Gli italiani? Si comportano come se la finanza non li riguardasse. Solo il 37% di noi ne conosce le basi, contro più del 60% di Paesi come Canada, Germania e Svezia. «Una mancanza che influisce sul modo in cui i nostri connazionali gestiscono il denaro» spiega Annamaria Lusardi, docente di economia alla George Washington University, alla guida del Comitato italiano per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria*, che è al lavoro per colmare questo gap. «Circa la metà degli italiani prova “ansia finanziaria”, cioè si sente a disagio se deve prendere decisioni economiche. E chi investe spesso non lo fa affidandosi a parametri oggettivi e rischia così di fare scelte errate».

Ci dia un motivo valido per imparare a gestire i nostri soldi

«Le dico solo questo: fino a ieri lo Stato ci ha offerto pensioni e un sistema di welfare generoso, ma da ora in avanti dobbiamo pensarci anche noi. Per riuscirci non serve guadagnare tanto o essere esperti, basta seguire poche regole di comportamento: mettere da parte una piccola somma da subito, saper gestire il budget, prevenire gli imprevisti».

Perché tanto divario con gli altri Paesi?

«Gli italiani sono convinti che concetti come rendimenti, tassi di interesse, inflazione abbiano poco o nulla a che fare con la vita reale. Manca la consapevolezza che conoscere le basi della finanza serve a gestire bene i nostri soldi e a farci vivere meglio. Non è solo questione di investimenti. La conoscenza di questa materia permette di scegliere il mutuo più conveniente, risparmiare per garantirsi una vecchiaia serena, tagliare i costi inutili per spendere in qualcosa che ci gratifica. L’educazione finanziaria ha a che fare con la nostra felicità».

E ci evita di finire beffati, come è successo a migliaia di piccoli risparmiatori negli ultimi anni…

«L’ignoranza non solo espone a scelte sbagliate, ma spinge a immobilizzare il denaro per paura, oppure a prendere decisioni che “costano”. Gli italiani, per esempio, hanno la tendenza a lasciare i risparmi sul conto corrente, non sapendo che, con i tassi di interesse così bassi, il loro capitale perde valore negli anni. Insomma, alla fine ci rimettono».

* istituito dal ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il ministero dello Sviluppo economico.

29%
È la percentuale di famiglie italiane che ha una forma di risparmio o investimento. Nel 50% dei casi si tratta di depositi bancari e prodotti postali; meno del 15% ha fondi comuni di investimento e il 10% ha titoli di Stato.

70%
È la percentuale dei nostri connazionali che mette da parte i soldi per affrontare le spese impreviste. Solo il 32% associa il risparmio al raggiungimento di un obiettivo.

Dal 33% al 53%
È la percentuale di persone che conosce le definizioni corrette di parole come inflazione, tasso di interesse semplice, relazione rischio-rendimento e diversificazione di portafoglio.

(Dati tratti dal Rapporto sugli investimenti finanziari delle famiglie italiane della Consob)

IL SITO CHE TI AIUTA

Il primo stipendio, l’acquisto di una casa, l’arrivo dei figli e la pensione: la nostra vita è fatta di tappe che ci costringono a fare i conti con le nostre finanze, e imparare a gestirle. Per aiutarci a farlo con consapevolezza il Comitato per l’educazione finanziaria ha ideato il sito quellocheconta.gov.it, dove puoi trovare informazioni, consigli e indicazioni utili per affrontare le questioni finanziarie legate alla vita quotidiana: dalla richiesta di un mutuo alla gestione del budget famigliare, dagli investimenti ai prestiti. Il sito segue il percorso a tappe della vita, dal primo stipendio fino al pensionamento. C’è anche un focus sulle varie forme di investimento, e sulle cose da sapere e da chiedere, per non avere brutte sorprese.

In collaborazione con

Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziariaAnnamaria Lusardi, docente di economia alla George Washington University, alla guida del Comitato italiano per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria; Magda Bianco, titolare del Servizio tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca d’Italia; Nadia Linciano, responsabile dell’Ufficio studi economici della Consob.