La parodontite (o piorrea) è una patologia dentale molto comune.
 
Si tratta dell’infiammazione dei tessuti che circondano il dente (osso, legamento cemento radicolare e gengiva) e che hanno la funzione di mantenerlo saldamente ancorato all’osso.
 
Quando il parodonto si infetta, l’alveolo che contiene il dente si allarga causando sanguinamento, gengiviti e, nei casi più gravi, la perdita di uno o più denti.
 
Alla base della comparsa di questa malattia c’è prima di tutto la cattiva igiene orale.
 
Non lavarsi i denti regolarmente causa infatti la comparsa di una patina che offre l’ambiente riproduttivo ideale ai batteri che causano la parodontite. Tutti i dentisti sono concordi nel dire che in una bocca pulita non può comparire questa infezione batterica.
 
Quando però la parodontite si è già scatenata, bisogna intervenire con la rimozione radicale delle cause dell’infezione e degli eventuali tessuti infettati, un procedimento meccanico e chirurgico che comprende l’ablazione della placca e del tartaro (anche sottogengivali) e la rigenerazione dei tessuti profondi.
 
Sono in arrivo però buone notizie: ricercatori dell’Università di Tohoku (Giappone) hanno presentato un nuovo metodo di intervento capace di risolvere definitivamente le infezioni che causano la parodontite e le comuni carie.
 
Il nuovo strumento per la pulizia dentale profonda abbina una soluzione di perossido di idrogeno a un laser a onde lunghe. L’unione delle due componenti genera un particolare tipo di ossigeno attivo in grado di annientare il 99,99 per cento dei quattro batteri più comuni.
 
I prossimi test permetteranno di perfezionare lo strumento in modo da renderò efficace nella lotta a tutti i microrganismi patogeni orali.
 
Nell’attesa però, meglio abituarsi a lavare i denti almeno tre volte al giorno, senza scordarsi di passare sempre accuratamente il filo interdentale.