UNA LEGGE CONTRO IL BULLISMO

Il 20 settembre 2016 la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge per la prevenzione contro bullismo e cyberbullismo. Nel gruppo insegnanti sarà individuato un referente, perché il primo luogo in cui prendere misure contro il fenomeno è la scuola. Il Miur dovrà formare adeguatamente il personale, ma un ruolo importante spetta anche agli studenti: uno degli obiettivi più importanti è l’educazione alla legalità e all’uso consapevole del web. Chi è vittima di cyberbullismo, o il genitore, può chiedere e ottenere l’oscuramento dei contenuti diffusi in rete: il Garante della Privacy interverrà direttamente nel caso in cui dopo 48 ore non siano stati rimossi.

 

IL FENOMENO

Per la prima volta viene definito il fenomeno dal punto di vista legislativo. Per bullismo si intende l’aggressione o la molestia ripetuta a danno di una vittima in grado di provocare ansia, isolamento o emarginazione attraverso vessazioni, pressioni, violenze fisiche o psicologiche, minacce o ricatti, furti o danneggiamenti, offese o derisioni. Secondo Smith (2008) il cyberbullismo identifica un uso improprio delle nuove tecnologie per colpire intenzionalmente persone indifese. Bullismo non è solo questione di violenza fisica, bensì l’aggressività dettata dalle intenzioni.

 

COME RICONOSCERE UN ATTO DI BULLISMO

La dott.ssa Barbara Repossini, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa ([email protected]) spiega: «È importante prestare attenzione ai piccoli segnali di disagio, fra cui i disturbi del sonno, alimentazione o enuresi notturna». Quando l’avversione per la scuola da semplice antipatia si trasforma in episodi di ansia generalizzata è bene indagare. «I bambini tendono a sentirsi colpevoli: caricati dal senso di colpa e dalla vergogna raramente denunciano le vessazioni, per questo è importante creare occasioni di dialogo in famiglia, conoscere gli amichetti».

 

EDUCAZIONE CONSAPEVOLE

Aiutare un bambino a costruire la sua autostima significa accompagnarlo alla scoperta delle sue risorse. Chi non si è mai sentito sbagliato? Un genitore in grado di accettare la persona che siamo ci aiuta a vedere la nostra forza e crescere, anche attraverso gli sbagli e le mancanze. Barbara Repossini sottolinea: «Quello che accade non deve diventare un segreto: quando un bambino sa di poter raccontare ciò che sta vivendo, senza il rischio di deludere o infrangere le aspettative dei familiari, è il segnale che si sta costruendo un patto di fiducia fra genitori e figlio».