Sulle Borse mondiali è arrivata la tempesta. I listini continuano a scendere, dall’Asia agli Stati Uniti, e non è da meno Piazza Affari, che in una settimana ha bruciato oltre il 12% del suo valore. In pratica, si è mangiata tutto il guadagno messo a segno nel corso del 2015. Gli investitori, in sostanza, continuano a vendere e i prezzi delle azioni vanno giù, mettendo in pericolo la solidità delle imprese, ma anche la situazione di quei risparmiatori che alla Borsa hanno affidato parte del loro patrimonio. Vediamo che cosa sta succedendo.

Perché i mercati scendono?
Alla base della discesa delle quotazioni ci sono due motivi fondamentali. “Il primo è il livello sempre basso del prezzo del petrolio” spiega Gianluigi Raimondi, analista finanziario del sito www.finanzaoperativa.com. “Al mondo si produce troppo petrolio rispetto a quanto viene assorbito. Questo vuol dire che le imprese consumano meno energia, che i grandi bacini come la Cina o gli Usa non corrono veloci con i consumi. Di conseguenza, anche le imprese in Borsa non hanno un futuro roseo”. Infatti, l’altro grande motivo che deprime i mercati è il Pil cinese. La crescita della Cina è vitale per l’economia mondiale, perché praticamente tutto il mondo vi esporta materie prime e beni di consumo. Ma non corre più come una volta. E ormai, soprattutto in Europa, aleggia di nuovo lo spettro della recessione.

Perché Milano va un po’ peggio degli altri?
“Da un lato, succede perché nel nostro listino hanno un grande peso le banche. I nostri istituti, in linea generale, non sono peggiori degli altri. Ma vengono colpiti dalla speculazione e trascinano in basso tutto il mercato” aggiunge Raimondi. “Oltre a questo, la nostra impresa più grande, che pesa di più in assoluto a Piazza Affari, è Eni. Un colosso petrolifero che patisce quando il prezzo del greggio resta debole”. E infatti, se il mese scorso le azioni Eni valevano oltre 13 euro l’una, attualmente sono finite sotto i 12 euro.

Che cosa rischiano i miei soldi sul conto corrente?
I soldi fermi sul conto corrente, o anche su un conto di deposito, non rischiano nulla. Non sono collegati all’andamento delle Borse. Al massimo sono in pericolo se dovesse fallire la banca di cui siamo clienti, ma questo non avviene quando scende il valore delle sue azioni, ma solo quando il bilancio salta per aria per troppe perdite. “Ad ogni modo, anche se la banca va sul lastrico, come si è temuto l’anno scorso per Mps, i correntisti sono garantiti per legge. Esiste un Fondo di garanzia dello Stato che rimborsa ogni conto corrente entro i 100mila euro di saldo, quindi si può dire che almeno il 90% degli italiani non corra pericoli” ammette Raimondi.

Ho investito in alcuni prodotti proposti dalla banca. Devo vendere tutto?
Solitamente le banche propongono polizze vita a scopo di investimento, fondi comuni o obbligazioni. Queste ultime quasi sempre sono scollegate dall’andamento di Borsa, mentre i primi due strumenti ne risentono e quasi certamente oggi vanno incontro a dei cali. “Eppure, il consiglio più sensato è tenere i nervi saldi” dice l’esperto. “Di solito le famiglie investono con un orizzonte temporale lungo, almeno 5 ma anche 10 o 20 anni. Smobilizzare tutto adesso mossi dalla paura ci porterebbe quasi sicuramente a una perdita. Meglio aspettare”.

Mi conviene spostare i risparmi al sicuro in conti di deposito o Bot?
“Questa è senz’altro la strategia più difensiva” conclude l’esperto. “I soldi sono tranquilli, ma con gli interessi di oggi il guadagno è praticamente zero, quindi io non lo consiglierei. Più in generale, non è mai una buona soluzione dedicare il 100% del patrimonio che scegliamo di investire in un solo canale. Meglio diversificare, facendosi aiutare da un consulente indipendente o dallo sportellista della propria banca, se lo riteniamo affidabile. Significa spezzettare l’investimento tra i vari prodotti, in modo che quando uno cala (come in questo periodo tutto ciò che è esposto alle oscillazioni di Borsa) siamo bilanciati dagli altri.

Devo vendere delle azioni in favore di altre?
Quanto alle azioni, invece, sarebbe davvero inopportuno dare un consiglio generale sui titoli da prediligere o quelli da scartare. “L’importante è che nessuno si improvvisi giocatore di Borsa e pensi di comprare qualche titolo oggi, al ribasso, certo di guadagnare tra qualche mese” aggiunge l’esperto. “Comprare titoli presuppone che l’investitore sia informato e ben consapevole dei rischi. Roba da evitare per chi vuole dormire tranquillo”. Il fatto, però, è che ancora in molti possiedono da tempo vecchi pacchetti di azioni che la banca ci ha affibbiato come super sicure e che abbiamo sottoscritto magari a cuor leggero, come quelle della banca stessa, oppure dei colossi come Eni, Enel, Telecom. Che farne? La soluzione migliore è verificarne la situazione: se stiamo guadagnando rispetto a quando avevamo comprato, potrebbe essere l’occasione di vendere tutto e dire addio alla Borsa, se ci spaventa. Ma se, come è probabile, siamo in svantaggio, vale la pena aspettare.