Quando il ferro da stiro smette improvvisamente di scaldarsi, la causa più comune è la resistenza bruciata. Questa guida spiega passo dopo passo come individuare, sostituire e testare la resistenza, con particolare attenzione alle precauzioni di sicurezza da rispettare durante tutte le fasi del lavoro
Capita a molti: si sta stirando tranquillamente quando, all’improvviso, il ferro smette di scaldarsi e non ne vuole sapere di ripartire. Oppure si ha in casa un vecchio ferro da stiro, ancora integro nella struttura ma che semplicemente non si accende più. Nella maggior parte dei casi il colpevole è la resistenza, ovvero il componente che genera il calore, che con il tempo può bruciarsi o danneggiarsi. Sostituirla non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione: si lavora infatti con un componente elettrico, quindi precisione e rispetto delle norme di sicurezza sono essenziali. Ecco come procedere in autonomia, passo dopo passo.
Occorrente
- Resistenza nuova, identica per valori (watt) e dimensioni a quella da sostituire
- Cacciavite cercafase
- Cacciavite normale
- Pinza
- Scaglie di mica (se necessarie per l’isolamento)
- Perline di ceramica cilindriche (se necessarie per l’isolamento dei conduttori)
Attenzione: prima di iniziare qualsiasi operazione, assicurarsi sempre che il ferro da stiro sia spento e staccato dalla presa di corrente. Se non ci si sente sicuri nell’affrontare un intervento su un componente elettrico, è preferibile rivolgersi a un tecnico specializzato, per evitare danni all’elettrodomestico o rischi per la sicurezza.
1. Individuare la resistenza
La resistenza si trova generalmente sulla piastra inferiore del ferro, all’interno della parte che si riscalda. Nella maggior parte dei modelli ha la forma di un tubicino ricurvo che segue il profilo della piastra; in altre tipologie si presenta invece come un filo avvolto attorno a fogli di mica. Riconoscerla è il primo passo per capire come intervenire correttamente.
2. Smontare il ferro da stiro
Con il ferro scollegato dalla corrente, si comincia svitando le viti che tengono unite le due parti dell’involucro: solitamente si trovano nel manico e/o vicino all’ingresso del cavo di alimentazione. In alcuni modelli è inoltre presente una piastrina di protezione dei morsetti, posizionata nella parte posteriore dell’elettrodomestico, che va rimossa allentando le relative viti (è consigliabile conservarle con cura, per non perderle durante il lavoro). Una volta tolte tutte le viti, si apre delicatamente il ferro separando la parte superiore da quella inferiore, cioè la piastra metallica.
3. Rimuovere la resistenza danneggiata
A questo punto la resistenza risulta ben visibile. È collegata da un lato a uno dei due fili di alimentazione tramite una vite, e dall’altro lato al termostato. Utilizzando il cacciavite cercafase, si svitano i due punti di fissaggio e si stacca la resistenza dai fili di alimentazione, liberandola completamente.
4. Scegliere e montare la resistenza nuova
È fondamentale procurarsi una resistenza identica a quella rimossa, sia per valori in watt (riportati sulla confezione) sia per dimensioni: il consiglio è di portare con sé quella vecchia al momento dell’acquisto, così da mostrarla direttamente al negoziante ed evitare errori. Per i modelli di ferro da stiro più recenti, reperire il pezzo corretto non dovrebbe presentare particolari difficoltà.
Durante il montaggio bisogna prestare molta attenzione: la nuova resistenza va posizionata esattamente dove si trovava quella danneggiata, avvitandola nei medesimi punti di fissaggio, e non deve mai entrare in contatto con nessuno degli elementi “attivi” del meccanismo interno né con la base o il guscio esterno del ferro. Un contatto accidentale potrebbe infatti generare dispersioni elettriche pericolose per chi utilizzerà l’elettrodomestico in seguito.
5. Rimontare e testare il funzionamento
Prima di richiudere definitivamente il ferro, conviene fare una prova: si ricollega l’elettrodomestico alla corrente (lasciandolo ancora aperto) e lo si lascia scaldare per qualche minuto. Se la piastra inizia a riscaldarsi correttamente, si può staccare la spina e procedere alla chiusura, reinserendo tutte le viti al loro posto. Se invece la nuova resistenza non dovesse funzionare, sarà possibile intervenire nuovamente senza dover ripartire da zero, dato che il ferro è ancora aperto.
Una volta richiuso tutto, si ricollega la spina alla corrente e si tocca la piastra metallica esterna con il cacciavite cercafase, osservando se la lampadina al suo interno si accende: se resta spenta, significa che non ci sono dispersioni di corrente verso l’esterno e il lavoro è stato eseguito correttamente.
6. Verifiche di sicurezza aggiuntive
Per maggiore tranquillità, è consigliabile far scaldare il ferro per una decina di minuti dopo il rimontaggio e ripetere il test con il cacciavite cercafase sull’involucro esterno, verificando che non sia in tensione. Se il cercafase dovesse segnalare la presenza di corrente, è necessario spegnere immediatamente il ferro, lasciarlo raffreddare e riaprirlo per individuare il punto di contatto tra gli elementi attivi e la parte esterna.
In questi casi, il problema si può risolvere interponendo delle scaglie di mica nei punti critici, per isolare la resistenza dagli elementi metallici circostanti. Se invece la dispersione è causata da uno dei conduttori di alimentazione, la soluzione è isolarlo con delle perline di ceramica cilindriche, pensate proprio per questo scopo. Solo dopo aver verificato che non ci sia più alcuna dispersione di corrente il ferro potrà considerarsi sicuro per l’uso quotidiano.