Dopo averlo annunciato, ora arriva un altro bonus, questa volta di un importo inferiore rispetto al bonus 200 euro, ma in tempi più ravvicinati: vale 150 euro e viene erogato a breve. In particolare a novembre per quanto riguarda chi lo riceverà in modo automatico, mentre dovranno aspettare febbraio coloro che devono presentare una specifica domanda per ottenerlo. A chiarire tempi e modi è stata l’Inps con una circolare (la n.127 dello scorso 16 novembre). Ecco come funziona.

Chi deve fare domanda e chi no

Il bonus arriva direttamente in busta paga, come una tantum, a pensionati e titolari di trattamenti assistenziali (come il reddito di cittadinanza), ma anche a lavoratori dipendenti e lavoratori domestici. Il requisito fondamentale, però, come spieghiamo più avanti, è avere un reddito entro i 20mila euro (nel 2021).

Devono presentare domanda, invece, gli stagionali, gli intermittenti, i lavoratori dello spettacolo, i dipendenti con contratto a tempo determinato (compresi gli addetti del comparto agricolo), i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co) e chi attualmente è dottorando oppure assegnista di ricerca.

La misura, voluta dal Governo Draghi con l’ultimo decreto legge prima delle elezioni (Decreto Aiuti Ter) ha come obiettivo di far fronte ai rincari delle bollette per luce e gas, oltre che all’inflazione.

Cos’è il bonus da 150 euro

Il provvedimento è stato finanziato con 3 miliardi di euro per l’anno 2022, dunque per gli ultimi mesi di quest’anno, che servono a ridurre l’impatto dell’aumento delle bollette energetiche sulle famiglie. Si traduce in un assegno da 150 euro una tantum, cioè viene erogato una sola volta, a novembre. Ma attenzione, perché non è per tutti.

Il bonus da 150 euro non costituisce reddito ai fini fiscali, non è cedibile, né pignorabile o sequestrabile, e non è cumulabile con il reddito ai fini previdenziali o assistenziali.

I requisiti per richiedere il bonus da 150 euro

Se il bonus 200 euro poteva essere chiesto e ottenuto da chiunque percepisca redditi fino a 35mila euro, per il bonus 150 euro la soglia scende a 20mila euro lordi annui.

Possono chiederlo, quindi, coloro che superano questo valore massimo e che appartengono a queste categorie: pensionati; lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati), stagionali del turismo e dello spettacolo; autonomi e liberi professionisti; percettori di Reddito di Cittadinanza; collaboratori coordinati e continuativi; collaboratori e collaboratrici domestiche; incaricati di vendite a domicilio; collaboratori sportivi.

Rientrano tra i potenziali beneficiari anche dottorandi e titolari di assegni di ricerca universitaria, disoccupati percettori di NASpI, DIS-COLL e disoccupazione agricola, sempre purché non superino di 20mila euro di reddito lordo annuale.

Come e quando ricevere il bonus da 150 euro

Il nuovo bonus 150 euro è, come anticipato, una misura una tantum, quindi non sarà replicata. Le modalità di erogazione dipendono da tipo di lavoro o condizione in cui ci si trova. I pensionati, quindi, non dovranno fare alcuna richiesta e si ritroveranno la cifra direttamente nel cedolino di novembre 2022. Lo stesso vale per i lavoratori dipendenti, che riceveranno il bonus in busta paga.

Se, invece, si tratta di lavoratori autonomi (con o senza Partita Iva), assegnisti, dottorandi e co.co.co, occorrerà presentare una domanda apposita, come nel caso del bonus da 200 euro, con modalità in via di definizione e che saranno comunicate dall’INPS, che eroga il bonus, entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale.

Lo stesso iter è previsto per le altre categorie come lavoratori stagionali, colf, badanti, stagionali del mondo dello spettacolo o del turismo, ecc. Per tutti questi lavoratori, quindi, è presumibilmente che il sostegno arriverà in un secondo momento.

Infine, nel caso di percettori di indennità NASpI, DISD-COLL o disoccupazione agricola, la cifra sarà sommata all’indennità stessa.

Attenzione al tetto dell’imponibile mensile

Un ultimo avvertimento riguarda alcuni requisiti per ottenere il bonus 150 euro: ad esempio, per i lavoratori dipendenti del pubblico e privato, spetta a chi ha una retribuzione imponibile mensile non superiore a 1.538 euro, anche se questa ha una contribuzione figurativa integrale da parte dell’INPS, ma spetta solo una volta – anche se si è titolari di più rapporti di lavoro.

Attenzione alle date

Per i pensionati vale il tetto dei 20mila euro di reddito annuale, anche per titolari di assegni sociali, di invalidità o per chi riceve trattamenti di accompagnamento alla pensione con decorrenza entro il 1° ottobre 2022.

Nel caso dei titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, invece, occorre che i contratti siano attivi almeno dalla data del 18 maggio 2022 (cioè quella di entrata in vigore del Decreto Aiuti); un altro requisito è l’iscrizione alla Gestione separata. Per i lavoratori intermittenti va aggiunto il requisito di aver lavorato almeno 50 giornate, sempre con un tetto massimo di 20mila euro annui lordi. Agli stagionali del mondo dello spettacolo, invece, è richiesto il versamento di almeno 50 contributi giornalieri.

Infine, attenzione: i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport devono essere stati già beneficiati dell’indennità per emergenza Covid, ossia il Bonus da 2.400 euro INPS previsto nel Decreto Sostegni Bis, mentre i venditori a domicilio devono avere un reddito massimo nel 2021 non superiore a 5.000 euro, devono avere partita IVA ed essere iscritti dalla Gestione separata almeno dal 18 maggio scorso. La stessa data vale per dottorandi e titolari di assegni di ricerca.