Coliche

Le coliche sono un fenomeno molto diffuso, che sembra colpire più i neonati maschi delle femmine, anche se non si sa molto sulle sue cause. Fanno la loro comparsa intorno alla terza settimana di vita e possono durare fino al terzo mese. Verso il tardo pomeriggio o la sera, i bambini colpiti da coliche iniziano a piangere in modo inconsolabile anche per diverse ore, si agitano e piegano le gambine verso la pancia. Pare però che solo in pochi casi si tratti di un’eccessiva produzione di gas intestinali che provoca di conseguenza intensi dolori; secondo alcuni, le coliche altro non sono che un fenomeno legato all’adattamento del bambino all’ambiente che lo circonda. Quello che è certo è che l’alimentazione della mamma c’entra poco e così pure il tipo di latte artificiale. Per alleviare il pianto del bambino si può cercare di cambiare posizione, tenendolo a pancia in giù, massaggiargli il pancino in senso orario intorno all’ombelico o, dietro consiglio del pediatra, dargli da bere un infuso caldo di camomilla o di finocchio. Se le crisi dovessero essere molto intense, il medico può decidere di prescrivere dei farmaci per diminuire il gonfiore intestinale o degli antispastici per calmare i dolori.

Crosta lattea

La crosta lattea si manifesta con la comparsa sul cuoio capelluto di squame giallastre e untuose, riunite in chiazze più o meno grandi. Da questa sede caratteristica le squame si possono estendere alla fronte, alle sopracciglia, dietro le orecchie, alla parte centrale del volto (il naso, il solco tra il naso e il labbro, il mento) e alla regione del pannolino; la cute sottostante può apparire arrossata. La crosta lattea non dà prurito o irritabilità e pertanto va considerata solo un problema “estetico” transitorio, che tende a scomparire spontaneamente nei primi mesi di vita. Il trattamento consiste solo nella pratica di semplici norme igieniche. I capelli andrebbero lavati almeno una volta a settimana con shampoo non aggressivo, massaggiando delicatamente il cuoio capelluto. L’applicazione di olio di oliva o di mandorle dolci con un batuffolo di cotone, seguita dall’uso di un pettinino a denti fitti, può facilitare la rimozione delle scaglie sul capo. Nei casi più gravi e solo dietro prescrizione del medico, può rendersi necessario l’impiego di creme a base di cortisone. Può verificarsi infatti un’infezione delle zone di cute colpite dalla crosta lattea, con la formazione di croste e trasudazione di siero o pus.

Mughetto

Il mughetto è provocato da un fungo, la Candida Albicans, che si trova un po’ dappertutto. Non è quindi a causa della scarsa igiene di succhiotti, tettarelle o del seno materno che il bimbo (di solito nel primo anno di vita) si contagia. Questa infezione colonizza l’interno della bocca, ma può scendere anche fino al livello di esofago e l’intestino. È molto fastidiosa per il piccolo ma non è pericolosa. Si riconosce perché è caratterizzata da un serie di membrane bianche, con dei bordi nettamente separati dal resto delle mucose, che appaiono invece arrossate e infiammate. A prima vista la mamma può non accorgersi dell’infezione e confondere la macchioline bianche con dei residui di latte dopo la poppata. Per sciogliere il dubbio, basta passare sulla lingua del bebè una garza sterile imbevuta di acqua bollita. Se si tratta di mughetto, i puntini non scompariranno e sulla zona comparirà un notevole arrossamento, altrimenti se ne andranno senza lasciare traccia. Il mughetto, se non è molto esteso, si risolve in genere nel giro di qualche giorno. Un rimedio semplice ed efficace consiste nel pulire l’interno della bocca con acqua e bicarbonato (un cucchiaio sciolto in una tazza di acqua precedentemente bollita e lasciata intiepidire), tamponando con l’aiuto di una garza sterile, le zone interessate. Nei casi in cui l’infezione sia più sviluppata, il pediatra deciderà di risolvere il problema somministrando dei farmaci funghicidi, che sono in grado di eliminare l’infezione nel giro di poco tempo. Sono medicinali innocui, da applicare direttamente sulle zone colpite.

Dermatite atopica

I pediatri la chiamano dermatite atopica, ma è più comunemente conosciuta come eczema. Si presenta con delle chiazze rosse puntiformi di solito a partire dal viso, e poi in alcune zone del corpo, per esempio sulle pieghe flessorie degli arti come l’interno dei gomiti e dietro le ginocchia. È provocata da un “deficit di barriera”: la pelle del bambino, già di per sé molto delicata, è ancora più fragile e più permeabile alle aggressioni esterne.

