Perché prendersi un anno sabbatico

Credits: Corbis
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Si scrive gap year ma si legge anno sabbatico. Un break professionale che in Italia è sempre stato penalizzante. Ora però, complice la crisi, è diventato un modo per arricchire il curriculum ma soprattutto per ricaricare le batterie. Sì, perché in fondo, le donne non sognano più il principe azzurro, un diamante all’anulare o una casa al mare: quello che vogliono è uno stacco netto dalla quotidianità, un momento (fatto però di 365 giorni) da dedicare a se stesse, alla cura del corpo e dell’anima, ai propri interessi, hobby o al lavoro che non si ha mai avuto il coraggio di fare. Un desiderio realizzabile, non una chimera, perché legalmente supportato dalla legge 53/2000. Certo, occorre fare i conti con il fattore economico (che non è poco) ma soprattutto con la mancanza di coraggio. Che il più delle volte è ciò che frena noi donne.

Leggete di seguito come fare e gli “ostacoli” da superare.

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Il break professionale in Italia è sempre stato penalizzante. Ora però, complice la crisi, è diventato un modo per arricchire il curriculum e per ricaricare le batterie

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