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Come in una fiaba

Provate a chiedere del Caos: è stato aperto a Terni l’anno scorso ed è il più sorprendente e vivace museo che si possa immaginare. Caos è l’acronimo di Centro per le Arti Opificio Siri (via Campofregoso, tel. 0744285946; www.caos.museum), uno spazio immenso nato dalla riconversione di una fabbrica chimica che ora ospita la pinacoteca comunale, il museo d’arte moderna e contemporanea, quello archeologico, laboratori e un caffè-libreria. Qui si viene per l’aperitivo, per ammirare capolavori provenienti anche da lontano e per partecipare a mostre evento. Questo è il nuovo. Per fare un salto indietro nel tempo bisogna, invece, spostarsi di una dozzina di chilometri e salire fino a Narni. Sì, l’antica Narnia ispiratrice delle cronache disneyane. Il borgo medievale arroccato sul culmine di un colle affascina e rapisce passo dopo passo; la Piazza dei Priori è considerata tra le più belle d’Italia per suggestione e magnificenza architettonica.
E le indicazioni spingono verso una misteriosa Narni Sotterranea (tel. 3391041645, www.narnisotterranea.it). L’itinerario aperto al pubblico permette di vedere una chiesa del XIII secolo, le stanze del tribunale dell’Inquisizione e la cella, dove venivano rinchiusi i condannati, coperta di graffiti. Si può alloggiare in un luogo molto suggestivo, Le Stanze del Giglio (via del Campanile 4, tel. 0744717134, www.lestanzedelgiglio.it), in un palazzo del XVI secolo con annessa l’Osteria dove fare incetta di salumi e formaggi locali.

Nella foto, il borgo di Narni, con la Rocca in primo piano.

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Le cascate dell’amore

Il viaggio continua sul lago di Piediluco che pare sprofondare tra i verdi declivi del Monte Caperno e della Montagna dell’Eco e dove, chissà per quale prodigio, si riflette un eco lunghissimo. È piacevole navigare sul lago a bordo dei battelli ecologici che sostano nelle anse nascoste o di fronte a romantici ristorantini a filo d’acqua dove assaggiare i tradizionali carbonaretti (pesce persico cotto sui carboni). L’indirizzo giusto è L’Amaca all’eco (loc. Montagna dell’Eco, tel.3355700552). Dal lago esce il fiume Velino che genera le celebri cascate delle Marmore: con i loro 165 metri di altezza sono le più alte d’Europa. Orribilmente belle, come le definì Lord Byron, attraggono ogni anno decine di migliaia di visitatori.
Pochi, però, si spingono fino al balcone degli innamorati che si raggiunge risalendo il fianco della cascata lungo il sentiero n.1 che sbuca proprio dentro il primo salto d’acqua. Indossare una giacca impermeabile è raccomandabile, ma rinnovare quassù il proprio amore non ha prezzo.
Neppure San Valentino avrebbe immaginato una location tanto indimenticabile e coinvolgente. I più curiosi possono visitare le Grotte dei Campacci, un complesso sotterraneo che si sviluppa sotto l’altopiano da dove il Velino spicca il volo. Il viaggio al centro della Terra dura un’ora e non è faticoso. Basta avere scarpe con la suola scolpita e non soffrire di claustrofobia. Anche se le spettacolari sale ricche di stalattiti e stalagmiti non sono troppo anguste (Infopoint Belvedere inferiore, tel. 074462982; www.marmorefalls.it). Dalla cascata delle Marmore si parte alla scoperta della Valnerina, gioiello della bassa Umbria dove spicca Ferentillo. Il borgo è protetto da una doppia cortina di mura merlate che seguono il crinale dei monti e scendono da entrambi i lati della valle fino al paese. Può sembrare macabro ma vale la pena di entrare nel Museo delle Mummie (via della Rocca, tel.0744780778) dove si trovano i corpi di decine di abitanti conservati intatti dalla presenza di un particolare microrganismo nelle rocce del cimitero. E poi una sosta golosa all’azienda agrituristica biologica La Drupa (tel. 0744780106, www.ladrupa.it), che ha allestito un ristorante-sala degustazione proprio in centro. Sembra di essere a casa dei parenti di campagna, l’ambiente è intimo e rilassato, impreziosito dal piccolo Museo storico allestito nelle due stanze che precedono la sala da pranzo esclusivamente con mobili, suppellettili e strumenti di lavoro della famiglia dei proprietari. La sacralità del riposo si celebra, invece, nell’abbazia di San Pietro in Valle (via Case Sparse, tel. 0744780129, www.sanpietroinvalle.com). Non cercatela sulle guide, non la trovereste: sono 19 camere di charme ricavate dalle celle dei monaci benedettini o dalla foresteria del convento che cinge la chiesa ricca di affreschi del XII secolo. Per informazioni: Umbria experience, tel.0744431949, www.umbriaexperience.it.

Nella foto, l’abbazia di San Pietro in Valle, a Ferentillo.