Il tema dell’ora legale permanente torna al centro del dibattito nazionale: la Camera dei deputati ha infatti avviato l’iter parlamentare per valutare la possibilità di abbandonare l’ora solare. La questione non è solo pratica, ma tocca aspetti economici, ambientali e di benessere personale.
Il cambio dell’ora che si ha a ottobre e a marzo ha da tempo suscitato critiche per il disturbo ai ritmi biologici e i disagi nella vita quotidiana. Adesso, con la raccolta di 352mila firme e la richiesta di indagine conoscitiva promossa dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), da Consumerismo No profit e dal deputato Andrea Barabotti, il tema approda a Montecitorio con l’obiettivo di rendere permanente l’ora legale.
Ora legale, la situazione attuale in Italia e in Europa
L’iter parlamentare sull’ora legale nasce dopo anni di discussioni a livello europeo. Nel 2018 la Commissione Europea aveva consultato i cittadini sull’opportunità di abolire il cambio d’ora: l’84% si era detto favorevole. Nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una direttiva che lasciava libertà agli Stati membri, ma la questione è rimasta congelata fino a oggi. In Italia, il passaggio dall’ora solare a quella legale ha permesso un risparmio energetico complessivo di 2,3 miliardi di euro tra il 2004 e il 2025, con una riduzione delle emissioni di CO2 stimata tra 160.000 e 200.000 tonnellate l’anno.
I vantaggi dell’ora legale permanente
Tra i sostenitori della proposta, i vantaggi economici e ambientali sono evidenti: mantenere l’ora legale tutto l’anno potrebbe generare un risparmio annuo di circa 720 milioni di kWh, equivalenti a un beneficio in bolletta di circa 180 milioni di euro. Non solo: si ipotizza un incremento dei consumi nel commercio e nella ristorazione, un ampliamento della stagione turistica e un miglioramento della sicurezza pubblica grazie alle ore di luce in più serali. Anche la salute potrebbe trarne beneficio, evitando i disturbi del ritmo circadiano legati al cambio d’ora.
Mattine più buie: gli svantaggi e le critiche
Non mancano però le voci critiche. Alcuni esperti evidenziano come l’ora legale permanente potrebbe comportare mattine più buie, soprattutto nei mesi invernali, con potenziali effetti sul rendimento scolastico e lavorativo. Soprattutto chi abita nelle regioni più settentrionali del Paese potrebbe risentire maggiormente della minore illuminazione mattutina. Altri sottolineano che, sebbene i vantaggi economici siano concreti, la modifica comporterebbe un adattamento a livello sociale e logistico, dalla scuola al trasporto pubblico.
Cosa succederà adesso
L’iter parlamentare proseguirà nei prossimi mesi con diverse fasi: prima l’esame in Commissione, dove verranno ascoltati esperti e associazioni di categoria, quindi il passaggio in Aula per la discussione e il voto. Se tutto procede senza intoppi, l’approvazione definitiva potrebbe arrivare entro la primavera del 2026, rendendo l’ora legale permanente già a partire dall’autunno dello stesso anno. Questa trasformazione, se confermata, cambierebbe in modo concreto il modo in cui misuriamo il tempo nel nostro Paese, trasformando l’ora legale da provvisoria a ordinaria, con effetti visibili sulla routine quotidiana, sugli orari di lavoro, sulla vita scolastica e sulle abitudini di milioni di cittadini.