La ginecologa risponde: come si individua l’origine dell’infertilità?

Salve, 
sono una donna di 35 anni senza un compagno ma desiderosa di avere un figlio. Ho sentito parlare della crioconservazione delle cellule uovo ma sono un po’ confusa. Cosa si intende con questa pratica? A che età si può praticare il congelamento degli ovuli?

Nella nostra storia, la gravidanza naturale in età più avanzata, di cui si abbia notizia certa, è quella di una donna inglese di 59 anni. Questa circostanza rappresenta un vero e proprio primato, perché la fertilità femminile si riduce purtroppo con l’età, declina progressivamente, ma in modo molto significativo dai 35 anni di età e possiamo affermare con certezza che dopo i 45 anni le donne hanno raramente cicli mestruali con regolari ovulazioni, adeguate ad ottenere un bimbo in braccio.
La donna si confronta purtroppo con l’inesorabile scorrimento del suo orologio biologico.

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La soluzione a tale circostanza viene dalla fecondazione assistita, ovvero dalla crioconservazione delle cellule uovo.
Al congelamento dei gameti si pensava già dal 1700, da allora iniziano gli studi, ma per gli spermatozoi si è dimostrato un procedimento abbastanza semplice, per gli ovociti  è stato più complesso di quanto non ci si attendesse.
Infatti gli ovociti sopravvivevano malissimo alle prime tecniche di congelamento e  scongelamento. Gli studi sono inziati negli anni 70 e sono proseguiti nonostante le difficoltà per gli evidenti vantaggi dipendenti da tale possibilità (di ordine giuridico, biologico ed etico).
La prima gravidanza da ovociti congelati risale agli anni 80. La ricerca ha visto l’evoluzione della tecniche, da quella classica  di congelamento lento, alla vitrificazione.
Il congelamento ovocitario, ovvero di preservazione della fertilità femminile, può riconoscere alla base patologie oncologiche o comunque patologie gravi, ragioni etiche, ragioni legislative (nel 2004 la legge 40 in Italia consentiva esclusivamente il congelamento ovocitario, fino alla sentenza della Corte Costituzionale del 2009 che ha consentito anche il congelamento embrionario), o la possibilità di procrastinare una gravidanza se le circostanze della vita (lavorative, sentimentali, etc) non lo consentano nei tempi corretti (social  freezing: congelamento ovocitario nel corso della vita riproduttiva a proprio beneficio futuro).

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Il tasso di sopravvivenza degli ovociti crioconservati tramite vitrificazione è dell’85%, la percentuale di fecondazione tramite fecondazione in vitro (ICSI)  è del 75%, i tassi di gravidanza sono invece ovviamente  dipendenti dalla riserva ovarica e dalla qualità che correla con l’età delle uova al tempo del congelamento.

Tuttavia se una donna congela i propri ovociti a 30 anni e potrà pensare  alla gravidanza dopo 10 anni, ovvero a 40, le sue possibilità di ottenerla correleranno con l’età delle uova crioconservate, ovvero saranno significativamente più alte della sua età biologica, offrendole una concreta possibilità di diventare mamma.

 Francesca Marzano

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