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Clio Make-Up e la riflessione sui filtri che ci fanno sentire tutte inadeguate

Con un post dedicato all’uso dei filtri su Instagram, una coperta di Linus per molte, Clio Make Up ci fa riflettere su quello che conta davvero

Qual è il significato della parola bellezza? È Clio Zammatteo, in arte Clio Make Up a farci riflettere su una pratica che si è quasi trasformata in un’abitudine consolidata.

Il filtro è il delitto perfetto: basta toccare un pulsante sul nostro smartphone e il nostro viso torna più giovane di cinque, dieci anni.

Ci sembra quasi una bugia bianca. Una di quelle che si sussurrano per non ammettere a voce alta la verità che, forse, non è così importante. Già, ma quale verità? L’unica verità che conta davvero: che siamo donne reali, fatte di una somma di difetti e perfezione che rende unica la nostra bellezza. È un concetto meraviglioso che però ci incute ancora troppa paura.

Basta scrollare il nostro feed Instagram per provare un senso di inadeguatezza nei confronti del mondo. Viaggi bellissimi, record sportivi impossibili, canoni estetici semplicemente incredibili.

Donne che splendono ogni giorno della loro vita, al punto da farci sentire piccole e inadeguate. C’è chi ha dedicato la sua vita alla bellezza, e c’è chi si aiuta con l’uso dei filtri per nascondere qualcosa. Un primo segno dell’invecchiamento, una ruga, una cicatrice. Un tempo si nascondevano perfino le lentiggini.

In un periodo così delicato come quello della pandemia, il messaggio di Clio Make Up risuona forte e chiaro. Ci invita a riflettere sul significato della parola bellezza e ci fa mordere le labbra per quanto ha centrato il punto. Ci fa ripensare a tutte quelle volte che, più o meno inconsciamente, abbiamo celato i nostri piccoli difetti per non sentirci da meno.

E per cosa? Per le realtà distorte…” sostiene Clio Make Up nel suo post, uscendo allo scoperto senza più nulla da temere. Le nostre icone di stile e bellezza fanno uso di filtri per raggiungere un canone estetico di bellezza che, con l’avvento dei social, è diventato sempre più distante.

Continuiamo a metterci a confronto, a spingerci sempre più in là, a guardare alle stelle con la convinzioni che siano luci che possiamo afferrare. Ce lo dice anche Clio:

«Con i social il paragone diventa così facile e può portare a delle ossessioni o forme di depressione. A volte la leggerezza con la quale si usano i filtri per migliorarsi il viso e anche in generale la vita mi fa paura. Spero che là fuori voi possiate distinguere la realtà dalla finzione. Si dice che non è tutto oro quello che luccica e penso che sia così davvero in molto casi..».

E allora impariamo a distinguere. Impariamo che l’unica risposta possibile ai filtri e alla finzione giunge da ciò che ci rende bellissime, sempre e comunque: la nostra identità. Siamo uniche e di conseguenza siamo perfette, a modo nostro. Con o senza filtri, insieme per liberarci una volta per tutte dalla paura di essere.

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