in prodotti differenti come ad esempio gli stracci per la pulizia. Oppure, in alternativa, possono essere utilizzati per realizzare altri oggetti.

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Sarà solo bisogno di risparmiare oppure un vezzo cui non si può rinunciare? Ecco i consigli da seguire per districarsi nella giungla metropolitana dell'usato e del low cost

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