Rosa, rosae, rosae… A chi non è mai capitato di chiedersi: a che serve il latino? Cosa cambia se conosco le declinazioni e imparo a tradurre Cicerone? «Aiuta a ragionare, a parlare, a non dimenticare le nostre radici» dicevano i prof.

Utile come l’inglese…

Conoscere il latino, certo, fa la differenza. Lo sa bene Giovanna Chirri, la giornalista che traducendo le parole di Ratzinger dal latino all’italiano ha dato al mondo la notizia delle dimissioni di Papa Benedetto XVI nel 2013. Amata, decantata o sacrificata e offesa: ma guai a chiamarla lingua morta. Sapevi che quest’anno spopolano i “camp” estivi di latino? Da noi, per esempio, ci sono i corsi intensivi dell’Accademia Vivarium novum di Roma (vivariumnovum.net).

All’estero, le suggestive lezioni nel chiostro della cattedrale di Saint Albans, in Inghilterra. «Morta è una lingua morta, perché non si usa più. Però è uno dei fondamenti della nostra cultura e civiltà » ricorda Paolo De Paolis, presidente della Consulta universitaria di studi latini, convinto che il latino «può fare curriculum». Non a caso il suo istituto da qualche anno ha iniziato a sperimentare un test nei licei, simile al Toefl o al Cambridge Esol per l’inglese (vedi più sotto). L’idea è certificare una competenza in latino spendibile «per l’accesso all’università o al mondo del lavoro: musei, biblioteche, istituzioni culturali».

… e come le materie scientifiche

Studiare il latino conviene. «Perché è una scienza immensa, che ha per oggetto principale la mente e le capacità dell’essere umano» dice Nicola Gardini, insegnante di Letteratura italiana e comparata all’università di Oxford. Il suo libro Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile (Garzanti) è un omaggio «a una lingua essenziale per la formazione di tutti, non ultimi i politici».

L’autore difende il latino «dagli attacchi irresponsabili e dalle critiche assurde di molti, che non solo lo ignorano ma non fanno neppure la fatica di capirne l’importanza». Conoscere il latino, sottolinea, «serve come conoscere la riproduzione delle cellule o la fisica quantistica».

Un test ti dice se lo sai bene

Da qualche anno la Consulta universitaria di studi latini (cusl.eu) ha iniziato a sperimentare, in accordo con gli uffici scolastici regionali italiani, un test di latino che certifica il livello di competenza linguistica. Proprio come avviene con gli esami del Goethe-Institut per il tedesco o quelli del Cambridge English. Possono cimentarsi gli studenti e i semplici appassionati. All’ultimo test in Lombardia, lo scorso aprile, si sono iscritte 750 persone.