L’ansia colpisce un numero sempre maggiore di persone, soprattutto donne. I sintomi dell’ansia sono riconoscibili ma non sempre “netti”, ovvero possono essere confusi sia con momenti di stress transitori sia con disturbi psicologici più ampi e profondi. Guarire dall’ansia si può, innanzitutto inquadrando il disturbo insieme all’esperto e, poi, affidandosi alle sue cure. In caso di ansia lieve, anche i rimedi naturali possono rivelarsi molto efficaci

Cos'è l'ansia?

Individuare l’ansia (e considerarne anche il lato positivo)

La prima cosa da fare, quando ci si trova a dover affrontare una presunta crisi di ansia, è definirla e darle un nome preciso.

«L’ansia è una risposta del nostro sistema fisico-psichico a una minaccia o a un pericolo percepito. Essa riflette una combinazione di cambiamenti biochimici nel corpo, la storia personale del paziente e la memoria, nonché la situazione sociale. Innanzitutto, è importante distinguere l’ansia tra sentimento o esperienza funzionale ed evolutiva e l’ansia come disturbo» spiega la dott.ssa Fumi.

«Ricordiamoci che una persona può sentirsi ansiosa senza avere un disturbo d’ansia. Attenzione, quindi, a non generalizzare così come a sottovalutare i sintomi. Lo stato ansioso (inteso come sentimento) può essere considerato evolutivo e funzionale in quanto permette al sistema fisico-psichico di reagire di fronte a situazioni potenzialmente pericolose e minacciose, di attivare risorse e strategie utili e efficaci a risolvere condizioni problematiche o difficoltose, che improvvisamente si palesano davanti ai nostri occhi» afferma l’esperta.

«Lo stato ansioso consente inoltre, al soggetto che si appresta a raggiungere un certo obiettivo, di attivare risorse e strategie utili ed efficaci al raggiungimento dell’obiettivo stesso: per esempio, allo studente che deve sostenere un esame, lo stato ansioso consente di affrontare l’esame e di raggiungere l’obiettivo prefissato (il superamento dell’esame stesso), attivando la concentrazione e favorendone l’attenzione» conclude la dottoressa.

 

Disturbo d'ansia, i sintomi fisici

Come si accende la spia dell’ansia

Ma come si manifesta, invece, quello che viene definito disturbo d’ansia?

«Se lo stato ansioso permane oltre misura e rende il soggetto incapace di affrontare la quotidianità, se diviene invalidante e pervasivo, allora si parla di disturbo d’ansia, i cui sintomi fisici sono: tensione muscolare, emicrania, palpitazioni, vertigini, insonnia/difficoltà del sonno, difficoltà di concentrazione, irrequietezza» precisa la dott.ssa Fumi.

«È utile che il disturbo d’ansia non sia considerato tanto come un problema in sé, quanto come un segnale che si è alla ricerca di un nuovo e più soddisfacente equilibrio nella propria vita. Il disturbo d’ansia è un po’ come una spia che si accende sul cruscotto di una automobile per indicare un problema. Ci si può limitare a svitare la lampadina che si è accesa (come fa, ad esempio, tipicamente un farmaco ansiolitico), ma è molto più utile sfruttare questa occasione per “aprire il cofano” e sistemare definitivamente il “problema al motore” che ha fatto accendere quella “spia”» ci spiega l’esperta.

«Così il disturbo d’ansia, tramite una psicoterapia breve e mirata, può diventare l’occasione per scoprire un modo più pieno e sereno di vivere la propria vita. I sintomi che sperimentiamo, tra cui l’ansia, (ma anche la depressione, per esempio) sono segnali che il nostro corpo ci manda per avvertirci che c’è qualcosa che non va, che è necessario affrontare e modificare per poter riprendere a stare pienamente bene: in questo senso, il nostro malessere ci offre un’importante opportunità di cambiamento» conclude la psicoterapeuta.

Cosa può scatenare l'ansia

Situazioni a rischio

Ci sono momenti della vita in cui è decisamente più facile restare preda di un disturbo d’ansia, più o meno grave.

