Il totem con il cactus

Prendete un vasetto di vetro, aggiungete un po’di terriccio per cactacee (si chiama così la famiglia dei cactus) e scegliete la pianta grassa più alta che avete. Diventerà un piccolo totem-scultura che arreda una mensolina spoglia.

Il segnaposto

Ha un’aria molto texana questo servizio di piatti a tema, al quale si può abbinare una piantina grassa in vasetto come segnaposto. Sceglietene una diversa per ogni ospite che avete invitato.

La collezione di minicactus

L’effetto è davvero originale. Messi in tazze colorate, i minicactus fanno allegria e possono essere usati come centrotavola o come decoro per il davanzale. Ma seguite i nostri consigli per non farli seccare!

Il giardino di piante grasse

Siete andati al mercato e avete fatto il pieno di piantine? La soluzione migliore è metterle tutte insieme in una cassetta di legno (tipo quella della frutta). Avrete un giardinetto verde tutto l’anno molto, molto spinoso.

Leutchtenbegia

Anche se appartiene alla famiglia dei cactus, d’aspetto ricorda le agavi perché ha una rosetta di tubercoli rigidi triangolari. Ha una grossa radice e riesce a sopravvivere diverse settimane senza acqua.

Stapelia

Originaria del Sud Africa, ha diversi fusti succulenti, privi di foglie, con costolature che terminano con una spina aguzza. Ogni anno forma nuovi fusticini che si ingrossano durante l’estate.

Gymnocalycium

Appartiene alla grande famiglia dei cactus e ha una tipica forma sferica, con coste arrotondate, ognuna delle quali porta un ciuffetto di spine aguzze e arcuate. Cresce con una certa lentezza.

Cereus peruvianus

Lo si riconosce per il fusto simile a una colonna, suddiviso in coste con diverse spine. Questa è la varietà “Monstruosus” con protuberanze e fossette. Può stare all’aperto tutto l’anno nelle zone calde e soleggiate.

Euphorbia

È formata da tanti fusti eretti con costolature spinose. Appartiene a una famiglia di piante robuste, a crescita lenta, sensibili solo alle basse temperature: la minima tollerata è di 12 gradi.

Cereus crestato

Rispetto ai cereus classici, questa specie ha coste longitudinali avvolte a spirale, che formano delle creste spinose. È una specie sudamericana che, d’inverno, non sopporta temperature sotto i 10 gradi.