1. IL TASSO DI INTERESSE

Il tasso di interesse è il “costo del denaro”. Cosa significa? «È per esempio, la cifra che paghi alla tua banca perché ti presti la somma necessaria a comprare una casa» spiega Nadia Linciano, responsabile ufficio studi economici della Consob. Conoscere il tasso di interesse di un prestito è quindi come conoscere il “prezzo” di un prodotto.

È importante, però, anche informarsi su quali siano gli interessi attivi (quelli che incassiamo noi) quando depositiamo il nostro denaro in banca, per esempio in un conto corrente. «In quest’ultimo caso, spesso accade che il tasso d’interesse sia talmente basso da essere compensato dalle spese di gestione del conto. Ecco perché, salvo che non ci sia l’esigenza di tenere i propri risparmi liquidi, conviene impiegarli in un modo più redditizio».

2. L’INTERESSE COMPOSTO

«È un concetto importante e ti aiuta a capire perché è utile mettere a frutto somme di denaro, anche piccole, da giovani. In finanza il tempo lavora per noi, utilizziamolo» spiega Annamaria Lusardi. «Quando investi i tuoi soldi l’interesse che viene calcolato alla fine di ogni periodo concordato, per esempio un anno, non viene conteggiato solo sul capitale iniziale, ma sulla somma costituita dal capitale più gli importi accumulati grazie agli interessi».

Se quindi oggi investi 10.000 euro a un tasso del 2%, tra un anno ne guadagnerai 200, la tua somma salirà a 10.200 e l’anno successivo gli interessi saranno pari a 204 euro, e così via. «Conviene iniziare a mettere a frutto i risparmi il più presto possibile, anche se le somme a nostra disposizione sono basse».

3. L’INFLAZIONE

L’inflazione si riferisce al cambiamento dei prezzi dei beni che comperiamo quotidianamente. Un’inflazione al 2% significa che i prezzi di questi beni sono aumentati del 2%. Ma l’inflazione come influenza i nostri risparmi? «Basta rifletterci un momento» spiega Nadia Linciano. «Se i prezzi crescono, con lo stesso denaro potrò acquistare meno cose. Se in questo momento chiudo 1.000 euro in una cassaforte per dieci anni, quando andrò a riaprire la serratura avranno un valore più basso rispetto a oggi ed è come se ne avessi persa una parte».

È facile capire che lasciare parcheggiate grosse somme sul conto corrente ha un costo, specie quando gli interessi che ci vengono corrisposti sono prossimi allo zero, come in questo periodo. «Anche quando facciamo un investimento, è bene cercare di capire quale sarà nel tempo il rendimento reale del prodotto finanziario, ossia il rendimento al netto dell’inflazione».

4. LA DIVERSIFICAZIONE DEL RISCHIO

«È uno dei principi cardine della finanza e c’è un modo semplicissimo per spiegarlo» afferma Nadia Linciano. «Poniamo di avere dieci uova: se le mettiamo tutte nello stesso paniere, in caso di caduta rischieremo di romperle tutte. Per abbattere il rischio, sarebbe più prudente distribuirle in panieri diversi. Lo stesso ragionamento va fatto ogni volta che dobbiamo mettere a frutto i nostri risparmi: anziché investire l’intera liquidazione in un solo titolo emesso da un solo emittente, meglio frazionare l’importo e destinarlo a prodotti diversi, a seconda della somma che si ha a disposizione».

Anche la scelta degli investimenti non deve essere casuale, ma complementare. «Significa che, se impiego una parte dei miei risparmi nelle obbligazioni di una società petrolifera, è meglio dirottare un’altra somma verso una società che si occupa di energie rinnovabili. Nel caso in cui le quotazioni della prima dovessero scendere, avrò buone probabilità di recuperare le perdite con la seconda».

Raggiungere un buon grado di diversificazione può richiedere risparmi elevati. I cosiddetti prodotti del risparmio gestito (come i fondi comuni di investimento) permettono di diversificare il proprio portafoglio anche quando si dispone di una somma ridotta.

5. LA RELAZIONE RISCHIO RENDIMENTO

«Se i rendimenti di un investimento sono più elevati di un altro, il suo rischio è più elevato. Anche questo è uno dei principi della finanza. Se si mettono i risparmi sotto il materasso si rischia poco, ma non si ottiene alcun rendimento. Ogni volta che si investe una somma si ottiene un compenso che comprende anche il rischio di perdere una parte dei tuoi soldi» spiega Magda Bianco, titolare del Servizio tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca d’Italia.

