Con l’arrivo del caldo cresce il desiderio di vivere gli spazi esterni: un giardino, una terrazza, una piazzola in campeggio o un angolo di spiaggia. Che si cerchi la tintarella o, al contrario, un angolo d’ombra dove sonnecchiare in amaca o leggere un libro, il problema è spesso lo stesso: come proteggersi dal sole senza spendere cifre eccessive in strutture costose?
La buona notizia è che le opzioni non mancano, e molte di queste si possono realizzare – o addirittura costruire da soli – con un budget contenuto. In questa guida troverai prima una panoramica delle soluzioni più diffuse e accessibili, per orientarti in base alle tue esigenze e allo spazio a disposizione, e poi un tutorial dettagliato per costruire un parasole artigianale partendo da zero, con materiali facili da reperire.
Le soluzioni più economiche per creare ombra
Prima di mettersi all’opera, vale la pena conoscere le alternative disponibili sul mercato o realizzabili in autonomia, ciascuna con pregi, limiti e livello di impegno diversi.
Telo ombreggiante
Molto usato nei campeggi, è un grande telo in PVC – spesso verde, ma disponibile anche in bianco o beige – di forma squadrata o triangolare. È resistente, dotato in genere di anelli metallici agli angoli per essere fissato con corde a pali o alberi, e adatto a coprire aree sia piccole che molto estese. Non è impermeabile, quindi non protegge dalla pioggia, ma è economico, rapido da montare e si integra bene con l’ambiente naturale grazie ai toni verdi.
Arella in canne di bambù
Si tratta di una sorta di stuoia composta da canne di bambù affiancate e tenute insieme da cordini intrecciati. È avvolgibile, quindi può essere montata come un telo oppure utilizzata per ricoprire strutture già esistenti come pergolati o gazebo spogli. È una soluzione economica ed ecologica, ma va protetta dalle intemperie prolungate, che possono rovinarla nel tempo.
Ombrellone in paglia
Alternativa più fresca rispetto ai classici ombrelloni in tessuto: la trama della paglia lascia circolare l’aria mentre trattiene comunque i raggi solari, garantendo un’ombra più fresca e piacevole. La paglia ha un costo contenuto, ma se non è ben ancorata alla struttura (solitamente in legno) rischia di deteriorarsi rapidamente, soprattutto se esposta alla pioggia.
Gazebo automontante
Per chi cerca una soluzione rapida da montare e smontare, i gazebo automontanti sono strutture pieghevoli e telescopiche in ferro che si aprono semplicemente estendendo le assi, senza bisogno di assemblare decine di pezzi separati. Il montaggio richiede pochi minuti – anche una sola persona può farcela, anche se in due è più comodo – e a fine giornata tutto si ripone in una sacca poco ingombrante. Sul mercato si trovano modelli anche molto economici.
Piante rampicanti
È la soluzione più naturale e, nel lungo periodo, tra le più convenienti, anche se richiede tempo prima di dare risultati. Basta realizzare una struttura in pali di legno o ferro delle dimensioni desiderate, ricoprirla con rete metallica e piantare rampicanti lungo il perimetro, vicino ai pali di sostegno. Con il tempo le piante cresceranno avvolgendo l’intera struttura, creando un parasole naturale, resistente e – come bonus – spesso arricchito da fiori profumati. È consigliabile scegliere varietà robuste anche in inverno, a crescita rapida e poco esigenti in termini di cura.
Come costruire un parasole fai da te: guida passo dopo passo
Tra le opzioni elencate, la stuoia (in bambù o materiale simile) è probabilmente quella più semplice da trasformare in un vero progetto fai da te. Ecco come realizzarla partendo da zero, con un procedimento adatto anche a chi non ha grande esperienza di bricolage.
Occorrente
- Stuoia (bambù o materiale simile)
- Due pali di legno, resistenti al vento e non troppo pesanti
- Corda robusta
- Anelli di metallo
- Catena
- Ganci o sassi per l’ancoraggio a terra
1. Progettare il parasole
Prima di acquistare i materiali, è importante definire il progetto: non servono disegni tecnici, ma è essenziale prendere le misure dello spazio da ombreggiare e, se il parasole dovrà essere spesso spostato, anche quelle del portabagagli dell’auto. È un passaggio che sembra scontato ma che evita sprechi di tempo e denaro in seguito.
2. Procurarsi i materiali
Una volta definite le misure, si può passare all’acquisto. La stuoia si trova facilmente in un negozio di bricolage o casalinghi ben forniti, così come corda robusta e anelli metallici. I due pali di legno possono essere ordinati presso un falegname, chiedendo di forarli a un’estremità (circa 5-10 cm dal bordo): una spesa minima che semplifica notevolmente il montaggio successivo.
3. Assemblare la struttura
Si inseriscono i quattro anelli metallici alle quattro estremità della stuoia. La stuoia viene poi assicurata ai due pali di legno tramite due catene di metallo, che passano attraverso i fori dei pali e attraverso gli anelli posti agli estremi della stuoia. Infine si fa scorrere la corda da un anello all’altro in senso verticale: dovrà essere lunga più del doppio del lato della stuoia, per lasciare margine sufficiente all’ancoraggio a terra.
4. Fissare il parasole al terreno
Terminato il montaggio, il parasole va ancorato al suolo legando la corda a qualcosa di pesante — ganci fissati a terra oppure semplici sassi vanno benissimo. La corda va fissata in quattro punti: due ai lati esterni della stuoia, e altri due che formino un angolo di 90 gradi rispetto ai primi. Per una maggiore stabilità, si può aggiungere una seconda corda, legata nello stesso punto della prima ma orientata perpendicolarmente, da entrambi i lati.
Un consiglio extra
Se non si dispone di una stuoia, è possibile sostituirla con un telo di stoffa robusto: va benissimo anche un vecchio copriletto o una tovaglia da tavola che non si usa più, per un progetto ancora più economico e a impatto zero.