Quando, con la crescita, si rafforzeranno i meccanismi di difesa, il disturbo tenderà a scomparire spontaneamente. Si parla di dermatite atopica se il problema è persistente e si protrae per diversi mesi. Diversamente da quanto si crede comunemente, la dermatite atopica non è la manifestazione di un’allergia. Nei bambini però in cui si manifesta, ci sono più probabilità che si sviluppi un’allergia di tipo respiratorio o alimentare. La prima cosa da fare, è tenere la pelle idratata: i prodotti emollienti sono molti, ma è meglio scegliere quelli che non contengono profumi o conservanti, perché possono irritare ancora di più. Una buona regola è quella di aggiungere all’acqua del bagnetto un cucchiaio di bicarbonato e due cucchiai di olio di vaselina che, oltre a essere emolliente, aiuta a trattenere l’acqua nella cute.

Alle prime manifestazioni eczematose è sempre opportuno rivolgersi al medico per ricevere i consigli terapeutici più mirati.

Displasia dell’anca

Subito dopo la nascita, tra i vari controlli il pediatra esegue al bambino la cosiddetta manovra di Ortolani. Afferrando le sue gambine e portandole verso l’esterno, il medico verifica che l’articolazione dell’anca funzioni correttamente. In alcuni casi, infatti, può accadere che la testa del femore non sia racchiusa come dovrebbe nell’acetabolo, cioè nella nicchia del bacino destinata ad accoglierla. Con la manovra di Ortolani, però, il pediatra può diagnosticare solo l’anomalia più seria, cioè la lussazione dell’anca (quando il femore fuoriesce addirittura dall’articolazione). Per i difetti più lievi, occorre invece eseguire un’ecografia, che in molti ospedali si esegue di routine a tutti neonati. La displasia dell’anca si cura attraverso il ricorso di tutori o apparecchi divaricatori che favoriscono la permanenza del femore nella cavità del bacino, fino a quando le ossa non avranno riacquistato la posizione corretta.

Reflusso

È un fenomeno piuttosto frequente nei primi mesi di vita del bambino. Si verifica quando il contenuto dello stomaco risale attraverso l’esofago e raggiunge la bocca, da dove viene espulso sotto forma di rigurgito. La causa è lo sviluppo incompleto del cardiasuna,  valvola che si trova nella parte superiore dello stomaco e che ha la funzione di impedire la risalita del cibo. Il rigurgito si può manifestare anche a ogni pasto, sia subito dopo, sia a distanza di una o due ore. Il bambino piange come se avesse le coliche, ha spesso il singhiozzo, di notte non riposa bene ed è agitato anche di giorno. Se il piccolo è allattato al seno, il primo accorgimento da seguire è quello di provare a dargli da mangiare meno e più spesso. Se il piccolo è allattato artificialmente, è bene controllare l’inclinazione del biberon e l’ampiezza dei fori della tettarella, per esempio se sono troppo piccoli, nello sforzo di succhiare, il bambino potrebbe inghiottire troppa aria.

Importante poi è tenerlo in posizione eretta dopo ogni pasto, evitando movimenti bruschi.

È utile infine modificare la sua posizione quando viene coricato, mettendo un cuscino sotto il materasso, e creando così un’inclinazione di venti gradi circa, per favorire la discesa del cibo nello stomaco.

Cianosi

Il colorito cianotico che talvolta si può riscontrare alle mani e ai piedi di un neonato sano può allarmare molto la mamma, ma è del tutto normale nei primi giorni di vita. È dovuto all’immaturità del sistema circolatorio periferico, che comporta un rallentamento della circolazione nelle mani e nei piedi.

In questa fase, durante il pianto, la cianosi può presentarsi diffusamente su tutto il corpo. Un colorito bluastro della cute, diffuso e persistente, anche se il neonato non piange, soprattutto dopo la prima settimana di vita, impone invece di consultare subito il medico.

Un’altra condizione in cui un lattante sano, di colorito roseo, può diventare cianotico è quando piange vigorosamente trattenendo il respiro.

Infine alcuni bambini, quando è freddo, assumono una colorazione leggermente bluastra intorno alla bocca. Anche questo è un fenomeno normale che si riscontra in molti piccoli con pelle chiara. Il colorito bluastro intorno alla bocca è legato al fatto che, attraverso una pelle poco pigmentata, per il rallentamento della circolazione indotto dal freddo, è possibile vedere il colore del sangue venoso.