Se il rendimento è alto, è anche perché la componente di rischio è più elevata. L’interesse sui depositi in conto corrente, per esempio, è bassissimo, perché il rischio è molto basso e inoltre la banca ti dà la possibilità di riprendere il tuo denaro in ogni momento. «Il rischio ha molte facce» osserva Nadia Linciano. «Il rischio di liquidità è la possibilità di “uscire” dall’investimento in tempi brevi: se domani hai bisogno di denaro per affrontare una spesa imprevista quanto potresti perderci? Ci sono poi il rischio di mercato, legato alla sensibilità del valore dell’investimento all’andamento generale del mercato, e il rischio di credito, associato alla possibilità che l’emittente fallisca e non sia in grado di pagare il rendimento inizialmente promesso e/o di rimborsare il capitale investito».

6. IL RISCHIO LONGEVITÀ

L’allungarsi della vita media è sicuramente un evento positivo, ma può comportare il problema di come procurarsi un reddito adeguato per vivere serenamente la nostra vecchiaia. «È qualcosa di cui dobbiamo essere consapevoli e a cui dobbiamo prepararci» spiega Bianco. Come? «Iniziando a pianificare una forma di risparmio il prima possibile. Un modo può essere cominciare a dirottare una quota, anche minima, dei propri guadagni verso investimenti a lungo periodo, che offrono rendimenti più alti. Oppure scegliere strumenti ad hoc come le pensioni integrative. Bisogna giocare d’anticipo, l’ideale è cominciare già quando si ottiene il primo impiego, investendo somme molto piccole, compatibili con il proprio tenore di vita».

7. L’ASSICURAZIONE E IL TRASFERIMENTO DEL RISCHIO

Noi italiani siamo delle formichine. In sette casi su dieci mettiamo da parte i nostri risparmi per sentirci al sicuro in caso di eventi imprevisti come malattie, furti o perdita del lavoro. Ignorando che questi rischi, in molti casi, possono essere “trasferiti” a qualcun altro.

Cosa significa? «Vuol dire che, anziché accollarmi il costo di eventuali cure mediche in caso di malattia, posso pagare un soggetto che sarà in grado di gestire meglio questa possibilità, cioè un’assicurazione» spiega Magda Bianco. «I nostri risparmi potrebbero non essere sufficienti a fronteggiare tutti gli eventi legati alla nostra esistenza, a volte è sufficiente un imprevisto per azzerarli. Le compagnie assicurative, invece, accumulano tante piccole quote da tutti gli assicurati e “lavorano” sulle probabilità, cioè sul fatto che il danno ingente capiti solo a qualcuno. Quindi possono coprire le spese impreviste perché sono più efficienti rispetto al singolo».

La scelta della polizza naturalmente deve essere fatta con cura. «Per mettersi davvero al riparo» conclude l’esperta «bisogna confrontare diverse proposte, valutare prezzi, coperture e soprattutto esclusioni, cioè gli eventi per cui non si viene rimborsati».

IL SITO CHE TI AIUTA

Il primo stipendio, l’acquisto di una casa, l’arrivo dei figli e la pensione: la nostra vita è fatta di tappe che ci costringono a fare i conti con le nostre finanze, e imparare a gestirle. Per aiutarci a farlo con consapevolezza il Comitato per l’educazione finanziaria ha ideato il sito quellocheconta.gov.it, dove puoi trovare informazioni, consigli e indicazioni utili per affrontare le questioni finanziarie legate alla vita quotidiana: dalla richiesta di un mutuo alla gestione del budget famigliare, dagli investimenti ai prestiti. Il sito segue il percorso a tappe della vita, dal primo stipendio fino al pensionamento. C’è anche un focus sulle varie forme di investimento, e sulle cose da sapere e da chiedere, per non avere brutte sorprese.

In collaborazione con

Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziariaAnnamaria Lusardi, docente di economia alla George Washington University, alla guida del Comitato italiano per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria; Magda Bianco, titolare del Servizio tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca d’Italia; Nadia Linciano, responsabile dell’Ufficio studi economici della Consob.