Farlo arrivare qui nel Giardino Felice fu una impresa comandata dal tempo, dalla pazienza e da una tenacia che allora ancora non sapevo di possedere. Sto parlando del mio incontro, per nulla casuale e assolutamente voluto, col Liriope muscari, una decina di anni fa.

Da poco avevo deciso di trasformare questo grande terreno terrazzato e vista mare in un orto-giardino diffuso, ma ancora non sapevo cosa e come coltivare. Passavo quindi i miei fine settimana (perché da lunedì a venerdì ero ancora giornalista di moda) a zappare di giorno e leggere di sera. Letture monotematiche su giornali di giardinaggio, siti specializzati, gruppi di green-nerd sui social…

Avevo così voglia di imparare che la mia lista dei desideri (botanici, ma non solo) era infinita. Cercavo piante facili, belle, resistenti, autosufficienti… pensavo di volere la luna, oggi so che sognare forte spesso funziona.
Liriope muscari, la scoperta che ha cambiato tutto
Tra le prime scoperte -studiando a memoria i testi di Beth Chatto sui ‘Gravel Gardens’ (i giardini rocciosi, resilienti e in grado di badare a loro stessi per quasi tutte le esigenze possibili) scoprii proprio il Liriope, parente stretto del più pop lampascione, e decisi di volerne alcuni da sperimentare in una condizione decisamente sfavorevole se sei nato pianta. Una bordura su un muro a secco di terreno sassoso e magro, a mezz’ombra, senza la possibilità di esser irrigata perché piuttosto lontana dall’unico accesso all’acqua.

Trovai alcune piante da Gaggero, il vivaio amico (perché se non si può scambiare, riprodurre per talea o seminare, occorrerebbe almeno acquistare “local” da professionisti seri e capaci). Piante però che erano ancora in nursery, in attesa di metter sù clorofilla e radici prima della vendita.

Aspettai mesi, sfinii il signor Gaggero affinché quelle piante fossero mie prima del tempo (ma lui, stoico, non mollò). E alla fine ottenni – trascorso un lasso di tempo esagerato per chi come me aveva ancora fretta – 6 esemplari piccini ma robusti che ancora oggi mi deliziano insieme alla loro generosa progenie sotto l’ombra luminosa dei miei allori XXL. Di questa storia conservo la gioia di una delle mie prime intuizioni da giardiniera in erba (assorbita da Beth Chatto, sia chiaro): “la pianta giusta al posto giusto”, e non si sbaglia. Se si tratta però del Liriope, quasi ogni posto è giusto per lui. Ma…lasciate che vi spieghi il perché.
Liriope Muscari: identikit botanico
Botanica sempreverde dalla forma globosa, che rimane bassa (massimo 30-40 centrimetri) e molto fitta, ha belle foglie nastriformi, verde intenso o striate di un bianco che sembra burro. Proprio come quelle che ospito io e che preferisco nelle zone d’ombra perché apportano luce e tridimensionalità.

A fine estate, dai cespi, spuntano sottilissime pannocchie viola intenso già dallo stelo, sulle quali, poco alla volta e per diverse settimane, fioriscono decine di minuscole corolle che, tutte insieme, regalano momenti di grande bellezza e colore anche nei suoli più poveri. Non vi piace il viola? Nessun problema: ne esistono varietà candide.

Originario dell’Estremo Oriente (Cina e Giappone), si è diffuso ovunque grazie al suo bell’aspetto e al suo essere davvero di buon carattere. Vive bene nei climi più torridi, sopporta il caldo ma anche il freddo. Non necessita di esser potato: la sua crescita lenta, globosa, lo mantiene molto ordinato. Si adatta senza troppe storie ad esser coltivato in vaso e pure in zone d’ombra riuscirà a fiorire. Grazie a tutte queste caratteristiche il Liriope muscari è la scelta perfetta anche per un piccolo balcone di città con una esposizione poco favorevole alle fioriture. Una vera “erba voglio” adatta a tutti i tipi di pollice, anche i diversamente verdi, che un difetto però ce l’ha: le sue spighe una volta recise durano pochissimo, e tendono ad afflosciarsi perdendo la naturale eleganza; quindi non è un fiore adatto per centrotavola o bouquet. Le foglie nastriformi invece hanno una buona resistenza ed essendo sempreverdi sono ideali per arricchire le composizioni in ogni stagione.
Pillola verde: dividere per moltiplicare
Moltiplicare il Liriope muscari è davvero facile, soprattutto se coltivato in vaso. Si procede per divisione del cespo, ottenendo dalla pianta madre adulta (di almeno 3-4 anni) diverse porzioni, ognuna delle quali con una parte vegetativa e una porzione di apparato radicale. Per far ciò occorre estrarre la pianta dal vaso o dal terreno, facendo attenzione a non compromettere le radici con uno strappo troppo netto.

Va poi separata manualmente, aiutandosi eventualmente con un coltello dalla lama lunga, ben affilata e sterilizzata. Le nuove porzioni ottenute andranno infine rimesse a terra a debita distanza tra loro. Quando moltiplicare? Nei climi miti anche ora, appena finisce la lunga fioritura; nei climi più rigidi meglio aspettare l’inizio della primavera per evitare che le gelate compromettano le nuove piante, già sotto stress per la divisione.

Curiosità: liriope e narciso
Cosa hanno in comune questi due fiori, liriope e narciso, a parte esser entrambi bellissimi? Dal punto di vista botanico poco o nulla: il primo sempreverde, a fioritura tardo estiva a pannocchie, mentre il secondo è un bulbo che compare solo a primavera, fa un unico fiore e poi scompare sottoterra per un lungo letargo corroborante. Non appartengono neppure alla stessa famiglia, genere o specie botanica.

Però entrambi prendono il loro nome dalla mitologia greca, come spesso accade per i fiori. E in questo ambito Liriope e Narciso sono parenti stretti: lei, liriope, una delle Naiadi (le ninfe delle acque dolci) è la madre di lui, il “bel” Narciso, la cui storia è di sapere comune.