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Uomini bastardi. Inevitabili come  la pelle d'oca in inverno e il sudore in estate. Lo racconta anche Debora Villa nel suo Amo un  bastardo (ma non è il mio cane): la storia –  agrodolce, divertente, emozionante – è quella di molte donne tradite.  Una questione di corna, se così si può  dire, tra una donna che non vuole arrendersi davanti all'evidenza, un  uomo amato e insospettabile e una bionda “col culo a zainetto”.

 

Dalle domande che mi sono fatta (e che ho fatto a  Debora) nasce questa guida ironica per sopravvivere  agli uomini bastardi, smettere di raccoglierli per strada  e trovarne uno con il pedigree.

Bastardo! Come superare le delusioni d’amore

Una guida ironica per donne alle prese con uomini difficili, traditori, bastardi! Ecco perché lasciarli e come ritrovare la speranza per un nuovo amore

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Identikit dell'uomo bastardo

 

Per sopravvivere agli uomini  bastardi è necessario saperli riconoscere: spesso quelli  che sembrano cuccioli tenerissimi sono in realtà incroci dei peggiori  difetti. Come ricorda Debora, ci sono “pit-bull rottweiler, ma anche chiwawa cockeroni...”

Io  ho identificato 3 razze.

I bastardi dichiarati: non l'hanno mai negato, loro, di essere single incalliti, cuori solitari, seduttori poligami della  peggior specie. Forse, l'abbiamo negato noi.

I  bastardi insospettabili:  sono i più difficili da scovare, quelli che cercano di non far scoprire  la loro pochezza d'animo, i tradimenti,  quelli del non è come credi. Invece dobbiamo crederci, eccome.

I  bastardi casuali:  casuali perché i casi della vita a volte sono dolorosi e non è colpa di nessuno. Non resta che andare avanti con la certezza  che l'uomo giusto non è  quello che ci ha lasciate.

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Uomini bastardi: se ti conosci e li conosci, li eviti  

 

Sarebbe bello se  la causa delle nostre sofferenze fosse solo un uomo e non, in  parte, dentro di noi. Quindi, se ci siamo irrimediabilmente attratte da uomini che ci fanno inevitabilmente soffrire, varrebbe la pena chiedersi perché amiamo i bastardi, soprattutto quelli dichiarati, con cui i guai ce li andiamo un po' a cercare.

Perché  speriamo, in cuor nostro, di poter trasformare  uno sciupafemmine senza cuore in un amorevole  marito, nonché padre dei nostri figli, dando così prova a noi stesse  di quanto siamo brave, belle, buone... ma non possiamo trasformare un  maltese in un alano! E poi: ci sono molti modi più semplici per migliorare la  propria autostima e amare noi stesse, senza  aspettare che sia qualcun altro a farlo. Ce lo meritiamo, no?

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Non è Francesco...

 

Scoprire che  l'uomo  che amiamo è un bastardo di proporzioni epocali è una sofferenza ancora più epocale.  L'importante è vederci chiaro e decidere di affrontare la dolorosa  realtà, con coraggio e determinazione, e scegliere di voler essere felici e amate (da qualcun altro).Il consiglio di Debora è “vai via, mollalo, vai via!”, il mio: “non metterti le fette di  salame davanti agli occhi. Mangiale”.

 

Serve un  mantra da ripetere davanti allo specchio per farsene una ragione? Debora  suggerisce: “se lui è un bastardo il problema è suo! Non devo assolutamente risolverglielo  io!”(facendo finta di niente).

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Ci vorrebbe un'amica

 

Le amiche sono  fondamentali nella sopravvivenza ai bastardi: le buone amiche sono il  miglior antidoto ai cattivi pensieri, ci sostengono, ci raccolgono col  cucchiaino e ci danno “preziosissimi consigli che non seguirebbero mai se fossero al  nostro posto! Come noi del resto no?”, ricorda Debora.

Quello che io ho  imparato leggendo il suo Amo un bastardo è che spesso lo amiche vedono la  situazione con più lucidità, aprendoci gli occhi, anche se fa male,  anche se “non siamo pronte” e che non dovremmo arrabbiarci con loro se  siamo arrabbiate con qualcun altro.

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Vendetta!  Tremenda vendetta!

 

Dopo aver  ingoiato il boccone amaro, la moglie cornuta di oggi – per le amiche  MCDO – vorrebbe preparare  un banchetto ancora più amaro a chi l'ha  fatta soffrire. Come sottolinea Debora “i modi per vendicarci sono tanti, e noi  sappiamo sempre quale è il punto debole del nostro lui... (io: la macchina, la carta di  credito, la maglietta della sua squadra del cuore autografata dal  capitano...) ma non serve”. Si rischia di passare dalla parte del torto (soprattutto se ci sono di mezzo gli  avvocati) e non servirà a farci stare davvero meglio.

Per superare la delusione dovremmo  piuttosto fare un lavoro su noi stesse e “abbandonare la Candy  Candy che è in noi”.

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Facciamola finita

 

Lasciare  un uomo bastardo è il primo passo per dimenticarlo. Se lui ci ha riempite di  corna, si è comportato davvero male e ha tradito in modo irrimediabile  la nostra fiducia, ci spetta  l'onore (e l'orgoglio) di pronunciare la  parola “fine”. Il modo migliore per farla  finita?  “Di netto,  come smettere di fumare. Ci si deve disintossicare da un modo di amare  sbagliato. Non è amore se è sottomissione”.

 

Non  dobbiamo accontentarci delle illusioni perché meritiamo una realtà felice. E non possiamo subire la nostra vita perché se è  nostra la facciamo noi, giusto?

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C'è ancora speranza

 

Anche se siamo ferite,  disilluse e ciniche, prima di innalzare invettive contro l'intero genere  maschile – ammetto che  in alcuni frangenti può essere molto  terapeutico – definendoli tutti bastardi e/o additando qualsiasi uomo ci si  avvicini, sarebbe meglio prendere un bel respiro, ripetere una decina di  volte non sono tutti uguali e chiederci, razionalmente: è possibile  che al mondo, tra circa 3 miliardi di uomini, ce ne siamo solo di  pessimi? Ovviamente no!

Come ricorda Debora: “esistono uomini meravigliosi che aspettano solo di incontrare donne da amare.” Ma le prime ad esserne convinte  di essere meravigliose e di meritare uomini meravigliosi dobbiamo  essere noi.

 

Leggi l'intervista a Debora Villa su perché amiamo i bastardi.

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