Anche se lo stereotipo persiste, che gli uomini non siano dei bruti insensibili lo sappiamo già. Con il tempo abbiamo imparato a decodificare i modi in cui esprimono il loro amore, le loro emozioni e i loro sentimenti, abbiamo imparato a convivere smussando le differenze e abbiamo imparato a convertirle in ricchezza per la coppia. Nonostante l’opera di reciproca comprensione sia eternamente work in progress, però c’è un punto su cui siamo rimaste – a quanto pare – indietro: abbiamo sottovalutato la sensibilità maschile.

Secondo uno studio della Purdue University, ad esempio, quando gli uomini si sentono trattati male o in modo ingiusto, tendono a soffrirne tanto da sentire l’esigenza di trovare conforto e sfogare la propria frustrazione buttandosi nel cibo o sul divano, davanti alla tv. Sempre secondo lo studio, questa tendenza è addirittura più forte che nelle donne, soprattutto nel lungo periodo.

Gli uomini quindi, soffrono almeno quanto noi (magari in silenzio) di alcuni comportamenti. E poiché le relazioni si fanno sempre in due, le responsabilità (non le colpe!) sono condivise e le azioni/reazioni dei partner si contaminano a vicenda, creando dinamiche, circoli virtuosi o viziosi in cui la felicità si aggiunge alla felicità e viceversa, è chiaro come le frustrazioni e le ferite dei singoli arrivino a incidere sul benessere della coppia, rinforzano o logorando a poco a poco l’intesa e i sentimenti che legano i partner.

Il guaio peggiore è che spesso non ci si accorge di quanto possano essere nocivi e stressanti alcuni modi di fare. Ad esempio, tra quelli più snervanti per l’uomo ci sono:

– Tenere il muso dopo una discussione. Secondo uno studio pubblicato su Psychological Science, le persone che hanno partner che reagiscono bene agli scontri hanno relazioni soddisfacenti, mentre per chi continua a stuzzicare la lite o si mostra offeso a lungo è vero il contrario. Ecco perché è necessario imparare a litigare in modo intelligente.

Metterlo alle strette. Gli uomini mal sopportano gli ultimatum perché li vedono come un ricatto. In particolare, i ricercatori della Baylor University hanno evidenziato che quando i maschi percepiscono un atteggiamento ostile, critico o perentorio e vengono messi alle strette, provano uno stress maggiore. L’effetto del classico aut-aut, in cui si cerca di imporre il proprio dominio alla relazione, è quindi quello di farlo sentire impotente, e ancora più arrabbiato. Cosa che di certo non aiuta a risolvere i problemi.

Punirlo con il distacco. Sempre la stessa ricerca, ha rilevato che l’indifferenza e la freddezza hanno spesso come effetto quello di far andare il partner su tutte le furie, perché si sente ignorato, trascurato, svalutato e percepisce una scarsa volontà nel voler trovare una soluzione al problema.

Fare pressing quando è stanco. Nulla può essere più stressante di avere una persona che ci sta con il fiato sul collo, pressandoci per avere risposte o stordendoci di chiacchiere. Inoltre, secondo una ricerca della Wake Forest University gli uomini si aprono soprattutto con la propria dolce metà. Se ne deduce che quando torna a casa dal lavoro, se viene travolto da mille questioni si sentirà poco importante perché penserà che alla partner non importa che lui abbia bisogno di tirare un attimo il fiato, né che abbia voglia di confidarsi con lei.

Usare trucchetti, fingere. Gli uomini non amano l’uso di strategie machiavelliche, soprattutto in amore, e per quanto i “tira e molla” possano essere un gioco eccitante all’inizio di una relazione, diventano altrettanto noiose quando la storia è ormai avviata. Allo stesso modo, fingere di aver voglia di fare qualcosa o camuffare un’opinione per convenienza sono atteggiamenti piuttosto sgraditi. Se ha l’impressione che stiate usando trucchetti, o che stiate fingendo (e non si parla solo di orgasmo) si sentirà preso in giro e la fiducia tra voi ne risentirà.

Per par condicio, ci sono altrettanti comportamenti adottati dagli uomini che sfibrano l’autostima e l’amore femminile. Ad esempio, secondo un recente sondaggio condotto da Gleeden.com, la maggior parte delle donne dichiara di tradire “per colpa del partner, che le trascura e non le fa sentire né desiderabili né desiderate”.

Tra tra i comportamenti “stressanti” ci sarebbero infatti:

Dire “c’è la partita” quando bisogna discutere di qualcosa di importante: ci fa sentire ignorate e sole.

Dire “sì, stai benissimo”, senza aver neanche alzato lo sguardo, o dire “è uguale”: ci fa sentire trasparenti, indifferenti.

Fare paragoni con la sorella, la madre o la suocera, o, più in generale con qualsiasi donna, specie se più giovane: non ci sono paragoni e basta!

Lasciare in giro i calzini e oggetti vari, contando sul fatto che vadano a posto per magia: ci fa sentire molto Cenerentola.

Smettere di fare complimenti, di fare regali inaspettati o di progettare avventure erotiche: ci fa sentire scontate.

In conclusione, la responsabilità per come va una storia d’amore è sempre di entrambi i partner. E costruire una coppia felice – o almeno provarci – non è qualcosa che succede di punto in bianco – così come l’amore non è qualcosa di permanente, che si conquista una volta e poi si ha, ma una realtà da costruire e rinforzare giorno per giorno, attraverso piccoli gesti quotidiani, sviluppando l’empatia, facendo attenzione all’altro, ascoltandolo anche quando non parla, perdonandogli qualche errore.

Per farlo servono un desiderio inossidabile di felicità, una grande determinazione ed essere disposti anche a fare una certa fatica.