1/4 – Introduzione

Educare un figlio ed osservarlo crescere, è di certo una delle cose più belle della vita di un genitore. Eppure educare un figlio, specialmente quando è ancora molto piccolo e vulnerabile, non sempre si rivela un compito facile. Le prime difficoltà più consistenti nell’educare un figlio si presentano, solitamente, quando il bimbo inizia ad esplorare l’ambiente esterno in autonomia, stringendo le sue prime relazioni sociali nel mondo della scuola. Le relazioni sociali del bambino piccolo, asimmetriche (come quelle con le maestre e gli adulti) e simmetriche (le relazioni con i coetanei, come i compagni di scuola) sono molto complesse, e spesso è necessario aiutare il piccolo a gestirle con più sicurezza. Questa guida fornirà alcune indicazioni pratiche per scoprire come educare un figlio a non lasciarsi condizionare dai compagni di scuola e dagli amichetti, in modo da promuovere, nel bimbo, una solida autonomia di pensiero e di azione fin dall’infanzia. In questo modo il bambino eviterà di cacciarsi in situazioni sgradevoli e per i suoi genitori sarà più semplice guidare il cammino della sua crescita.

2/4

Accade molto spesso che un figlio piccolo, solitamente dai 4 agli 8 anni, tenda a lasciarsi condizionare dai compagni di scuola nelle sue azioni, nei comportamenti e nei pensieri. Ciò accade semplicemente perché in quel momento della sua vita, il bambino inizia a confrontarsi, per la prima volta, con il mondo dei suoi coetanei, i compagni di classe. I primi amichetti del bambino rappresentano dei nuovi e magici punti di riferimento, alternativi ai genitori, nei quali identificarsi per iniziare a formare una propria personalità ed identità.

3/4

Quando un figlio più grande, in età adolescenziale, tende a lasciarsi condizionare pesantemente dai suoi compagni in ogni comportamento, soprattutto in quello più sbagliato e dannoso per sé stesso o per gli altri, è allora il momento, per un genitore, di intervenire, seppure pacatamente. Il primo passo per educare un figlio a non lasciarsi condizionare in tutto dai suoi compagni è, infatti, quello di comprendere i motivi che spingono il ragazzo adolescente ad imitare i coetanei, soprattutto nelle azioni più pericolose.

4/4

Imporre ad un figlio un modello educativo di comportamento e di pensiero troppo rigido può, senza dubbio, contribuire alla tendenza del ragazzo a lasciarsi condizionare da modelli alternativi del tutto opposti a quelli genitoriali, proprio per marcare il contrasto e far capire alla famiglia di voler essere diverso. Un genitore dovrà allora ammettere il proprio errore con il figlio: il ragazzo resterà estremamente colpito da questo atto generoso di comprensione da parte del genitore e, di certo, aprirà maggiormente il suo cuore ad un dialogo più aperto ed onesto che rappresenta la chiave di ogni vero rapporto di affetto.