Meglio svegliarsi con più luce, nonostante la si perda prima nel pomeriggio, oppure è più vantaggioso attendere di più l’alba al mattino, ma poter uscire dall’ufficio quando non sembra già notte? Chiunque se lo è chiesto e la questione torna puntuale ogni anno alla vigilia del cambio dell’ora, che sarà nella notte tra il 24 e il 25 ottobre. Ci si prepara a tornare all’ora solare, quindi, riportando le lancette indietro di un’ora. Al centro del dibattito, però, ci sono anche gli effetti sulla salute, proprio mentre gli Stati Uniti sono pronti a dire addio all’ora solare.

Trump pronto ad abbandonare l’ora solare

Mentre in Europa e in Italia si dibatte dei vantaggi economici dell’ora legale e, soprattutto dei pro e contro in termini di salute nel continuo cambio dell’ora, Donald Trump è tornato a sostenere il Sunshine Protection Act, la legge che renderebbe permanente l’ora legale Oltreoceano. «Il buio è deprimente, con la luce si può fare sport, c’è meno criminalità», ha dichiarato il capo della Casa Bianca su Truth, chiedendo ai cittadini dell’Arkansas di aiutarlo a convincere il senatore Tom Cotton affinché sostenga la legge, pubblicandone persino il numero di telefono e invitando i cittadini dello Stato a telefonargli.

Perché rimanere all’ora solare

La nuova norma, già approvata dalla Camera lo scorso luglio, è fortemente voluta da Trump, che ha spiegato: «Nessuno vuole spendere il proprio tempo prezioso correndo ovunque per spostare gli orologi indietro due volte l’anno e avere il sole nel pomeriggio è meglio che al mattino presto!». Al contrario, il Governatore dell’Arkansas ha ricordato come con l’ora legale permanente molti abitanti del suo stato non vedrebbero l’alba prima delle 8:00/8.30, mentre in posti come Seattle nello stato di Washington si dovrebbero attendere le 9.00 e a Williston, nel Nord Dakota, persino le 9.45.

Cosa pensano gli americani

Secondo un sondaggio, condotto nel 2025 dall’AP-NORC Center for Public Affairs Research, la maggior parte degli americani la penserebbe come il Presidente, preferendo un’ora di luce in più la sera. Solo il 12% degli adulti statunitensi è favorevole all’ora legale, mentre il 47% è contrario e il 40% è neutrale. In Arizona e alle Hawaii al momento non si cambia più l’ora mantenendo quella solare, così come in alcune province del Canada, a Porto Rico o in molti stati del Sud America. La questione è dibattuta da tempo anche in Europa, dove si trova la maggior parte dei 70 Paesi al mondo che ha ancora in vigore l’alternanza tra ora solare e ora legale. Fanno eccezione, invece, l’Islanda, la Bielorussia e la Russia.

Alla vigilia del cambio dell’ora: cosa è meglio?

Il numero di Governi che potrebbe optare per la sola ora solare, però, è in continuo aumento, anche per le preoccupazioni in termini di salute e gli effetti sul sonno. In Italia se ne discute dal 2018, senza aver modificato l’attuale alternanza. Ed è proprio questa che causerebbe maggiori difficoltà, secondo i medici: «Va chiarito subito che gli effetti sono limitati ai primi giorni dal cambio dell’ora, che sia in una direzione o nell’altra, cioè dall’ora solare a quella legale e viceversa», spiega Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale. «Riuscire ad avere un solo orario, però, sarebbe l’ideale», aggiunge l’esperto.

Albe buie, ma tramonti posticipati: cosa preferire?

L’idea di adottare l’ora legale anche in inverno piace soprattutto a chi ama sfruttare le ultime ore della giornata prima del tramonto. Avere un’ora di luce in più nel tardo pomeriggio permette di uscire dall’ufficio senza che sia già del tutto buio, magari concedendosi un po’ di sport all’aperto. Naturalmente si dovrebbero fare i conti, però, con un inizio di giornata all’insegna del cielo ancora scuro, il che potrebbe rendere più faticoso il risveglio e anche la prima fase della mattinata, illuminata solo dai lampioni stradali durante il percorso, per esempio, per scuola o lavoro, perché il sole sorgerebbe solo dopo le 8.30.

Cosa dicono gli esperti

Ma potrebbero esserci effetti anche sull’organismo e l’orologio biologico. Esporsi alla luce naturale appena svegli permette, infatti, di bloccare la produzione di melatonina, cioè l’ormone che induce il sonno, aiutando il cervello a riattivarsi in modo più veloce per poter affrontare il nuovo giorno. «È vero che l’orologio biologico è maggiormente allineato con l’ora solare, ma va ricordato appunto che il nostro organismo si adatta molto rapidamente. Gli eventuali rischi collegati alla salute sono limitati ai giorni appena successivi al cambio: quindi, se nel caso in cui si decidesse di abbandonare l’alternanza, rimanendo all’ora legale permanente, non ci sarebbero più questi inconvenienti», ribadisce Miani.

Quali conseguenze nel cambio di ora

Il fatto di riportare indietro di un’ora le lancette, come avverrà tra il 24 e il 25 ottobre, porta con sé qualche effetto, come «sonnolenza, stress e, in alcuni casi di persone particolarmente fragili o con patologie, anche un maggiore rischio cardiovascolare. Ma tutto può verificarsi solo nel momento di transizione che può durare da 2 o 3 giorni fino a una settimana al massimo – chiarisce Miani – Si tratta di ciò di cui si può risentire quando si fa un viaggio che comporta un jet lag. Il punto non è che con l’ora solare viviamo meglio o peggio, il problema è solo che il cambio può portare disturbi».

Pro e contro: cosa dice la scienza

«Va anche chiarito che con l’ora legale in inverno, non in tutta Italia si avrebbero mattine buie a lungo. Il vantaggio dei pomeriggi con più luce, invece, si potrebbero tradurre per molti nella possibilità di fare sport in sicurezza, di un maggiore contatto con la natura e di più serotonina, quindi ormone del buon umore e benessere, perché si godrebbe di un’ora in più di luce naturale. Le eventuali difficoltà al risveglio, invece, non sembrano supportate da dati scientifici: negli USA si sono condotte ricerche che hanno mostrato una riduzione di incidenti stradali con l’ora legale permanente, in termini di investimento di pedoni, mentre non c’è nulla su eventuali effetti negativi di un risveglio con più buio. Quello che chiediamo come SIMA è condurre studi analoghi riferiti nello specifico al nostro Paese».

Risparmio energetico da non sottovalutare

Al netto dell’opinione degli esperti di cronobiologia, però, c’è anche e soprattutto il fattore economico a pesare. L’ora legale permette un risparmio di energia elettrica, anche se il beneficio si è progressivamente ridotto rispetto al passato, soprattutto perché l’illuminazione incide meno sui consumi grazie alla diffusione dei Led e di tecnologie più efficienti» spiega Antonio Disi, responsabile del Laboratorio Strumenti per la Promozione dell’Efficienza Energetica (Dipartimento Enea, Unità per l’Efficienza Energetica), all’Adnkronos. Il beneficio economico per il sistema elettrico nazionale è valutato in circa 80 milioni di euro, mentre la riduzione delle emissioni è stimata in 142mila tonnellate di CO2. Che fare, dunque? Per ora non resta che attende il prossimo passaggio all’ora solare.