1/8 – Introduzione

In questa guida, passo dopo passo, darò tutte le indicazioni utili su come trattare nel migliore dei modi un oleandro con i parassiti. Sono sempre di più le persone che decidono di abbellire la propria abitazione con delle specie vegetali di tipo ornamentali; una di queste è proprio l’oleandro. In ogni caso, nella vita di tutti i giorni, bisogna fare i conti con una serie di problematiche che interessano le piante e che molte volte hanno un affronto altrettanto problematico. L’oleandro non è esente da tali problematiche, ragione per cui è opportuno specificare che si tratta di una pianta velenosa, in grado di secernere una sostanza lattiginosa che ha intensi effetti tossici sulle persone. Quando si procede a qualsiasi trattamento dell’oleandro, a partire dalla fase di taglio, bisogna indossare dei guanti e, successivamente, lavarsi accuratamente le mani, visto e considerato che i parassiti possono mettere a repentaglio la vita di questa pianta e la relativa fioritura. Il trattamento in questione richiede un po’ di tempo e di impegno, ma non è particolarmente complicato.

2/8 Occorrente

  • Acqua
  • Panno consunto
  • Insetticidi
  • Forbici da potatura
  • Pesticidi
  • Olio bianco

3/8 – Le caratteristiche del coleandro

Prima di illustrare il trattamento dell’oleandro con i parassiti, è opportuno soffermarsi sulle sue caratteristiche. Il nome scientifico di questa pianta è Nerium oleander e appartiene alla famiglia delle Apocynacee; è originaria presumibilmente del continente asiatico e da tempo è stata naturalizzata in tutta l’area del Mediterraneo, dove viene utilizzata a scopo ornamentale. Tutta la parte aerea dell’oleandro è composta da elementi piuttosto velenosi, dal fusto, alle foglie ai fiori. Per quel che riguarda i fusti, solitamente verdi e privi di peluria, quando sono maturi, presentano poche ramificazioni. L’andamento di questi ultimi, inizialmente eretto, tende a proseguire in leggere arcuature. Le foglie dell’oleandro invece sono dure e a margine intero, inoltre vengono attraversate da una possente nervatura. I fiori dell’oleandro possono essere di colore rosa o bianco.

4/8 – I parassiti dell’oleandro

I parassiti che colpiscono le piante possono essere di due tipi, distinguendosi in quelli dannosi per l’arbusto e quelli non dannosi. Nella seconda categoria rientrano i classici ragnetti rossi che si fanno avanti durante la stagione estiva. Questi parassiti possono sedimentare sulle foglie delle piante senza danneggiarle e si possono facilmente individuare e distinguere. Anche se questi parassiti non sono pericolosi, quando ci si accorge della loro presenza, è bene ripulire la pianta con della comune acqua e un panno consunto per ripulirla. La causa della presenza dei parassiti è da ricercarsi nei ristagni di acqua e nel velo che tende a formarsi sulle foglie, tenendo presente che questi due elementi, non fanno altro che favorire il proliferarsi di questi patogeni.

5/8 – Le cause della cocciniglia

La malattia che nella maggior parte dei casi viene diagnosticata all’oleandro è la cocciniglia, causata dal parassita afide. Questo parassita rientra nella categoria dei parassiti pericolosi per la pianta, in quanto tende a colonizzare e a proliferare in corrispondenza dei piccoli boccioli e sui germogli più teneri. È bene sapere che questo parassita distrugge la pianta divorandola, andando a rompere la parete più esterna così da poter prelevare la linfa che scorre all’interno dei fusti. Forse ad un primo sguardo le afidi non saranno visibili, ma certamente non passeranno inosservati i segni della loro invasione. Poiché sottraggono nutrimento alla pianta, questa si seccherà, le foglie assumeranno una struttura arricciata e i fiori non sbocceranno. Altro aspetto è che l’oleandro è una pianta che tende a raggiungere altezze elevate, ma a causa dell’invasione di questo parassita, l’arbusto manterrà costante la propria altezza.

6/8 – Il trattamento dell’oleandro con i parassiti

Quando ci si accorge che la propria pianta è ormai malata, è bene recarsi presso un fioraio e chiedere consiglio in merito al trattamento da eseguire per riportare in vita la pianta. Certamente sarà opportuno potare la pianta, andando ad eliminare le zone danneggiate e al tempo stesso facendo attenzione a non esporre radici, altrimenti la pianta non potrà più guarire. A tal proposito sarà opportuno innaffiare abbondantemente la pianta così da favorirne la rigenerazione, anche se questo non andrà ad uccidere completamente il parassita. In seguito, si rende necessario applicare degli insetticidi o pesticidi, nonostante questi ultimi potrebbero non risultare completamente efficaci per risolvere il problema. A prescindere da tutto ciò, si può ricorrere anche a dei metodi alternativi, come ad esempio quello della lotta biologica, facendo affidamento a dei predatori naturali come coleotteri coccinellidi e parassitoidi che comprendano gli imenotteri. Infine, un’altra valida procedura che aiuta contro i parassiti, prevede l’utilizzo dell’olio bianco, il quale andrà combinato con un qualsiasi insetticida.

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8/8 Consigli

  • In ogni caso è opportuno non utilizzare in maniera eccessiva gli insetticidi e i pesticidi, in quanto possono essere nocevi sia all’ambiente che alle persone.