«Spesso l’insorgenza del disturbo d’ansia corrisponde a una fase di transizione importante nel ciclo di vita, può essere connessa per esempio all’inizio dell’università (specialmente per gli studenti fuori sede, per i quali comporta anche un radicale cambiamento di abitazione e stile di vita), all’ingresso nel mondo del lavoro (con tutte le incertezze e le ansie che questo oggi comporta), all’uscita dalla casa dei genitori, all’inizio di una convivenza, alla nascita di un figlio» spiega l’esperta.

«A volte, non è nemmeno rintracciabile un evento significativo nella vita della persona, quanto nel suo sistema familiare di appartenenza (il matrimonio di una sorella, la malattia di un genitore, ecc.)» continua la dott.ssa Fumi

«È come se questi cambiamenti (con tutte le emozioni connesse) attivassero qualcosa di irrisolto e non elaborato del passato (paure e timori di qualche esperienza e episodio del passato recente o lontano, che abbiamo vissuto), che non abbiamo elaborato e che viene attivato sul quotidiano “apparentemente” senza un significato ben preciso» conclude l’esperta.

La psicoterapia per curare il disturbo d'ansia

Le tecniche per affrontare l’ansia

La psicoterapia ha come obiettivo riuscire a trovare le cause che originano il disturbo d’ansia e dare un senso allo stato attuale del disturbo d’ansia.

«Molto efficace, nel trattare il disturbo d’ansia, è l’ E.M.D.R. (Desensibilizzazione e rielaborazione tramite i movimenti oculari). Si tratta di un’efficace tecnica di psicoterapia che si è sviluppata negli ultimi 25 anni ed è utilizzata, in particolare, per elaborare psicologicamente esperienze traumatiche o stressanti di diverso genere, che possono causare diversi problemi di origine psicologica, tra cui il disturbo d’ansia» spiega la dott.ssa Fumi.

«Concretamente, l’EMDR consiste nell’individuare alcuni ricordi o immagini in qualche modo disturbanti, su cui viene effettuato un lavoro di rielaborazione, attraverso cui è possibile aiutare il paziente ad affrontare in modo più sereno e tranquillo le situazioni temute» continua l’esperta.

Esistono diverse tecniche di rilassamento e di visualizzazione positiva che possono aiutare a gestire nel modo più efficace possibile l’ansia e lo stato ansioso.

«L’esercizio del posto sicuro è uno di questi. Si provi a immaginare un ricordo, un’immagine, un luogo reale o immaginario in cui ci si sente al sicuro (se si fatica a visualizzare un ricordo si può pensare a una persona, a una relazione, oppure a una caratteristica come la forza, il controllo, la fiducia), lo si visualizzi (i colori, gli odori, i suoni), si associ una parola significativa e importante e si verifichi dove si sente, sul proprio corpo, la sensazione positiva» spiega la dottoressa.

In caso di ansia, si recupera quest’immagine, il proprio posto sicuro.

 

La floriterapia e le cure naturali per i disturbi d'ansia

Dolcezza per arrivare alla causa del problema

Ansia e attacchi di panico, dunque, vanno affrontati all’origine insieme allo psicoterapeuta. Se la sintomatologia è lieve, è possibile ed efficace (coadiuvando il necessario percorso di psicoterapia) utilizzare alcuni rimedi dolci.

Per esempio, la floriterapia è un’ottima soluzione, proprio perché va ad agire sugli squilibri emozionali, sanandoli. In questi casi, la miscela di fiori (fiori di Bach) va preparata dall’esperto in modo personalizzato perché, se i sintomi si assomigliano, le cause non sono mai uguali.

Questo tipo di percorso “dolce” richiede ovviamente più tempo d’azione rispetto alla medicina allopatica e un approccio olistico, nonché una buona dose di pazienza e auto-ascolto.

Un’altra via tutta naturale, per gestire alcuni dei sintomi del disturbo d’ansia, è la fitoterapia. Esistono, infatti, alcune piante dai principi attivi rasserenanti e ansiolitici: tra queste, valeriana e biancospino sono le più utilizzate. Se l’ansia si associa a insonnia, può essere utile un’integrazione di escolzia, passiflora e melatonina.

Invece, se il disturbo d’ansia si riversa sull’apparato gastrointestinale, sono ottimi i trattamenti a base di melissa.