Hai notato anche tu l’invasione di cimici, quelle marroncine, che si trovano ad ogni ora del giorno (e della notte) su balconi, terrazzi o semplicemente alle finestre, sui vetri o seminascoste tra gli infissi? Ecco, a quanto pare è normale per questa stagione, nonostante se ne siano viste meno durante l’estate. Non sono pericolose per la salute di per sé, assicura l’esperto, che però mette in guardia da possibili effetti inaspettati e, soprattutto avverte: «Non sono da confondere con le cimici da letto, che invece vanno assolutamente evitate».
L’invasione di cimici: perché?
Chiunque se ne sarà accorto, anche chi vive nelle grandi città, nonostante il fenomeno abbia assunto le dimensioni di una “invasione” per chi abita in zone più verdi, di campagna e collina: le cimici sono ovunque. Le si trovano sui vetri e dentro casa, non appena si aprono le finestre; lungo le cornici delle porte, negli infissi e naturalmente su balconi e terrazzi. Sono comparse tardi, da poche settimane rispetto allo scorso anno, ma la loro presenza non dovrebbe stupire: «Con i primi freddi o semplicemente con l’abbassamento delle temperature, le cimici si notano maggiormente all’esterno perché lasciano i prati e gli orti, alla ricerca di posti dove svernare», spiega l’entomologo Claudio Venturelli.
Le cimici in casa e sui balconi
Mentre in estate non ci siamo accorte della loro presenza, proprio perché si trovavano nel verde, ora i piccoli insetti si avvicinano alle case, perché cercano luoghi più riparati e, soprattutto, caldi in vista dell’inverno. Ma il rischio che “nidifichino” in casa, secondo l’esperto, non c’è: «Le cimici, in gergo scientifico Halyomorpha halys, tecnicamente non fanno veri e propri nidi: è vero che depositano le uova tutte vicine, aggregate, ma in questa stagione e non in casa – spiega ancora Venturelli – In genere le depositano sulle foglie all’esterno, in primavera ed estate, ed è lì che poi si schiudono e danno vita ad altre cimici».
I danni causati dalle cimici asiatiche
I danni sono soprattutto all’ambiente: «A causarli è soprattutto la cimice asiatica, quella di colorazione marroncina, mentre quella classica verde – che è autoctona – non crea particolari problemi. Quella asiatica, invece, negli anni si è rivelata molto infestante: si stima che arrivi a distruggere fino al 60/70% dei raccolti di pere, per esempio, o di pomodori e piccoli frutti. È vero che la scorsa estate è stata meno aggressiva, ma è stato a causa del caldo intenso, che ha colpito anche questi insetti. Inoltre stanno iniziando a vedersi gli effetti dell’introduzione di alcuni parassitoidi, come la“vespa samurai” che ne contrasta la crescita», sottolinea Venturelli.
Che rischi per la salute
Una buona notizia, dunque, sul fronte dell’equilibrio ambientale, ma quali possono essere i rischi per la salute? Anche in questo caso, l’entomologo frena i timori e chiarisce: «Non mi risulta che possano dare particolari allergie», anche se aggiunge: «Il problema, quando ci sono infestazioni di queste dimensioni, è che possono portarsi dietro anche altro. Per esempio, possono trasportare acari, oppure fare da veicolo per altro o portare altri patogeni potenziali nel momento in cui muoiono e si degradano». In commercio ci sono diversi prodotti per eliminarle, ma sulla loro efficacia rimane qualche dubbio, così come sull’opportunità di spruzzare insetticidi in posti come gli infissi delle finestre, con il rischio di respirare sostanze tossiche o nocive. Che fare, dunque?
Come tenerle alla larga le cimici
«Non ci sono veri e propri repellenti, come nel caso delle zanzare, ma certamente le zanzariere sono uno strumento efficace per evitare che possano entrare in casa – chiarisce Venturelli – è evidente che il sistema migliore è di chiudere i possibili ingressi, come le fessure», anche se non è sempre facile, dato che sono piccole e piatte, quindi capaci di infilarsi quasi ovunque. «Un rimedio semplice ed efficace è anche quello di ricorrere ad una bacinella piena d’acqua e sapone, dotata di una lampada (ne vendono di già fatte, oppure si può replicare il sistema da soli, Ndr): le cimici sono attratte dalla luce, quindi di avvicinano, ma finendo in acqua annegano. L’importante è che ci sia anche il sapone, che rompe la tensione superficiale, altrimenti galleggiano».
La differenza con le cimici da letto
Ben altri fastidi sono, invece, quelli procurati dalle cimici da letto. «Hanno tutt’altra natura e forma: assomigliano più alle zecche e sono più piccole. Inoltre sono lucifughe, ossia hanno paura della luce: di giorno non le si vedono, preferiscono i luoghi nascosti come i letti, appunto, e il buio. Escono di notte e, seguendo in fila indiana l’anidride carbonica emessa dall’uomo, lo raggiungono e lo pungono – spiega l’entomologo – Se non trovano l’uomo, attaccano gli animali domestici, come cani, gatti o conigli». Fortunatamente non si attaccano come le zecche ma, una volta punta la vittima se ne vanno, lasciando punture ravvicinate e disposte in fila.
Il problema delle cimici da letto
Il problema è che è molto difficile eliminarle: «Oltre a non vederle di giorno, possono nascondersi ovunque, anche nelle prese della corrente elettrica: per questo, in caso di infestazione importante occorre chiamare una ditta specializzata. Per eliminarle è necessario un lavoro certosino e non a caso esiste un protocollo specifico messo a punto dall’Istituto Superiore di Sanità – spiega Venturelli – Nel caso specifico, si indica almeno una seconda ripetizione del trattamento dopo circa 20 giorni, per eradicarle ed eliminare anche le uova. Quanto all’uomo, per fortuna lasciano solo fastidiose punture, ma senza conseguenze gravi».